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Un cantiere di restauro dentro una chiesa: a Scicli il progetto scuola-lavoro di Enzo Giannone

Il progetto riguarda la chiesa della Consolazione. I protagonisti sono gli alunni del Quintino Cataudella. Una scuola che, ancora una volta, ha dimostrato di riuscire ad affrontare sfide ambiziose sotto la guida del preside (e sindaco) Enzo Giannone

(17 giugno 2019)

Una scuola, un preside, un docente (anche sacerdote), un esperto di restauro, alunni motivati e insegnanti appassionati hanno dato vita ad un progetto unico in Italia: avviare un cantiere di restauro dentro una chiesa. Protagonisti i ragazzi, alunni del Quintino Cataudella di Scicli. Questa scuola, guidata dal preside Enzo Giannone, ancora una volta, ha dimostrato di riuscire ad affrontare sfide ambiziose. Il risultato è stato quello di “declinare” quanto previsto dalla Legge 107/2015 (nota come Buona Scuola) in attività importanti e utili al territorio. “Ridare vita”, è il titolo scelto per il progetto appena concluso (almeno nella parte relativa al restauro) all’interno della chiesa della Consolazione di Scicli. Ragazzi e ragazze di 17 anni, seguiti dal dott. Luciano Bombeccari, restauratore di fama nazionale, hanno “fatto rinascere” preziose tele e originali sculture. Due gli elementi straordinari: il luogo e la gratuità. Le attività sono state realizzate dentro una chiesa. Dietro l’impresa non ci sono state aziende che hanno utilizzato lavoratori, non ci sono stati finanziatori o filantropi vari, ma persone che hanno offerto il loro tempo, le loro passioni, le loro competenze. Cosa ha reso possibile generare “ricchezza” per il territorio: economica, culturale e relazionale? La passione per la bellezza! E’ stato stimato che il valore economico delle opere restaurate sia pari a 49.000 euro. Non è quantificabile, invece, l’immenso valore generato dal punto di vista culturale. Questa esperienza può diventare un modello per le scuole italiane, declinando nei singoli territori le attività del progetto.

Ma il risultato più importante potrebbe essere quello di dar vita ad una nuova comunità economica in grado di comprendere quanto già ipotizzato dai pensatori francescani, e rilanciato da economisti come Stefano Zamagni e Luigino Bruni, che le cose valgono in base alla loro scarsità, e la gratuità non è associata a un prezzo nullo (gratis) ma a un prezzo infinito. Certi valori non si possono monetizzare, “Sarebbe come dire: quanto vale il coraggio di un preside (sindaco)? Oppure che valore ha la vocazione di un sacerdote? Quanto vale l’esperienza della gratuità per un gruppo di ragazzi? Siamo circondati dalla gratuità. La bellezza delle città, dei palazzi e delle chiese che abitiamo senza averle costruite. Ma in un mondo stracolmo di gratuità sottolinea Luigino Brunigli esseri umani non riescono a resistere alla tentazione di costruire sistemi idolatrici e quindi senza gratuità, dove ogni cosa ha il suo prezzo. Lo vediamo nei nuovi templi del dio-consumo, lo vediamo nel culto meritocratico delle imprese, che non è altro che una riedizione degli antichi sacrifici pagani”. A Scicli, grazie a questa esperienza, è stato possibile sperimentare la novità più rilevante dell’enciclica Caritas in veritate, che la reciprocità e la gratuità sono principi fondativi anche per l’economia e per il mercato. E non solo per le scuole, per il mercato non profit, per il volontariato o l’economia sociale, ma per l’intera vita economica ordinaria, dalle banche alle imprese multinazionali.

Franco Portelli

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