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Migranti: la Polizia di Ragusa ferma al porto di Pozzallo due presunti scafisti, di 17 e 19 anni

Il minore è stato condotto presso il centro di prima accoglienza di Catania, il maggiorenne presso il carcere di Ragusa

(23 ottobre 2019)

La Polizia di Stato di Ragusa, a seguito dell’arrivo di ieri mattina della nave “Diciotti CP941” della Guardia Costiera Italiana, ha sottoposto a fermo 2 scafisti somali di 19 e 17 anni.

La nave ha fatto sbarcare, presso il porto di Pozzallo, 67 migranti, tratti in salvo la sera 19 ottobre dal rimorchiatore “Asso Ventinove”, poiché viaggiavano a bordo di un gommone in precarie condizioni di galleggiabilità causate dal sovraffollamento. Dopodiché li ha trasferiti sulla nave “Diciotti”; arrivati a Pozzallo sono stati ospitati presso l’Hotspot.

Secondo i testimoni, i due somali hanno condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per averle sottoposte a trattamento inumano e degradante. Sono state raccolte le dichiarazioni dei passeggeri (con il prezioso ed imprescindibile supporto degli interpreti) che non hanno avuto alcun dubbio rispetto alla condotta degli scafisti che fino a prima della partenza dialogavano con i libici. I testimoni hanno raccontato di aver pagato circa 1.200 euro cadauno e descritto con molta precisione il ruolo degli scafisti, in particolar modo il maggiorenne teneva il timone ed il minore la bussola.

Al termine delle indagini, la Procura della Repubblica di Ragusa e la Procura per i Minorenni di Catania, hanno disposto che entrambi venissero ristretti, pertanto il maggiorenne è stato condotto presso il carcere di Ragusa ed il minore presso il centro di prima accoglienza di Catania.

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