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Chiaramonte – sfiducia contro il sindaco: 4 consiglieri occupano l’aula

I consiglieri occupanti dichiarano che "fino a quando non verrà ripristinato il diritto del loro ruolo continueranno la protesta"

(11 gennaio 2022 – Chiaramonte – sfiducia)

Nella seduta del Consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi di giorno 10 Gennaio 2022 i consiglieri Vito Pavone, Laura Lancia, Elvira Ballato, Giovanni Presti e Mario Cutello a fine dei lavori, occupano l’aula consiliare. Unico punto all’ordine del giorno era la mozione di sfiducia al sindaco, ad intervenire per primo è il consigliere Cutello a rappresentanza dei consiglieri firmatari della mozione, spiegandone le motivazione. Dopo di che interviene il Sindaco per discolparsi dalle accuse mosse dalla mozione. A conclusione interviene il consigliere Puccio unico sostenitore del Sindaco. Finita la dichiarazione di voto del Puccio si è proceduto alla votazione.

I consiglieri Pavone, Lancia, Ballato, Presti, Cutello, Giardina, Gurrieri e Garretto (questi ultimi tre collegati in remoto) votano favorevolmente alla Mozione di sfiducia. A questo punto come disposto dalla Legge Regionale n°17 del 2016 il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale sono da considerarsi decaduti.

Nella fattispecie la Legge Regionale 17/2016 recita all’articolo 4 comma 1 “il Sindaco e la rispettiva Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale del 60% dei consiglieri comunali o, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, dei 2/3 dei consiglieri assegnati, con arrotondamento all’unità superiore.

A questo punto il Presidente del Consiglio Puglisi dà la parola alla segretaria comunale che dà lettura ad una circolare del 2012 e suggerisce alla Presidente di rigettare la mozione di sfiducia al Sindaco, votata da 8 consiglieri di opposizione su 12 in carica, che rappresentano i 2/3 del consiglio comunale. Il Presidente dando ascolto al “suggerimento” della Segretaria Comunale rigetta la mozione è chiude subito i lavori. I consiglieri occupanti dichiarano che fino a quando non verrà ripristinato il diritto del loro ruolo continueranno la protesta.

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