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Ragusa-Catania e il silenzio preoccupante: “È da giugno che non se ne parla più. Per quale motivo?”

E’ il presidente dell’associazione politico culturale Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, ad esprimere preoccupazione per l’irrituale andamento dell’iter

(22 settembre 2020)

“Da mesi non si parla più del raddoppio della Ragusa-Catania. Che fine ha fatto? Ci eravamo lasciati a giugno che era passato il progetto definitivo, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Ora, però, c’è da essere preoccupati perché, complice forse il periodo delle ferie e l’onda lunga del lockdown, è calato un preoccupante silenzio. E, soprattutto, perché il comitato, che da oltre vent’anni segue l’evoluzione delle tappe relative a questa grande infrastruttura, denuncia che, per la prima volta, dal 2003 a oggi, non riesce ad intrattenere una interlocuzione sul dopo con la parte istituzionale, burocrati, alti dirigenti e politici”.

E’ il presidente dell’associazione politico culturale Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, ad esprimere preoccupazione per l’irrituale andamento dell’iter. “Il nodo da sciogliere – prosegue Chiavola – riguarda l’avvio dei cantieri che, stando a quanto sostiene il comitato che segue da vicino le vicende della Rg-Ct, dovrebbe potersi concretizzare nel giro di circa due anni mentre, fino alle scorse settimane, i rappresentanti del Governo nazionale hanno detto di potere risolvere nell’arco di 12-14 mesi. In attesa che si capisca da che parte tiri il vento, nel senso di verificare se esistono norme o regolamenti vigenti che consentono di dare credito a quanto sostengono i rappresentanti del Governo nazionale, sarebbe bene che i rappresentanti politici del nostro territorio si dessero da fare per capire, appunto, come è finita. Insomma, è necessario appurare quando sarà possibile arrivare, in tempi certi, all’apertura dei cantieri e poi, nel giro di quattro anni, così è previsto, alla posa dell’ultima pietra e alla contestuale apertura. Non è un problema, sul piano tecnico formale, la disponibilità finanziaria. Lo è, al momento, la questione procedurale. Lanciamo, dunque, un appello ai politici ragusani affinché facciano di tutto per riuscire ad arrivare al traguardo che l’intero territorio attende di tagliare sin dal 2003”.

(Comunicato stampa)

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