In Evidenza

Siracusa sotto bombardamento chimico: aumentano i casi di mortalità, a quando le bonifiche?

Noi di Ialmo siamo tornati ad interrogare la biologa siracusana Mara Nicotra, che ha deciso di inviare un lettera al ministro dell’Ambiente Sergio Costa per sollecitarlo a varare una legge specifica

(26 giugno 2019)

L’aria che respiriamo a Siracusa, e nel quadrilatero cosiddetto “della morte” (composto dai comuni di Priolo, Melilli ed Augusta), è malsana? La risposta è decisamente si, ma non lo diciamo solo noi giornalisti, con fiumi di inchiostro da anni a questa parte e l’ultimo episodio documentato proprio due settimane fa. Lo dicono in maniera altrettanto inequivocabile i numerosi e sempre crescenti episodi di odori molesti percepiti dalla popolazione e segnalati con centinaia di telefonate ai numeri d’emergenza. Un vero e proprio bombardamento chimico che, notte e giorno, ammorba i nostri respiri e la nostra salute come ha confermato, delineando un quadro davvero inquietante, il quinto rapporto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti esposti a rischio Inquinamento) dell’Istituto Superiore di Sanità. Secondo quanto riportato dal documento, che focalizza l’attenzione sugli effetti dell’inquinamento sulla salute delle popolazioni residenti nei territori a rischio del nostro Paese (studi sulla mortalità, ricoveri ospedalieri, incidenza oncologica, patologie e malformazioni infantili), nei quattro comuni vicini al polo petrolchimico di Priolo si riscontrano un eccesso di mortalità e un crescente incidenza di tumori, valori preoccupanti che interessano anche i bambini e i giovani. Lo studio, attraverso una metodologia standardizzata, ha consentito, inoltre, di focalizzare le valutazioni in diversi sottogruppi di popolazione, con particolare attenzione, per la prima volta, alle fasce più vulnerabili, quali i bambini e gli adolescenti.

Dettagli del rilevamento

 

La mortalità generale nella popolazione del sito Priolo (Augusta-Melilli-Priolo G. Siracusa) – si legge nel rapporto – risulta in linea con la media regionale. La mortalità per malattie dell’apparato digerente è in eccesso in entrambi i generi, così come quella per malattie dell’apparato urinario, anche se per queste ultime l’eccesso negli uomini è basato su una stima incerta. Risulta in difetto, rispetto al riferimento regionale, la mortalità per malattie dell’apparato respiratorio sia negli uomini sia nelle donne. Tra le patologie con un’evidenza a priori Limitata o Sufficiente di associazione con esposizioni ambientali nel sito, il mesotelioma della pleura risulta in eccesso quale causa di decesso in entrambi i generi.  È in eccesso anche la mortalità per il tumore del polmone tra le donne e per malattie respiratorie acute tra gli uomini. Gli eccessi tumorali si osservano prevalentemente nei siti con presenza di impianti chimici, petrolchimici e raffinerie e nelle aree nelle quali vengono abbandonati rifiuti pericolosi”. Risultati che, senza dubbio, oltre ad inquietare, gettano un alone di sconforto se messi in relazione alle numerose e spesso inascoltate grida d’allarme che, a partire dalle battaglie messe in campo ad Augusta da Don Palmiro Prisutto, per poi interessare cittadini ed associazioni con mobilitazioni ed esposti in Procura, non hanno mai prodotto risultati tangibili. Due in particolare le richieste del territorio: l’adeguamento delle emissioni da parte delle aziende presenti nel SIN di Priolo (in più occasioni persino sottoposte a sequestri preventivi dalla Magistratura) e la realizzazione delle tanto attese bonifiche, per mare e per terra, auspicate e finanziate ormai da tempo immemore, ma mai realmente avvenute.

Noi di Ialmo siamo tornati ad interrogare la biologa siracusana Mara Nicotra che, dopo diversi studi e pubblicazioni sul tema, oggi ha deciso di inviare un lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, per sollecitarlo a varare una legge specifica che stabilisca precisi parametri per tutte le sostanze inquinanti, e non solo per quelle derivanti dal traffico urbano. Con lei, abbiamo provato a capire cosa respiriamo a pieni polmoni ogni giorno. “La maggior parte di queste sostanze sono emesse da continui sfiaccolamenti, sversamenti e parchi serbatoio degli impianti industriali, – risponde – parliamo di picchi orari giornalieri di idrocarburi come il benzene, che sono la causa di varie forme di leucemie. Nel corso degli anni, ho cercato di documentarmi, mi sono avvalsa anche della letteratura scientifica sui limiti cancerogeni che qui vengono sottovalutati e, quindi, ormai mi accorgo se quello che sento è un odore di solvente come appunto il benzene, che ha un vasto impatto odorigeno, oppure se si tratta di H2s (idrogeno solforato) che si riconosce come il classico odore di uova marce che irrita gli occhi, il naso, la gola e in alcuni soggetti provoca anche tachicardia. Ma il problema vero non è soltanto l’effetto temporaneo sulla gola o sugli occhi, respirare questi elementi contemporaneamente, H2s e benzene (un idrocarburo classificato tra i più cancerogeni) produce danni permanenti sulla salute umana. Secondo il decreto legislativo 155/2010, – prosegue – che recepisce la direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e stabilisce dei limiti alle emissioni di sostante inquinanti nell’aria, il benzene viene normato con un limite di 5 micro grammi per metro cubo (valore annuo) ma qui da noi effettuando lo studio sulle centraline della ex provincia e monitorando quindi le stazioni di Melilli (S.Cusumano), Priolo (2) e Belvedere si rilevano picchi orari anche di 800 microgrammi per metro cubo in un’ora o in un’altra stazione si è arrivati anche a 3000 microgrammi per metro cubo in un giorno! In alcuni mesi, poi, le centraline non rispondono più, si staccano. Dicono per manutenzione, ma così la media del benzene annuale risulta falsata. E se a questo aggiungiamo che ci sono sostanze derivate dalla raffinazione petrolchimica che ancora non vengono normate, praticamente – conclude – è come se l’inquinamento fosse soltanto di origine urbana e non industriale”.

