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Coronavirus, tutti in zona rossa: autocertificazione in tasca per gli spostamenti. Ecco il modulo

Chi deve fare sempre lo stesso spostamento può utilizzare un unico modulo specificando che si tratta di un impegno a cadenza fissa

(10 marzo 2020)

Se l’Italia è diventata in blocco una zona rossa, quindi senza più barriere all’interno, cade l’obbligo di comunicazione, sancito in Sicilia dall’ordinanza varata domenica dal presidente della Regione Musumeci, degli arrivi nell’isola da una delle 26 province indicate in precedenza come quelle a maggiore diffusione del coronavirus.

Ma dovunque, anche in ogni comune siciliano, c’è l’obbligo di restare a casa e di dovere motivare le esigenze di spostamento (lavoro, salute, situazioni di necessità). Questa giustificazione è affidata ad un’autocertificazione che chiunque deve rendere compilando un modulo che si può scaricare dal sito del Ministero dell’Interno e portandolo con se in modo da poterlo esibire in caso di controlli.  Ecco il modulo che si può scaricare dal sito del Viminale o anche qui: la parte da portare con sé è solo la pagina 3.

Ecco in allego il modulo: NEW_indicazioni-coronavirus

Chi non può scaricarlo e stamparlo può copiare il testo e portare la dichiarazione con sé.

La stessa modalità vale anche per chi ha esigenze familiari che si ripetono quotidianamente oppure a scadenze fisse e dunque può indicare la frequenza degli spostamenti senza bisogno di utilizzare moduli diversi. Ad esempio chi deve spostarsi tra i comuni per raggiungere i figli o altri parenti da assistere oppure per impegni di carattere sanitario.

Se si viene fermati si può fare una dichiarazione che le forze dell’ordine trascriveranno ma sulla quale potranno fare verifiche anche successive. Spetta al cittadino dimostrare di aver detto la verità.

Se i riscontri saranno negativi scatta la denuncia per inosservanza di un provvedimento dell’autorità che prevede l’arresto fino a tre mesi e una denuncia per reati dolosi contro la salute pubblica.

La ministra Luciana Lamorgese ha raccomandato nella circolare ai prefetti che le forze dell’ordine informino i cittadini sui rischi.

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