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Pozzallo – “Diritto a non studiare” o privilegio?

Rosa Galazzo: "I nostri amministratori? Hanno fallito, come sempre, in materia di diritti fondamentali"

(30 settembre 2022 – Pozzallo – “Diritto a non studiare” o privilegio?)

Riportiamo la nota di Rosa Galazzo (Sinistra Italiana) in merito al diritto alo studio:

Forse alcuni pensavano che la campagna elettorale ci avrebbe distratto oppure, che avremmo potuto confondere i diritti con i “non diritti”. Ma non è così: l’amarezza è fonte di nuove consapevolezze e per questo fortifica le nostre motivazioni.

Sui diritti? Non facciamo passi indietro! E’ ora di sgomberare il campo dall’opacità che persiste da troppo tempo e travolge la vita quotidiana dei giovani pozzallesi e delle loro  famiglie.

I nostri amministratori? Hanno fallito, come sempre, in materia di diritti fondamentali e, più in generale, su temi che riguardano il welfare.

Sapete perché? Perché non sanno e non vogliono programmare; perché, in fondo, la programmazione richiede la buona pratica di ispirarsi ad alcune priorità; perché le priorità richiedono interesse sincero e sensibilità; perché tra le priorità dell’A.C. di Pozzallo non rientra la garanzia dell’esercizio del diritto allo studio in condizioni di uguaglianza e parità di trattamento degli alunni e, conseguentemente, delle loro famiglie.

Non è vero? Bene, allora spiegateci perché il 14 settembre scorso la campanella è suonata per tutti, ma il primo giorno di scuola è stato solo per alcuni:

-1) gli autobus per gli studenti pendolari hanno improvvisato le fermate riportando notevoli ritardi e concedendosi il privilegio di far viaggiare gli studenti in piedi mettendo, così, a rischio la loro incolumità;

-2) le figure professionali ASACOM a sostegno della disabilità non sono state avviate al lavoro e (SE e) quando lo saranno copriranno un monte ore inferiore a quello previsto;

-3) il servizio di mensa scolastica non è stato erogato e (SE e) quando partirà avrà un costo più elevato.

Così invece di essere festanti per l’addio alle mascherine e per i banchetti nuovamente uniti i ragazzi hanno rinunciato ad u pezzo di vita e pure le loro famiglie.

Ad oggi non è cambiato nulla: il ticket AST per gli studenti pendolari non ha un costo diverso (o comunque molto vicino) a quello dei turisti e le fermate continuano ad essere creative; gli studenti che avevano scelto il servizio mensa non possono ancora usufruirne; la disabilita’ viene ancora confusa con invisibilità

Certo, non è semplice superare se stessi in peggio: questa amministrazione c’è riuscita e meriterebbe, ad onor del vero, un prestigioso riconoscimento

-in materia di disabilità per l’intempestività e il depauperamento del monte ore previsto in favore dei ragazzi (due invece di tre spettanti) rispetto alle figure ASACOM;

-in materia di trasporti e aggravio del bilancio familiare (il ticket AST per un mese ammonta quasi intorno agli 80 euro e se l’autobus non rispetta orari e fermate i genitori ci rimettono anche i soldi della benzina);

-in materia di servizio mensa scolastica e, con esso, il trattamento riservato alle donne lavoratrici e anche non lavoratrici che hanno il sacrosanto diritto di riprendere  fiato. Non vogliamo essere polemici ma semplicemente alzare l’asticella del senso comune di responsabilità. Per questo vi chiediamo di non rassegnarvi e pretendere chiarezza e, soprattutto risposte.

Noi ci siamo per il dialogo ed il confronto democratico che permetta di intercettare soluzioni immediatamente percorribili.

L’Assessore? E’ una donna anche lei …diamole fiducia ma quella che pretende competenza ed elevato senso di responsabilità.
In fondo, credo che esista una cosa che si chiama politica che deve ispirare le azioni degli amministratori fissandone le priorità; esiste un linguaggio che si chiama dialogo; esistono strumenti risolutivi che si chiamano accordi. Tutto il resto è la cronaca falsa e noiosa di chi vuole continuare a divertirsi con le manipolazioni di massa.
Noi ci siamo per confrontarci e trovare soluzioni.
Confidiamo nella parte attiva di controllo in seno al Consiglio Comunale affinché essa porti, con proprio intervento, la questione innanzi al Civico Consesso facendosi carico, se necessario, di proposte atte a risolvere il problema.

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