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Alessio è morto, Simone lotta per la vita, Saro Greco è in carcere: cronaca di una notte di sangue e follia

Aveva 11 anni e giocava davanti alla porta di casa, perché a Vittoria si usa così: la sera ci si siede sul marciapiede per godersi un po’ il fresco e i ragazzini giocano. E’ sempre stato così, lo abbiamo fatto tutti. A questo punto dobbiamo pensare di essere stati miracolati, perché una Jeep non ci è venuta addosso

(12 luglio 2019)

Se in questo momento avessimo voglia di romanzare quello che è successo ieri sera a Vittoria, scriveremmo di come il destino di Alessio, un bambino innocente di 11 anni, e quello del 37enne Rosario Greco, figlio di Elio Greco, già arrestato per mafia, si siano incrociati ieri, in una calda sera d’estate.

Ma no, non abbiamo voglia di ricamare nulla né tantomeno è stato il destino a far sbandare la Jeep lanciata a folle corsa in una stradina del centro ipparino, in una zona in cui l’arteria si restringe e a stento ci passa una macchina, figurarsi tentare un sorpasso come Greco. Non è stato il destino, è stato l’alcol 4 volte superiore al normale nel suo sangue ed è stata la cocaina che lui stesso ha ammesso di aver assunto prima di mettersi in macchina con altre tre persone: Angelo Ventura, pluripregiudicato e figlio del capomafia Titta, Alfredo Sortino, anche lui pregiudicato, e Rosario Fiore.

FOTO FRANCO ASSENZA

Alessio D’Antonio, ieri sera, pochi minuti prima delle 21, era con il cuginetto di un anno più grande ed un amico. Giocava tranquillamente davanti alla porta di casa, perché a Vittoria si usa così: la sera ci si siede sul marciapiede per godersi un po’ il fresco e i ragazzini giocano. E’ sempre stato così, lo abbiamo fatto tutti. A questo punto dobbiamo pensare di essere stati miracolati, perché una Jeep non ci è venuta addosso tranciandoci gli arti e uccidendoci.

Dopo l’incidente i quattro sono scappati a piedi, perché è questo che fanno i vigliacchi: scappano. “Avevamo paura di essere linciati” hanno detto poco dopo i tre occupanti la vettura, recandosi spontaneamente dalle forze dell’ordine che già li cercavano mentre i soccorritori del 118 tentavano, purtroppo inutilmente, di salvare la vita di Alessio, che moriva davanti agli occhi dei familiari.

Non ci sono parole per descrivere una tragedia tanto grande, che in breve ha fatto il giro dell’Italia intera lasciando tutti sgomenti. Greco è ora in arresto. La Polizia della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria lo ha ammanettato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza, per essersi dato alla fuga e per aver procurato il grave ferimento di un altro bambino.

L’altro bambino è il cuginetto di Alessio, Simone, 12 anni. Da ieri sera lotta tra la vita e la morte e in nottata è stato trasferito in elisoccorso al policlinico di Messina, al termine di un delicato intervento durato 5 ore con il quale i medici del Guzzardi hanno cercato di stabilizzarlo e salvarlo. “Il bambino è stato operato ma purtroppo non abbiamo potuto salvargli le gambe che sono state tranciate durante l’incidente. Le sue condizioni sono stabili ma gravi, è ancora in pericolo di vita” fa sapere la direttrice dell’unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, Eloisa Gitto. Al Guzzardi, invece, Alessio è arrivato già senza vita. Il terzo ragazzino per fortuna è stato graziato, è ferito in modo non grave e sotto choc, come una città intera. Anzi, come una provincia intera. Perché non si può morire così, a 11 anni.

I tre uomini che erano in auto con Greco inizialmente hanno tentato di favorire l’amico, ma poi, avendo compreso la gravità dei fatti, hanno collaborato alla ricostruzione dell’esatta dinamica di quanto accaduto, addebitando ogni responsabilità al conducente. Utilissime alle indagini anche le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza, che hanno ripreso le fasi dell’incidente e che mostrano chiaramente come l’arrestato, giungendo a folle velocità, abbia effettuato un sorpasso in prossimità di un incrocio di Via IV Aprile per poi perdere il controllo e travolgere i bambini.

