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Ultima settimana, poi Ragusa diventa Plastic Free. E gli altri comuni quando?

Modica aveva avviato il percorso lo scorso anno ma qualcosa poi si è inceppato. Le direttive europee parlano chiaro: c'è tempo fino al 2021. Agrigento e Lampedusa precursori anche con le scuole

(27 maggio 2019)

Il mese di giugno porterà una grande rivoluzione a Ragusa: Il capoluogo ibleo, infatti, è il primo a diventare ufficialmente “Plastic Free”. Il sindaco Peppe Cassì la scorsa settimana ha firmato stamattina l’ordinanza che regolamenta l’uso della plastica e che entrerà in vigore, per l’appunto, da sabato 1° giugno.

Ecco, concretamente, cosa cambierà:

1. Gli esercenti sul territorio comunale, le attività commerciali, artigianali e di somministrazione/alimenti/bevande, non potranno più distribuire ai clienti sacchetti da asporto mono uso in materiale non biodegradabile.

2. I titolari che esercitano sul territorio comunale le attività della ristorazione, quali bar, ristoranti, pizzerie, paninerie, takeaway, rosticcerie, friggitorie e attività similari aventi quale finalità la somministrazione di alimenti e bevande (inclusi gli stabilimenti balneari e i chioschi), potranno distribuire agli acquirenti esclusivamente posate, piatti, bicchieri (di qualsiasi dimensione), cannucce, mescolatori di bevande monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

3. Agli esercizi per i generi alimentari, quali supermercati, botteghe di vicinato, salumerie ecc. ed ogni altro esercizio e centro vendita abilitato alla vendita di stoviglie per alimentari e cotton fioc, sarà vietato vendere qualsiasi materiale monouso in plastica ed altro materiale non biodegradabile quali piatti, bicchieri (di qualsiasi dimensione), cannucce, posate, cotton fioc non biodegradabili, mescolatori di bevande. A decorrere da tale data sarà consentita la vendita nei propri banchi alla clientela esclusivamente di stoviglie e materiale biodegradabile.

4. E’ consentito, dal 1° giugno 2019 e per i successivi 90 giorni, l’utilizzo delle eventuali scorte di materiale non biodegradabile giacenti nei propri magazzini alla data dell’entrata in vigore della presente ordinanza.

5. I commercianti, i privati, le associazioni, gli enti in occasione di feste pubbliche e sagre potranno distribuire al pubblico, visitatori e turisti, esclusivamente posate, piatti, bicchieri e sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

6. 1 cittadini si dovranno dotare ed utilizzare sacchetti monouso per la spesa in carta o altro materiale biodegradabile e compostabile, ovvero borse riutilizzabili a rete in stoffa o tessuto.

7. Coloro che, alla data di efficacia della presente, acquisteranno in esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione, alimenti e bevande ubicati sul territorio di questo Comune, hanno l’obbligo di utilizzare per l’asporto a casa dei prodotti acquistati esclusivamente sacchetti monouso in carta o altro materiale biodegradabile e compostabile, ovvero borse riutilizzabili a rete in stoffa o tessuto.

8. A tutti i visitatori di questo Comune è fatto obbligo di utilizzare esclusivamente posate, piatti, bicchieri sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile.

Lo stesso iter è in corso anche a Modica, il cui consiglio comunale, lo scorso anno, ha approvato una mozione del M5S che va proprio in questa direzione. Nel dicembre 2018, però, il consigliere Marcello Medica, autore della mozione, era tornato sull’argomento per denunciare come, a tre mesi dall’approvazione, si stava ancora aspettando l’ordinanza del Sindaco, Ignazio Abbate, per disciplinare la materia e vietare agli esercenti sul territorio comunale, le attività commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande, sia a posto fisso che itinerante, la distribuzione ai clienti di sacchetti per la spesa monouso in materiale non biodegradabile; promuovere l’utilizzo di sacchetti di tela e analoghi non usa e getta da preferire ad ogni altro tipo di sacchetto, anche in sostituzione del sacchetto biodegradabile, in modo da promuovere la cultura del riutilizzo a fronte dell’usa e getta; in occasione di feste pubbliche e sagre sul territorio comunale, fare in modo che gli esercenti le attività commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande possano distribuire al pubblico, visitatori e turisti, esclusivamente posate, piatti, bicchieri e sacchetti monouso in materiale biodegradabile e compostabile, dando 8 mesi di tempo per esaurire le scorte presenti in magazzino

Da allora nella Contea è calato il silenzio. Tornando a Ragusa, invece, i divieti e le novità annunciate, fanno il paio con i controlli che “in ambito rifiuti – si legge in una nota – continuano giornalmente, con nuove attivazioni pronte a essere consegnate. Il lavoro non è certamente ancora finito ma sono sempre di più quelli che stanno capendo che non ci può essere altra opzione del mettersi in regola”.

La decisione del comune di Ragusa è perfettamente in linea con le direttive dell’Unione Europea in materia di rifiuti e ambiente. Il Parlamento Europeo uscente, infatti, ha detto basta alle plastiche monouso nei paesi membri, approvando in via definitiva una nuova direttiva che entro il 2021 impone di vietare l’uso di una serie di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce, bastoncini cotonati, mescolatori per bevande e aste per palloncini. Il provvedimento è stato approvato con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti. La normativa prevede anche che entro il 2025 le bottiglie di plastica debbano contenere almeno il 25% di contenuto riciclato, per passare al 30% entro il 2030 e fissa un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029. La proposta prevede anche obiettivi di riduzione del consumo per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Gli Stati membri potranno ridurne il consumo fissando obiettivi nazionali, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente. I produttori, poi, dovranno contribuire a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, e i costi delle misure di sensibilizzazione.

In Italia sarà Unicoop Toscana la prima catena di supermercati in Italia ad abolire nei propri punti vendita la commercializzazione di piatti, posate e bicchieri di plastica, e proprio dal 1 Giugno Unicoop Firenze non venderà più prodotti usa e getta.

La Sicilia replica con le scuole. Agrigento, infatti, ha ottenuto un primato unico in Italia ambito ambientale: ha la prima scuola plastic-free. L’istituto è il Bersagliere Urso di Favara che ha aderito all’appello, lanciato da Marevivo Onlus, #StopSingleUsePlastic. In questo istituto è stato fatto dunque un gesto importante e concreto che, sicuramente, sarà fonte di ispirazione per molte altre scuole. L’iniziativa è stata accolta a braccia aperte da tutti i membri dell’istituto, anche dalle famiglie degli alunni. Un’iniziativa davvero esemplare che fa il paio con l’esempio dato, nell’agosto 2018, da Lampedusa dove l’ordinanza per diventare isola Plastic Free è stata firmata lo scorso 2 luglio dal sindaco, Salvatore Martello.

Valentina Frasca

 

 

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One Comment

  1. Se veramente si vuole eliminare la plasticabisognerebbe eliminare tutti i contenitori di polistirolo della frutta e verIl sindaco ne tenga conto.

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