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Impianto biometano Bellamagna: sentenza rinviata

La richiesta alla Soprintendenza: chieda l'annullamento dell'autorizzazione

l Tar di Catania ha rinviato al prossimo 7 luglio la decisione sull’impianto di biometano autorizzato in contrada Zimmardo-Bellamagna, nel territorio di Modica. La decisione del rinvio è stata dettata dal fatto che alcuni enti, chiamati dal tribunale amministrativo a depositare della documentazione, lo hanno fatto proprio a ridosso dell’udienza. I giudici non hanno quindi potuto esaminare gli atti per tempo, per cui è stata assunta la decisione di far slittare la sentenza al prossimo 7 luglio.

La richiesta: la Soprintendenza chieda l’annullamento dell’autorizzazione

La Soprintendenza di Ragusa chieda formalmente al Comune di Modica di annullare in autotutela l’autorizzazione rilasciata alla Biometano Ibleo per la realizzazione dell’impianto di biogas in contrada Zimmardo-Bellamagna in nome della tutela del paesaggio e del patrimonio archeologico. Ad inviare la richiesta, nelle settimane scorse, sono stati i componenti del Consorzio Stradale Zimmardo- Bellamagna e del Comitato spontaneo per la tutela della salute e dell’ambiente a Pozzallo (Cspa), oltre ad alcuni residenti, che spingono perché la Soprintendenza dia un seguito ufficiale a quanto espresso in merito alla vicenda in questione. Il prossimo 24 febbraio il Tar di Catania dovrebbe decidere sulle sorti dell’impianto autorizzato dal Comune di Modica alla Biometano Ibleo da realizzarsi nella città della Contea, ma alle porte del centro abitato di Pozzallo. Il condizionale sulla decisione del Tar è d’obbligo, perché i soggetti coinvolti parlano di un possibile ulteriore rinvio dovuto ai ritardi nella deposizione dei chiarimenti richiesti dal Tribunale Amministrativo al Comune di Modica e della relazione della Facoltà di Agricoltura dell’Università di Catania sulla capacità produttiva dell’impianto stesso. A giocare un ruolo importante in questa partita, potrebbe essere la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa che non è mai stata coinvolta nelle Conferenze di Servizio che hanno poi portato all’autorizzazione rilasciata con procedura semplificata dal Suap di Modica in quanto, l’impianto in questione, ha una capacità produttiva di 499 Smc/h circa. Se avesse avuto una capacità di 500 Smc/h l’autorizzazione sarebbe stata di competenza regionale. In un primo momento la Soprintendenza, con a capo Giorgio Battaglia, aveva accettato il non coinvolgimento, ma lo stesso Battaglia, il 3 dicembre 2019, aveva provato a fare da paciere facendo firmare un accordo tra le parti che si impegnavano a ricercare un sito alternativo, cosa in realtà mai fatta. La musica è cambiata quando a capo della Soprintendenza è arrivato Antonino De Marco che, nel novembre scorso, in risposta ad una lettera del Cspa ha chiarito che “il territorio di riferimento, dove dovrebbe nascere l’impianto di biometano, non è inserito nelle aree perimetrate, con diversi livelli di tutela, del Piano paesaggistico della Provincia di Ragusa, ma il mancato inserimento non significa però che la Soprintendenza non può espletare l’azione di tutela, perché la stessa può essere effettuata anche in aree non soggette a vincoli”. Negli ultimi mesi il fronte del no all’impianto ha cercato di spingere molto sulla tutela paesaggistica della zona interessata: lo ha fatto il Cspa raccogliendo le firme lo scorso anno, lo ha fatto il fronte modicano con una petizione inviata proprio alla Soprintendenza proponendo la nascita di un parco extraurbano, e lo ha fatto anche il sindaco di Pozzallo che nei giorni scorsi ha giocato anche la carta della richiesta di verifica del rischio archeologico per contrada Bellamagna. La Soprintendenza, quindi, in questa partita potrebbe giocare un ruolo fondamentale ed è per questo che il Comitato e il Cspa hanno deciso di sollecitare un’azione concreta e formale.

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