Mara Nicotra, biologa

Cosa serve quindi per cambiare la situazione?

Bisogna modificare il Decreto 155, normando e misurando seriamente i picchi orari del benzene e dell’H2s e aggiungendo quelli di tutte le sostanze non ancora normate. Chi fa le misurazioni dice che l’H2s (gas altamente tossico simile al cianuro), se non supera i 100 microgrammi per metro cubo nell’arco delle 24 ore, non è pericoloso, io rispondo che più aumenta la concentrazione più non lo senti e nel frattempo ti viene un edema polmonare e muori, come accaduto ad operai (tra cui un melillese) deceduti in seguito ad esalazioni mentre curavano la manutenzione di una cisterna. Per non parlare poi dei metalli pesanti come il mercurio, il cadmio e l’arsenico, che sono la causa di neomalformati e autistici. Il mercurio è il più tossico tra i metalli, vaporizza a temperatura ambiente e l’inalazione dei suoi vapori può determinare gravi intossicazioni. Inoltre, essendo liposolubile, si diffonde rapidamente attraverso la membrana alveo-capillare passando nei globuli rossi e nel cervello. Nella rada di Augusta il mercurio riscontrato nei sedimenti marini è 22 volte il limite consentito e rappresenta una sorgente attiva che sta contaminando la catena alimentare dell’intero bacino del Mediterraneo.

A proposito di sedimenti,  che ne pensa della polemica generata in questi giorni tra chi decanta le lodi del mare di Priolo e chi invece ne dice peste e corna? Il sindaco priolese, Pippo Gianni, ha persino scelto di fare il bagno documentando la giornata per dimostrare che Marina di Priolo è pulita.

Intanto lui dovrebbe chiarirci se quel mare è balneabile oppure no, perché per molti mesi è stato contro l’Ias, il depurato dei reflui industriali, affermando che era mal gestito, non funzionava bene e dalle vasche fuoriuscivano miasmi, come se il problema fosse solo concentrato sulle puzze nauseabonde e non sugli impianti ad esso collegati. Quindi se mi dici che non funziona ora, come fai a farti il bagno nelle acque servite male da quel depuratore? Poi, se parliamo di inquinamento da mercurio, posso dire che i sedimenti sono concentrati in larga parte nella rada di Augusta, zona che si estende dalla Sasol fino a Targia, zona Isab Sud. Li si è scaricato di tutto e di più, dal lontano 1948 fino all’Operazione “Mar rosso” del 2003 (la clamorosa indagine giudiziaria sull’area industriale di Priolo, condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Siracusa che portò all’arresto di 17 tra dirigenti e dipendenti dello stabilimento ex Enichem) e, se tieni conto che nel mare non ci sono barriere e il moto ondoso fa la sua parte, la risposta datela voi.

Cosa chiede al Ministro dell’Ambiente?

Essenzialmente due cose: non devo essere io cittadino a segnalare le puzze e i malesseri, chiedendo informazioni su cosa succede. Deve esserci finalmente un serio sistema di controllo con telerilevamento funzionante h/24 che individui il punto di emissione, la concentrazione e la tipologia dell’inquinante. E poi si devono ridurre le sostanze inquinanti nel Sin di Priolo, dove è risaputo che gli eventi principali causa della contaminazione dell’ambiente sono dovuti alla cattiva gestione degli impianti industriali e dove il numero delle bonifiche effettuate è, ad oggi, zero assoluto. E questo nonostante l’accordo di programma del 2005 che prevedeva lo stanziamento di 775 milioni di euro e del quale non si è più saputo nulla.

Nadia Germano Bramante

Tags
Mostra altro

Related Articles

One Comment

  1. Dove sono gli enti preposti al controllo, alla salvaguardia della salute e sicurezza dei lavoratori e della popolazione tutta?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close