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Raddoppio della Ragusa – Catania: non facciamo calare l’attenzione, è un’opera che serve a tutti

Dopo la mancata approvazione del Cipe, si è creato come un clima di attesa. Il sindaco di Chiaramonte Gulfi è ottimista, ed evidenzia quanto di buono è comunque emerso dalla seduta

(25 gennaio 2019)

Raddoppio della Ragusa – Catania. Dopo l’ennesimo rinvio da parte del CIPE, il 17 gennaio scorso, e alla luce delle rassicuranti dichiarazioni dei Ministri Toninelli e Lezzi, si è creato come un clima di attesa. Un mese al massimo, e poi? Se l’ok non dovesse ancora arrivare? A detta di diversi rappresentanti istituzionali e di categoria, non ci sono più motivi ostativi: questo progetto si deve approvare. Ma la provincia di Ragusa, vale la pena ricordarlo, è quella senza un km di autostrada, è quella che sulla pelle delle vittime della SS 514 ha visto costruire le campagne elettorali di candidati di destra, centro e sinistra, è quella alla quale hanno promesso una strada 20 anni fa che poi le hanno fatto vedere solo sulle cartine stese sui tavoli tecnici nati e finiti nel  dimenticatoio.

Nel dicembre 2013 è nato un comitato che raggruppa associazioni e organizzazioni di categoria di tutto il territorio. Un comitato ristretto, attualmente rappresentato da Giuseppe Santocono per la CNA, Roberto Sica per Fnaarc, e Salvo Ingallinera per Ascom, fondato con lo scopo di fungere da osservatorio, per monitorare da vicino l’avanzamento dell’iter progettuale, in cui si opera a titolo gratuito.

Tra i suoi fondatori c’è anche l’attuale primo cittadino di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, e proprio quest’ultimo ha così commentato quanto successo al CIPE: “Forse, con un eccesso di disfattismo, si è data principale evidenza alla mancata approvazione del progetto inerente la Catania-Ragusa. Ritengo doveroso precisare come dalla seduta di giovedì non siano emerse soltanto note negative”.

Quali sarebbero, allora, le note positive? Per Gurrieri “qualche riserva all’approvazione definitiva dell’opera è da circoscriversi ad alcuni uffici della Ragioneria dello Stato, ma ciò che meriterebbe di essere evidenziato è il costruttivo dialogo che si è potuto registrare tra i soggetti coinvolti, anche grazie all’istituzione, e su impulso dei sindaci del territorio, del tavolo permanente tra Ministero dei Trasporti, Ministero dell’Economia, con l’opera di sintesi e raccordo svolta dal Ministero per il Sud, rappresentato da Barbara Lezzi, la Regione e il concessionario. E’ proprio in questo tavolo congiunto che, in questi mesi, si è potuto ottenere dal concessionario il benestare a trasferire la sede legale della società in Sicilia, una scontistica del 40% per pendolari e studenti sul costo del pedaggio e, da ultimo, l’impegno della Regione, anche grazie al maggior gettito fiscale che ne deriva dal trasferimento della sede legale del concessionario in Sicilia, con una delibera di giunta recepita il 3 gennaio scorso, a varare un contributo straordinario di circa 4 milioni annui per attenuare ulteriormente l’impatto sugli utenti del costo del pedaggio. Misura che è stata favorevolmente salutata dai ministri presenti. Nessuno, ancora, ha evidenziato l’impegno del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, presente nella seduta dello scorso giovedì, a dimostrazione di un impegno del Governo a varare definitivamente l’opera che non può venire interpretato come una forma di presa in giro nei confronti dei cittadini”.

Il primo cittadino, dunque, è ottimista, e anche lui rimarca il fatto che si tratti solo di un “rinvio circoscritto a non più di trenta giorni, essendo già prevista la ritrattazione della questione alla prossima seduta del Cipe, per consentire al Ministero di Economia e Finanza di effettuare ulteriori opportune verifiche, così da scongiurare successivi e ben più pericolosi rallentamenti, non può destare, dunque, particolari preoccupazioni”.

Gurrieri, dopo l’elezione a Chiaramonte Gulfi, ha lasciato il direttivo del comitato ristretto perché entrato automaticamente a far parte di quello dei sindaci. I due comitati dovrebbero operare in sinergia, ma ad oggi, dopo la seduta del Cipe, non c’è stato tra loro alcun incontro, e, dunque, nessuna iniziativa per il futuro è stata ancora ipotizzata e programmata. Dalla CNA fanno sapere che ieri sera c’è stato un incontro a Ragusa riservato alla categoria artigianale, mentre sabato mattina si incontreranno Sica, Ingallinera e Santocono, per quella che chiamano “Operazione chiarezza 2”. Dai sindaci, invece, a parte le brevi dichiarazioni di Peppe Cassì per Ragusa e Iano Gurrieri per Chiaramonte, tutto tace.

Sulla questione, intanto, è intervenuto anche il segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa – Siracusa, Paolo Sanzaro, secondo cui “è necessario riavviare la vertenza Ragusa, e incastonare queste rivendicazioni nel cuore di una più complessiva vertenza del Sud Est” con “l’obiettivo finale del potenziamento della dotazione infrastrutturale che, per quanto riguarda la provincia di Ragusa, non può prescindere da certi percorsi che andrebbero a favorire la crescita delle piccole e medie imprese esistenti, la nascita di nuove start up e, di conseguenza, l’incremento dell’occupazione”.

“Era stato meritorio – continua il segretario generale Sanzaro – il lavoro svolto, nei mesi scorsi, dal Libero consorzio comunale di Ragusa che si era intestato l’onere di attivare una cabina di regia che, proprio su questi ambiti, potesse definire una visione strategica, con l’apporto di tutti, comune all’intera area presa a riferimento. Riteniamo che occorra proseguire lungo questa direzione, portando avanti la definizione della visione strategica e coinvolgendo parti datoriali, parti sociali e rappresentanti delle istituzioni, individuando, altresì, percorsi sempre più coinvolgenti per assicurare concretezza. Di parole, purtroppo, in questi anni ne abbiamo ascoltate a valanga. Adesso, ci servono i fatti, e siamo pronti, come sindacato, a fare la nostra parte per sbloccare quei meccanismi che sembrano essersi incancreniti e rispetto a cui, invece, è indispensabile fare registrare una decisa inversione di marcia”.

Valentina Frasca

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