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Michelangelo Giansiracusa ci dà il benvenuto nella sua Ferla: “In 8 anni le abbiamo cambiato volto”

Dalla strategia “Rifiuti zero” ad un modello di sviluppo totalmente ecosostenibile con il progetto “Borgo Albergo”, un innovativo programma per lo smaltimento e la differenziazione dei rifiuti, edilizia sostenibile e riqualificazione energetica

(11 marzo 2019)

È entrata a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia e dell’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi, ha 2.500 abitanti e, negli ultimi anni, ha raggiunto una serie di importanti risultati grazie alle sue politiche innovative nel campo della sostenibilità ambientale e dell’utilizzo di buone pratiche nell’ambito dell’accoglienza turistica e dello sviluppo economico del territorio, divenendo punto di riferimento in campo nazionale ed estero. Grandi traguardi per un piccolo centro.

Parliamo di Ferla, splendido borgo sorto sui Monti Iblei, ad ovest della provincia di Siracusa, verso la fine del 1200. Guidata dal sindaco, Michelangelo Giansiracusa, 41 anni e al suo secondo mandato al timone della città, Ferla è il 194° comune italiano ad adottare la strategia “Rifiuti zero” e ha scelto di puntare su un modello di sviluppo totalmente ecosostenibile sotto l’acronimo di B.E.L.L.O. (Bacino Ecologico Lento Laboratorio operativo). In altre parole, tutelare il territorio e le sue bellezze perché in questo patrimonio risiede la chiave per progettare al meglio lo sviluppo futuro e “lento” della comunità. Alcuni esempi: il progetto “Borgo Albergo”, che prevede iniziative per ampliare e valorizzare l’accoglienza turistica per adeguarla alle tendenze dello “Slow Living” (vivere lento), che, nel novembre scorso, è valso alla cittadina iblea la conquista del riconoscimento europeo per la buona politica, categoria “Prosperità” assegnato a Vienna tra 600 candidature; l’adozione di un innovativo programma per lo smaltimento e la differenziazione dei rifiuti, che già nei primi due mesi del 2019 ha fatto segnare una media del 73% ed è divenuto recentemente materia di studio per le scuole d’oltralpe; ed ancora, un progetto di edilizia sostenibile e riqualificazione energetica per dotare le strutture e gli edifici comunali di impianti energetici rispettosi dell’ambiente. Con la messa in campo di queste “buone pratiche” e i riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni, senza dubbio l’amministrazione della città di Ferla rappresenta una vera e propria oasi nel triste panorama dei grandi e piccoli centri gestiti in perenne carenza di fondi e senza il minimo riferimento programmatico a politiche ecosostenibili.

Ma come è stato possibile programmare e realizzare tutto ciò, insomma qual è la ricetta alla base del successo di Ferla? Lo abbiamo chiesto al suo orgoglioso ed iperattivo primo cittadino, Michelangelo Giansiracusa, eletto al suo primo mandato nel 2011 e poi riconfermato nel 2016. “Come abbiamo fatto? Innanzitutto, – risponde – grazie al lavoro di recupero, razionalizzazione ed attenzione nei confronti della spesa e delle entrate di questi anni. Dall’inizio del mio mandato siamo riusciti nella prima importante tappa che è stata quella di non avere più l’esigenza di liquidità dalle banche, cioè il Comune di Ferla è uno dei pochi in Sicilia ad avere una sua stabilità finanziaria, rispetto al quasi dissesto in cui si trovava qualche anno faQuesto, – continua – è un patrimonio che abbiamo consegnato alla cittadinanza e che sicuramente chi verrà dopo di me dovrà usare con la stessa oculatezza. Parlo di pagare i fornitori in tempo, non avere debiti fuori bilancio e conseguenza di tutto ciò è anche il fatto che siamo riusciti ad avere l’addizionale comunale irpef più bassa della provincia e proprio in questi giorni stiamo valutando di abbassare il piano tariffario della Tari. Altra parte della nostra ricetta per la buona salute dell’amministrazione, – continua il primo cittadino – è stata l’idea di internalizzare, anno dopo anno, la maggior parte dei servizi. Dalla raccolta dei rifiuti, al servizio idrico, alla manutenzione del verde pubblico, alla depurazione e così via, rifunzionalizzando e riqualificando il personale. Abbiamo preferito fare questa scelta, che è un po’ in controtendenza con la normativa europea, la quale tende, invece, alla totale esternalizzazione dei servizi con società terze. Questo ci ha consentito l’abbattimento dei costi; un esempio è la gestione dell’acquedotto, effettuata in parte da ditte esterne ma sempre sotto la supervisione di tecnici del Comune, così come la mensa scolastica effettuata sempre sotto la gestione dei nostri dipendenti con prodotti a km zero. Questa importanza che abbiamo rivolto alla gestione dei servizi ci è valsa negli ultimi anni l’assegnazione di diversi riconoscimenti tra cui quelli di Legambiente e dell’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi”. 

Tutto molto incoraggiante, ma i cittadini come hanno risposto ai cambiamenti che non sempre sono stati “indolore”, ad esempio la differenziata?

I cittadini hanno risposto in modo tendenzialmente collaborativo, tanto è vero che nel 2014 siamo stati il primo comune della provincia di Siracusa ad applicare la tariffa puntuale, cioè commisurata al grado di collaborazione della cittadinanza. C’è ancora tanta strada da fare, ma siamo giunti ad una sensibilità e ad un’attenzione anche ai dettagli da parte dei cittadini che ci consente buoni risultati, un esempio è la casa del Compost (compostaggio di comunità) il cui successo ci ha portato a essere studiati all’estero. 

Qual è il progetto che fino ad ora non siete ancora riusciti a realizzare, e che rimane tra le ambizioni di questa  Amministrazione?

Senza dubbio, l’approvvigionamento idrico della comunità è un importante problema che ci è rimasto da affrontare. Abbiamo ereditato un impianto vecchissimo, dal quale attinge anche il Comune di Buccheri, risolvere la questione rappresenterebbe per noi una naturale chiusura del cerchio sul miglioramento dei servizi che abbiamo attuato durante questi due mandati”.

Nadia Germano Bramante

 

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