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Donne e violenza, nasce un progetto che mette in rete Sicilia e Calabria

La presentazione ieri pomeriggio, nella sede dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Ragusa, alla presenza delle mamme coraggio Vera Squatrito e Giovanna Zizzo, e di Caterina Villirillo, Presidente dell'associazione Libere Donne di Crotone

(8 giugno 2019)

Ieri pomeriggio presso l’Associazione Nazionale Carabinieri di Ragusa si è parlato di legalità, violenze e giustizia per le vittime invisibili, per tutte quelle persone che hanno conosciuto la violenza in prima persona e per quelle che hanno perso gli affetti più cari. Scopo dell’incontro creare una rete come ponte tra Sicilia e Calabria, per combattere tutti insieme contro la violenza di ogni genere. La conferenza è stata aperta dal Presidente dell’ associazione nazionale carabinieri Enzo Buccheri, e durante il confronto è intervenuto anche il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Ragusa, il Tenente Colonnello Federico Reginato, il quale ha spiegato l’importanza di fare rete tra le associazioni e le forze dell’ordine esponendosi in primis al consenso alla rete come forza dell’arma.

Presente anche il Gran Maestro della Confraternita Cattolica Cristiana dei Cavalieri Templari Federiciani, Corrado Armeri, il quale ha ribadito l’importanza di fare rete per raggiungere obiettivi importanti come l’abolizione del rito abbreviato per alcuni omicidi efferati, violenti e premeditati. Sono intervenute con grande forza e voglia di cambiare la macchina della giustizia le “Mamme Coraggio” di Sicilia e Calabria tra cui Vera Squatrito, mamma di Giordana uccisa barbaramente con 48 coltellate, e Giovanna Zizzo, mamma di Laura uccisa nel sonno dal proprio padre, rimarcando che le leggi ci sono ma mancano gli strumenti affinché vengano attuate.

Caterina Villirillo, Presidente dell’associazione Libere Donne di Crotone, è arrivata a Ragusa in quanto chiamata per un caso proprio nella provincia iblea, per aiutare una donna che viveva e vive nella paura. Il suo carnefice ha procurato danni materiali e psicologici molto gravi a lei e ai suoi familiari, compresi i minori, proprio per questo la presidente Villirillo ha deciso di fare rete con le associazioni di Ragusa. Ci vogliono pene certe e durature, ma soprattutto la tutela di queste donne. L’aiuto attivo continua più forte di prima per Caterina Villirillo, diventata Mamma Coraggio dopo aver visto il proprio figlio, Giuseppe Parretta, ucciso violentemente a soli 18 anni con dei colpi di pistola dal vicino, nel gennaio del 2018.

Da allora il dolore è diventato rabbia, e la rabbia si è tramutata in battaglia. La Villirillo ha parlato di protocolli d’intesa tra le associazioni per chiedere i diritti negati alle donne vittime di violenze, dalle abitazioni alle visite sanitarie e al codice rosa, con percorsi preferenziali nei pronti soccorsi che spesso non funzionano in maniera efficace. Da tutto questo nascerà un progetto da presentare a Roma per i diritti delle famiglie invisibili, e che verrà illustrato il 20 settembre a Ragusa. Intanto la rete sta elaborando anche un secondo progetto da presentare nelle scuole nelle due regioni e che pone al centro la rieducazione sentimentale e culturale. Presente al confronto anche la neonata associazione Codice Rosso di Scicli, con l’intento di attuare in modo fattivo uno sportello di aiuto e collaborare con il nuovo progetto di rieducazione culturale e sentimentale che coinvolgerà le scuole del territorio.

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