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Forte caldo e raffiche di vento, e la Sicilia torna a bruciare

Da Palermo alle porte di Ragusa, fino all'inferno catanese

Forte caldo e raffiche di vento. Un mix perfetto quanto micidiale, e la Sicilia torna a bruciare. Numerosi sono stati i roghi che ieri hanno devastato la costa centro-nord orientale dell’Isola con roghi che hanno anche minacciato e lambito case e centri commerciali.

Vastissimo quello che per ore ha ingoiato la macchia mediterranea tra la Timpa di Acireale e Capo Mulini. Sul posto vigili del fuoco, polizia, forestale e Canadair e la situazione stamattina è sotto controllo. Fiamme ieri anche vicino a Riposto e a Palermo, tra via Pandora e via Paride, dove alcune abitazioni sono state evacuate, e al confine tra Ragusa e Catania, non distante da Caltagirone, nei pressi del bosco Santo Pietro e del Monte San Giorgio. Anche qui sono confluite squadre di vigili del fuoco da più province, e i canadair hanno operato fino al tramonto. Gli incendi hanno provocato grandissima preoccupazione e arrecato danni alle aziende agricole e ai vigneti della zona.

Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco anche per alberi e pali di linee elettriche divelti dalla furia del vento. Il ramo di un albero ha centrato la copertura superiore di un camion sulla A18, Messina-Catania: l’autista e il suo aiutante sono rimasti feriti. La strada statale 114, Catania-Messina, a scopo precauzionale era stata chiusa al traffico e poi è stata riaperta.

Valentina Frasca

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