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La Ragusa – Catania ancora ferma al palo, ma in pochi ne parlano

“Avevamo già capito di essere figli di un Dio Minore” hanno commentato i rappresentanti del Comitato per il Raddoppio della Ragusa-Catania dopo l'ennesimo rinvio del CIPE

(22 gennaio 2019)

Avevamo già capito di essere figli di un Dio Minore, ma pensiamo comunque di essere figli di questo Stato”.

Lo scrivono i rappresentanti del Comitato per il Raddoppio della Ragusa-Catania Salvo Ingallinera, Pippo Santocono e Roberto Sica dopo la doccia fredda del rinvio, da parte del CIPE, dell’approvazione del progetto definitivo del raddoppio della SS 514 Ragusa – Catania. La telenovela, insomma, continua, e se da un lato il governo pentastellato assicura che al massimo entro un mese si tornerà a discutere dell’iter, e stavolta arriverà l’ok, dall’altro ci sono i cittadini e le istituzioni locali, che hanno smesso di crederci da un po’.

“L’8 Novembre del 2006 ci era stato spiegato in sede ufficiale, presenti tutte le parti, che l’unico modo di poter avere il raddoppio della Ragusa-Catania era il Progetto di Finanza ( e quindi una Infrastruttura sottoposta al pagamento del Pedaggio da parte degli utenti). Abbiamo aspettato altri 8 anni continuano dal Comitatoper avere la firma sulla convenzione (il 7 novembre 2014 segretata fino al 31 Agosto di quest’anno), per scoprire solo di recente che le tariffe sarebbero state fuori da ogni logica di mercato e di sostenibilità per un Servizio Pubblico. Apprendiamo ora che, nonostante le ottimistiche affermazioni della Ministra per il sud, Barbara Lezzi, alla presenza di 7 Sindaci del territorio, la prevista approvazione del CIPE non è arrivata, ed è stata rinviata a data da destinarsi. Registriamo la nota del Ministro Toninelli, che si augura il rinvio entro un mese, ma la sostanza è che, per l’ennesima volta, accusiamo un contrattempo burocratico che in questa fase non è più comprensibile”.

Con il passare delle ore hanno cominciato ad arrivare anche le prese di posizione della classe politica, ma stranamente ( o forse no, dato che il tempo delle parole è finito da un pezzo), molto meno che in passato.

La deputata nazionale del M5S, Maria Lucia Lorefice, si affida ad un breve post su Facebook per dire che “il MEF ha presentato alcune prescrizioni tecniche e approfondimenti il cui scopo è tutelare l’interesse pubblico e l’adozione di un sistema tariffario davvero sostenibile per l’utenza e saranno oggetto del prossimo appuntamento al CIPE che si riunirà tra un mese. Rimane chiaro l’impegno dei ministri Toninelli, Lezzi e di tutti noi parlamentari perché l’opera, data la sua rilevanza possa essere realizzata il più celermente possibile”.

Il parlamentare regionale del PD, Nello Dipasquale, si dice “dispiaciuto per l’ennesimo rinvio del Cipe” e ricorda come il Partito Democratico sia riuscito a far finanziare l’opera. “Abbiamo seguito passo dopo passo tutto l’iter, superando gli ostacoli che si sono presentati in ogni livello. E proprio all’ultimo registriamo un nuovo stop che non lascia presagire nulla di buono. Francamente – prosegue Dipasquale – da questo governo gialloverde ci aspettavamo di più, invece hanno bloccato i fondi per la metropolitana di superficie per la città di Ragusa e ora gettano alle ortiche tutto il lavoro fatto sulla Ragusa-Catania, rimandando indietro le lancette di almeno un anno, per delle verifiche (pare) su qualcosa che era già stato risolto. Sorge il sospetto che questo Governo sia contro il Sud e contro la provincia di Ragusa in particolare. Naturalmente spero di essere smentito al più presto non solo con il recupero da parte del Governo di tutto il lavoro fatto, ma con la definitiva approvazione da parte del Cipe in modo di poter vedere presto i cantieri”.

Sempre in casa PD, il primo a far sentire la propria voce era stato il segretario cittadino di Ragusa, Peppe Calabrese. “Lasciamo una strada finanziata, quasi pronta, in cui mancano, con il precedente governo, solo i dettagli per partire e troviamo, invece, con questo governo gialloverde, un rinvio che viene da molti interpretato come un diniego alla realizzazione dell’opera” scrive.

Per Calabrese “siamo alle prese con un governo nazionale gialloverde che si batte la testa per decidere Tav sì o Tav no, dimostrando, nei fatti, interesse solo per il nord Italia e con un ministro come Toninelli incapace a cavare un ragno dal buco, ma nessuno si indigna. Ancora una voltaaggiunge il segretariosiamo stati offesi e non considerati. Cosa aspettiamo? Le abbiamo provate tutte. Comitati che sostituiscono le istituzioni con determinati risultati, istituzioni che stanno con il freno a mano tirato. Cari ragusani: che facciamo? Questo sindaco della città capoluogo ha qualche idea? Stiamo a guardare o facciamo sentire seriamente la nostra voce?”.

Valentina Frasca

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