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Scandalo cassa integrazione in Sicilia, meno di un ventesimo le pratiche esaminate. E Vindigni convoca il personale

Istruite soltanto 1788 richieste su un totale di oltre 37 mila che interessano 138 mila lavoratori. E il dirigente pone fine allo smart-working: in ufficio a rotazione per lavorare

(29 aprile 2020)

E’ uno scandalo che suscita indignazione il passo da lumaca della Regione siciliana nell’istruttoria delle richieste delle indennità di Cassa integrazione in deroga, in applicazione delle norme del decreto Cura-Italia.

Su oltre 37 mila pratiche, per un totale di 138 mila lavoratori, quelle esaminate sono solo 1788. L’assessore regionale Scavone annuncia un’indagine interna e da lunedì almeno la metà del personale che si occupa di questo settore, con le opportune rotazioni, dovrà presentarsi in ufficio. Lo annuncia il dirigente generale Giovanni Vindigni, vittoriese, in un documento trasmesso ai sindacati di categoria, con via libera al lavoro straordinario e ai turni aggiuntivi, su base volontaria, il sabato e la domenica. Al personale saranno fornite mascherine e guanti e saranno previste misure anti contagio.

I lavoratori in attesa sono circa 135mila: la settimana scorsa Scavone aveva promesso che si sarebbe raggiunta quota 1.400 pratiche analizzate già entro domenica, mentre da questa settimana si sarebbe dovuto procedure al ritmo di 2.000-2.500 pratiche al giorno. L’obiettivo è stato miseramente fallito.

Tra le cause anche un sistema informatico non all’altezza, combinato però con una produttività inadeguata del personale: <<La piattaforma – spiega Nino Alessi, presidente dell’ordine dei Consulenti del lavoro – è troppo rigida, e basta un piccolo errore formale perché la pratica sia respinta. Tutte le altre regioni permettono di fare correzioni su aspetti formali in corso d’opera, qui per una svista si può bloccare tutto. Anche un errore minimo: ad esempio il codice di avviamento postale, che deve essere indicato sulla pratica, non può essere quello generico della città – nel caso di Ragusa 97100 – ma quello esatto del quartiere, il che vale però solo per le città medio-grandi in quanto, per esempio in provincia di Ragusa non vi sono differenziazioni all’interno dei comuni.

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5 Comments

    1. Questa è una banda che rema contro Conte, ma con la pelle della gente, siete farabutti è dovreste trovarci voi nelle condizioni di mimigliaia di persone

  1. Il dirigente deve essere rimosso,senza alcuna scusa.
    Nel caso la responsabilità e tutta sua fategli le valige,i cassaintegrati non percepiscono un piccolo stipendio da mesi e forse neanche lo stipendio, perciò questo dirigente deve essere rimosso e sostituito.

  2. La Sicilia come sempre dimostra di essere molto indietro rispetto ad altre regioni dello Stato.
    Siamo gli unici che hanno visto l’epidemia un modo per fare vacanza, i primi sono proprio i signori che lavorano per Comuni e regione!

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