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La Rubrica del benessere: Calvizie maschile: come combatterla?

Continua l'appuntamento con la rubrica di Ialmo incentrata sul mondo del benessere e delle bellezza

(24 febbraio 2021)

Una persona con un cuoio capelluto sano perde in media dai 75 ai 100 capelli al giorno. Si tratta di un processo fisiologico che consente un continuo ricambio. In chi è predisposto geneticamente a soffrire di
alopecia invece i capelli cadono ma ne ricrescono in numero inferiore, fino a quando non ne ricrescono più. La calvizie comincia di solito a manifestarsi intorno ai 20 anni, quando i capelli iniziano a ridursi di diametro e a diminuire il proprio ciclo vitale.

❦Quando compare tardivamente, il processo di perdita definitiva è solitamente anche più graduale.

LE CAUSE
La perdita per lo più colpisce gli uomini ed è detta “alopecia androgenetica”: è la forma di calvizie più comune, ereditaria e legata agli effetti degli ormoni androgeni sui bulbi dei capelli, specie della regione frontale e occipitale.

❦Altre cause possono essere le malattie della tiroide, la carenza di ferro, gli esiti di interventi chirurgici, diete troppo drastiche, anoressia, alcuni tipi di farmaci. Esistono anche molti luoghi comuni sulla perdita di capelli che non sono assolutamente veri. La caduta non è legata né alle ostruzioni dei follicoli piliferi provocate da eccesso di sebo (dermatite seborroica), né agli
shampoo frequenti (si possono lavare ogni giorno). È altrettanto falsa la credenza per cui indossare spesso cappelli provochi la caduta.

❦È invece vero che lo stress può essere una concausa dell’alopecia comune poiché accelera il processo di perdita definitiva dei capelli geneticamente programmata.

❦LA TERAPIA PRECOCE
Nell’alopecia maschile la terapia precoce è molto importante. In genere, una terapia locale con minoxidil a diverse concentrazioni, sostanze ad azione regolarizzante la produzione sebacea e vari principi attivi per favorire la ricrescita sono fondamentali contro la caduta. Trattamenti di veicolazione transdermica e Led sono consigliati a cicli: stimolano la ricrescita con l’attivazione di bulbi miniaturizzati e irrobustiscono i bulbi presenti.

❦IL TRAPIANTO
Per correggere la calvizie si può ricorrere all’autotrapianto di capelli. Esclude ogni forma di rigetto e garantisce che i capelli trapiantati
continuino a crescere per tutta la vita. I capelli delle regioni laterali e posteriori, infatti, sono diversi da quelli della regione frontale e occipitale: non hanno i recettori per gli ormoni maschili, che negli individui predisposti determinano la caduta. Due sono le tecniche di prelievo, la FUT e la FUE. Preferite la prima, perché permette di avere una più alta percentuale di sopravvivenza del trapianto. Gli effetti definitivi si apprezzano dopo 6-7 mesi: i capelli trapiantati cadono dopo un mese dall’intervento ma ricrescono dopo circa 3 mesi.

LEGGI ANCHE: La Rubrica del benessere: “Come eliminare i cuscinetti senza chirurgia”

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