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Ad un mese dalla Pasqua, Marina di Acate è di nuovo una discarica. Vergogna!

Voi continuate a sporcare, e noi continuiamo a denunciare. Ma non la amate nemmeno un po' la vostra terra?

(14 maggio 2019)

Niente da fare. A qualcuno proprio non entra in testa che non è questo il modo corretto di smaltire i propri rifiuti. A Marina di Acate, ad una mese di distanza dalla Pasqua, festività che aveva richiamato molti visitatori e acatesi e che aveva indotto l’amministrazione comunale a ripulire, come temevamo e immaginavamo, siamo punto e a capo. Una nuova discarica si estende per diversi metri ed è possibile trovarvi davvero di tutto, dal polistirolo ai vestiti agli stendini, come documentato dal solito, impeccabile, Riccardo Zingaro, amministratore ed ideatore del gruppo “Uniti contro il male oscuro sui tumori”.

E finché loro sporcheranno, noi denunceremo e mostreremo lo scempio ambientale che da decenni in quest’area si consuma da decenni, nel silenzio più totale. Gli amministratori fanno quello che possono, ma per ripulire ogni volta e installare le telecamere occorrono molti soldi, che un ente indebitato come quello di Acate non ha. Servono, dunque, le sanzioni e serve, soprattutto, la cultura. Inculcare quella della raccolta differenziata sarebbe il top, ma sarebbe sufficiente anche che chi pensa di poter sporcare qui come se fosse terra di nessuno (quasi sempre quella fetta di popolazione che non è neanche censita, ne siamo consapevoli e chiediamo per questo ulteriori, capillari controlli) capisse che i sacchettini della spazzatura li deve conferire negli appositi contenitori e negli spazi appositi. Non è fantascienza, non è neanche scienza. Si chiama educazione, si chiama rispetto, e non ci sembra di chiedere la luna, nell’Anno Domini 2019, in Italia.

Valentina Frasca

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