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Giornata siciliana per Salvini, che arriva per aprire un commissariato e chiudere il CARA

Prima la tappa a Caltagirone per l'inaugurazione del nuovo Commissariato di Polizia e del locale distaccamento della polizia stradale, poi il trasferimento a Mineo. Il Ministro è atterrato all'aeroporto di Comiso

(9 luglio 2019)

E’ iniziata questa mattina a Caltagirone la lunga e calda giornata siciliana del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, arrivato nella città della ceramica per l’inaugurazione il nuovo Commissariato di Polizia e il locale distaccamento della polizia stradale, alla presenza, tra gli altri, del capo della polizia, Franco Gabrielli, del sottosegretario Stefano Candiani, del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, di Prefetti e Sindaci. Nel suo discorso, Salvini ha ricordato che, sulla carta, i locali adibiti a commissariato avrebbero dovuto ospitare un centro per minorenni stranieri non accompagnati. “Adesso, invece, qui – ha detto – ci saranno 61 uomini e donne delle forze dell’ordine”.

E’ un bell’esempio di collaborazione tra istituzioni locali e centrali, a partire dalla Questura e Prefettura di Catania sino al Ministero degli Interni. Un segnale positivo per i cittadini che reclamano ancora maggiore sicurezza nel centro delle città, nelle periferie e nelle campagne, dove vanno tutelate con la massima efficacia le produzioni agricole” ha detto il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, intervenendo stamani alla cerimonia di inaugurazione del nuovo Commissariato di Polizia di Caltagirone.

Subito dopo il trasferimento a Mineo, dove ha chiuso il Cara nato nel 2011, proprio poche ore dopo lo sbarco di altri 47 migranti, tra i quali dieci donne, a Pozzallo, in barba ai porti chiusi. I profughi, soccorsi su un’imbarcazione nel Canale di Sicilia da una motovedetta della Guardia Costiera, erano complessivamente 53, ma sei di loro sono stati subito trasferiti a Lampedusa per problemi medici. Gli altri, trasbordati sull’unità della Finanza, sono stati dirottati a Pozzallo e trasferiti nel locale hot spot.

E sempre mentre Salvini gioiva per la chiusura del centro, il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e l’aggiunto Salvatore Vella, convalidavano il sequestro del veliero Alex, della Ong Mediterranea, disposto dalla Guardia di Finanza. I pm hanno modificato la formula del sequestro da preventivo a probatorio. Risultano iscritti nel registro degli indagati il comandante della barca, Tommaso Stella, e il capo missione, nonché deputato di Leu, Erasmo Palazzotto. “La chiusura del Cara – ha commentato Salvini – è una promessa fatta non solo ai siciliani, perché attorno ad esso ruotava un business da decine di milioni di euro, era anche un centro base di mafia nigeriana per lo spaccio di droga per la prostituzione, per la ricettazione e le aggressioni. Quindi siamo passati dalle parole ai fatti, e ora penseremo a cosa verrà al suo posto. Oggi è un bel giorno per la legalità”.

Foto di Andrea Sessa

I migranti, negli ultimi mesi, in piccoli gruppi sono stati trasferiti in altri centri più piccoli della Sicilia e Salvini ha dedicato la chiusura del Cara ai coniugi Solano, uccisi dal 18enne ivoriano Mamadou Kamara, ospite proprio del centro richiedenti asilo di Mineo. Poi la promessa ai residenti della zona: “Non vi lasceremo soli. In questa struttura ogni giorno venivano spesi 10mila euro che ora utilizzeremo meglio per il territorio e recupereremo anche personale, perché quotidianamente erano impegnati 145 uomini e donne a presidio della struttura”.

Chissà se, nel piano di spesa, ci sono anche gli aiuti per le centinaia di persone che lavoravano all’interno del Cara e che sono rimaste disoccupate. Una loro delegazione ha accolto il Ministro con fischietti e cori di protesta, esponendo anche lo striscione con la scritta “Lasciati in mutande”. Ma Salvini non è stato molto delicato nei confronti del loro dramma personale. “Non ci vuole un genio per capire che le assunzioni qui dentro non erano certo dettate dal merito” ha tagliato corto coi giornalisti.

Salvini è atterrato all’aeroporto di Comiso ed è dalla provincia di Ragusa, dunque, che è iniziata la sua giornata. Al Pio La Torre ha incontrato il Prefetto Cocuzza, il Questore La Rosa, e il sindaco Maria Rita Schembari, che ha parlato di “quindici minuti proficui, durante i quali il Ministro degli interni ha ascoltato le problematiche relative all’aeroporto di Comiso, opera pubblica che è nevralgica per tutto il sud est della Sicilia”.

Salvini è atterrato e ripartito da Comiso pur avendo numerosi impegni a Catania. “Il Ministro, davanti alle mie preoccupazioni – ha concluso il primo cittadino – si è mostrato fortemente interessato a tutta la vicenda di cui presto riparleremo”.

Valentina Frasca

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