Greco è stato condotto al pronto soccorso di Vittoria per gli accertamenti sanitari volti a verificare la presenza di sostanze alcoliche e/o stupefacenti nel sangue, ma non è stato necessario nemmeno aspettare l’esito. E’ stato lui stesso a riferire ai poliziotti di aver fatto uso di cocaina e di aver bevuto una birra. Ma la birra non era stata una, dato che, come detto, le analisi strumentali effettuate dal laboratorio dell’ASP di Ragusa parlano di un tasso alcolemico pari a quasi 4 volte quello consentito.

Sul luogo dell’incidente è arrivata anche la Polizia Locale, per i rilievi. L’auto di Greco è stata sequestrata e sarà disposta la confisca. Insieme agli investigatori sono intervenuti anche gli uomini della Polizia Scientifica, per curare tutti gli aspetti tecnici del sopralluogo e la ricerca di tracce utili ai fini probatori. Sulla Jeep i poliziotti hanno trovato perfino un manganello telescopico ed una mazza da baseball, pertanto Greco è stato denunciato anche per questi motivi mentre gli altri occupanti del veicolo sono stati denunciati in stato di libertà per omissione di soccorso e favoreggiamento personale, al termine di un interrogatorio durato tutta la notte negli uffici del Commissariato di Vittoria. Greco, invece, è stato rinchiuso nel carcere di Ragusa, ed è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini, naturalmente, vanno avanti mentre tutta la città si stringe alla famiglia delle vittime e si chiede la proclamazione del lutto cittadino in occasione delle esequie. La richiesta parte anche da Fratelli d’Italia che chiede che il Comune “dichiari il lutto cittadino e si costituisca parte civile nel processo contro i colpevoli di questa immane tragedia. Le brave persone di Vittoria, che sono la stragrande maggioranza, hanno bisogno di sapere che le Istituzioni sono sempre al loro fianco”.

L’appello, al momento, non è stato ufficialmente accolto dai Commissari Straordinari del Comune di Vittoria, i quali, in una nota, si limitano a parlare di “tragica vicenda” e a dire che “non servono molte parole, ma solo profonda riflessione. Una giovane vita spezzata in maniera così cruenta, ed un’altra che si trova a lottare tra la vita e la morte, non può che lasciare in tutti noi un’infinita tristezza. In pochi frangenti si azzerano sogni, aspettative e speranze costruite sull’amore e sulle proiezioni di giovani vite. Non possiamo che stringerci attorno alla famiglia di Alessio D’Antonio, a quella di Simone D’Antonio ed ai familiari tutti coinvolti in questa tragica vicenda. A loro, – concludono i commissari – tutta la nostra più sincera vicinanza, pronti sin da subito a dare disponibilità, supporto e presenza”.

Alessio e Simone erano inseparabili, e insieme hanno preso parte al Grest della parrocchia di San Domenico Savio. In attesa di sapere quando si terranno i funerali, stasera alle ore 20 si terrà una veglia di preghiera nella Parrocchia di San Giuseppe. Proprio oggi pomeriggio, allo stadio di Comiso, si è tenuto il momento conclusivo del Grest. Alessio e Simone avrebbero dovuto prendervi parte, invece, in loro onore e memoria, il programma dell’appuntamento è stato modificato, introducendo un ricordo di Alessio e un momento di preghiera per il cuginetto e per le due famiglie, alla presenza del Vescovo di Ragusa, Monsignor Carmelo Cuttitta.

Nel pomeriggio è arrivata anche la nota di Confcommercio Vittoria, che, nel manifestare il proprio cordoglio per il tragico episodio di ieri sera, scrive: “Fatti del genere ci rattristano e indignano allo stesso tempo. Quanto accaduto è inconcepibile. Rivolgiamo un affettuoso pensiero alla famiglia del povero Alessio e auspichiamo con forza che il cuginetto, tuttora ricoverato in gravi condizioni, possa farcela. Invitiamo tutti gli esercenti ad abbassare le saracinesche osservando un minuto di silenzio o, laddove sia possibile, partecipare ai funerali nel giorno in cui gli stessi si terranno come segno tangibile di una città che, spegnendo le proprie luci e vetrine, si sente fortemente vicino alle famiglie”.

E i funerali, è stato reso noto poco dopo le 18, saranno celebrati domenica alle 10.30, in quella Basilica di San Giovanni Battista fino a pochi giorni fa in festa per il Patrono e ora luogo di dolore. Il corteo muoverà da via IV aprile. 

Valentina Frasca

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