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Aria irrespirabile a Siracusa e i cittadini stanno male: bruciore agli occhi e alla gola

Fratelli D'Italia chiede al Presidente Musumeci di intervenire, l'assessore Fabio Granata chiede l’avvio di una stagione di bonifiche, ma Peppe Patti dei Verdi li stronca entrambi: "Quando potevano non hanno fatto nulla"

(14 giugno 2019)

Da settimane l’aria è tornata irrespirabile a Siracusa. Un’escalation delle emissioni odorigene di provenienza industriale che ieri, nonostante il vento sollevatosi nel pomeriggio, ha ammorbato in maniera pesante l’atmosfera, raggiungendo picchi percettivi altissimi. Tra i sintomi segnalati da alcuni cittadini, bruciore agli occhi e alla gola e un tanfo di gas da non poter respirare. Una giornata e una nottata nere, che si ripetono ciclicamente nonostante gli innumerevoli esposti presentati in Procura in passato e le continue proteste da parte di cittadini indignati ed esasperati per la mancanza di risposte da parte delle istituzioni. Sentimenti espressi in mattinata anche da Paolo Cavallaro, di Fratelli d’Italia, che, in una lettera indirizzata al presidente della Regione, Nello Musumeci, lo invita a vigilare: “I cittadini hanno urgente bisogno di risposte concrete in ordine alla problematica – scrive – Non è più procrastinabile la normazione di molte fastidiose sostanze odorigene così da fissare eventualmente i limiti massimi di presenza nell’aria a tutela della salute pubblica”.

A lui si unisce anche l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Siracusa, Fabio Granata, che scrive: “Dopo una breve pausa, successiva alle inchieste, ai sequestri e ad una class action di cittadini e associazioni alla quale ho dato il mio appoggio, ieri è stata la giornata più nera degli ultimi anni per la percezione dell’inquinamento ambientale della nostra Siracusa. In tutta la città, infatti, il fetore è stato intollerabile e migliaia di persone sono rimaste chiuse in casa.

Ma è possibile continuare a tollerare tutto questo?

Credo si tratti di una vicenda sulla quale tutti, a iniziare dal Comune, devono fare qualcosa di più e di meglio. Procura, Prefettura, Regione, Ministero, Cittadini, Amministrazione: tutti. Mesi fa furono depositati in Procura migliaia di esposti di cittadini pronti a costituirsi parte civile e a chiedere il risarcimento del danno biologico per dover vivere con la paura di ammalarsi e tappati spesso in casa. Si tratta di una situazione insostenibile della quale le forze politiche e sociali devono farsi carico, pretendendo l’avvio di una stagione di bonifiche e di rigenerazione della terra, del mare e dell’aria. Finiti i tempi dei ricatti occupazionali, gli industriali, per il rispetto che devono alle popolazioni, hanno il dovere di essere sempre leali nei controlli e nella gestione degli impianti. Le bonifiche e la rigenerazione devono essere obiettivi condivisi perché la vita e la sua qualità vengono prima di tutto.

Della questione relativa alla qualità dell’aria, in relazione alle emissioni nocive degli impianti industriali del polo petrolchimico sono piene le pagine, cartacee e virtuali, dei giornali locali e non solo. Proprio nel febbraio scorso l’intervento della Magistratura che applicò la misura del sequestro preventivo per gli impianti di Versalis a Priolo Gargallo e Sasol di Augusta e dei depuratori Tas di Melilli e Ias di Priolo e con la notifica di 19 avvisi di garanzia. Un sequestro che circa un mese dopo portò alla revoca del provvedimento per la Versalis da parte del Tribunale di Siracusa che accolse la richiesta di riesame della società pronta a dimostrare la correttezza del proprio operato in termini di sostenibilità ambientale. In questo senso la Procura era già intervenuta nel 2017 con un analogo dispositivo, sempre a seguito di diversi esposti pervenuti, imponendo il sequestro degli impianti di raffinazione di Esso e Lukoil. Ne seguì che la Exxon vendette gli impianti e la Lukoil accettò di rispettare e prescrizioni imposte dalla Magistratura. Sin qui ciò che è accaduto ieri ma ad oggi, parafrasando una nota battuta, “le chiacchiere stanno a zero” e i siracusani tornano a respirare aria maleodorante con tutto ciò che ne consegue per la salute e a protestare per il sacrosanto diritto a tutelarla la salute. Protesta attuata anche tramite una petizione dal titolo “Fermiamo l’inquinamento a Siracusa” che chiede emblematicamente al premier Conte e alla istituzioni tutte: “Che cosa respiriamo nel quadrilatero industriale di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa?

Diventata ormai virale avendo superato le 170 mila firme, quella del siracusano Peppe Patti dei Verdi, è una guerra ad oltranza all’inquinamento industriale ed ambientale senza sconti per nessuno, e noi di Ialmo lo abbiamo intervistato. “Io lo capisco che qui produciamo quasi un punto e mezzo di Pil nazionale, – dice Patti –ma non possiamo pagare un prezzo così alto in salute! Noi le domande al Governo nazionale e regionale le abbiamo fatte, che cominciassero a dare le risposte. Qualcuno deve prendere posizione sulla questione”.

Proprio oggi si sono espressi l’assessore Granata e Fratelli d’Italia. Si chiedono risposte al presidente Musumeci: che ne pensa?

Credo che, in entrambi i casi, siano esternazioni totalmente inutili per due motivi: Granata è stato al governo e non ha mai fatto nulla, Fratelli d’Italia è al governo di una Regione che nonostante le 170 mila firme nemmeno ci riceve. 

Che ne pensa dei sequestri e conseguenti dissequestri della Procura in questi anni? 

La Magistratura sta facendo il suo lavoro con i suoi periti ma non è suo compito, ci vuole un’azione politica perché, ripeto, sono loro a dovere prendere posizione. Qui siamo ancora all’abc, il tema della green economy non solo non viene preso in considerazione ma viene pure ostacolato! Tanto per dirne una, il Pd ha cancello al suo interno la corrente Eco non consentendo così ad Ermete Realacci di tornare in Parlamento: ma ci rendiamo conto di tutto questo? Che tutti quanti vogliano cavalcare l’onda verde ci fa molto piacere, ma lo faccia solo chi non è mai stato compromesso!

Al di la della politica, le reazioni della società civile come le giudica?

In nord Europa una ragazzina di 16 anni è riuscita a scuotere le coscienze mondiali, a Milano in piazza sono scesi centomila studenti, qui a Siracusa all’inizio erano un centinaio e poi pian piano si sono ridotti a poche decine, tante volte abbiamo organizzato marce anche in provincia con Don Palmiro Prisutto ed eravamo quattro gatti. Cosa devo pensare? Che evidentemente di certe tematiche non frega niente a nessuno.

Nadia Germano Bramante

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