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Canapar sceglie Ragusa: inaugurato il più grande stabilimento in Italia per la lavorazione della cannabis

Delle macchine di ultima generazione, in arrivo dagli Stati Uniti, estrarranno fino a 600 tonnellate di canapa industriale l'anno e produrranno da 6000 a 10000 chilogrammi di CBD

(17 gennaio 2019)

“Inizialmente volevamo una base in Sicilia, per essere al centro del Mediterraneo, dato che abbiamo avviato colture in Spagna, Macedonia e Grecia. Poi la scelta è caduta su Ragusa perché abbiamo visitato diversi poli industriali, tra cui quelli di Catania e Palermo, e abbiamo trovato quello ibleo piccolo ma molto competitivo. Perfetto per noi”.

A parlare è il CEO di Canapar, Sergio Martines, società nata circa un anno fa e filiale italiana della canadese Canapar Corp, che mira a diventare leader in Europa per tutto ciò che riguarda la produzione della canapa e le successive fasi di estrazione, lavorazione e spedizione in tutto il mondo del prodotto finito. Stiamo parlando di prodotti farmaceutici, veterinari e per uso estetico che saranno realizzati proprio a Ragusa, nella struttura che sta nascendo nella quarta fase della zona industriale e che è stata inaugurata ieri sera, alla presenza del sindaco Peppe Cassì e di molti dei produttori che hanno aderito alla rete in tutta la Sicilia, soprattutto nella Piana di Catania, nel Lentinese e a Grammichele, per una superficie coltivata che si aggira sui 300 ettari. Un progetto ambizioso, che Confagricoltura Catania ha subito sposato. Si stima, infatti, che il mercato degli estratti della canapa crescerà di 2,1 miliardi di dollari entro il 2020, pari ad un incremento del 700% rispetto agli utili maturati dalle imprese nel 2016.

A Ragusa la canapa giungerà dalle migliaia di ettari di terreno che Canapar gestisce in giro per l’Italia, in Bulgaria e in altre parti d’Europa, e delle macchine di ultima generazione, in arrivo dagli Stati Uniti, estrarranno fino a 600 tonnellate di canapa industriale l’anno e produrranno da 6000 a 10000 chilogrammi di CBD (cannabinoidi), creando i cristalli che saranno utilizzati per la lavorazione dei prodotti. Questi, ovviamente, saranno sottoposti a test e controlli, condotti in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, coinvolta da Canapar SRL anche nel lavoro di ricerca sull’utilizzo dei derivati della canapa nella cura delle più frequenti patologie cronico – degenerative.

In pochi mesi, si pensa già entro settembre, questo diventerà lo stabilimento più grande in Italia per la produzione di olii essenziali e distillati di canapa industriale per usi farmaceutici e cosmetici, puntando su varietà che hanno valori molto bassi di thc e cbd, al fine di tutelare gli agricoltori. A questo proposito, dato che l’andamento delle politiche nazionali non è ancora ben chiaro (è proprio di ieri la dichiarazione del Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, che ha parlato di un uso potenzialmente pericoloso della marijuana legale, mettendo in allarme un intero mercato in forte espansione), Martines dice: “La preoccupazione per le decisioni che il governo nazionale assumerà per regolamentare il settore c’è, ma noi abbiamo una visione internazionale, abbiamo visto tutti i paesi dove è legale produrre e commercializzare la cannabis, e dubito che l’Italia voglia perdere un treno così importante, che, a livello mondiale, sta risollevando le sorti di diverse nazioni”.

Al momento qui lavoreranno 12 persone, ma, non appena la produzione decollerà, l’intenzione è di arrivare ad un organico di almeno 60 persone solo a Ragusa, più tutti coloro che formano la vasta rete dei campi, quella commerciale e quella internazionale.

Per questo motivo anche il sindaco Cassì parla di “un’occasione importante”, annunciando l’intenzione di “fare di tutto, come amministrazione, per stare vicini a questi imprenditori. E’ stato intravisto qui qualcosa di speciale – ha aggiunto Cassì – per cui salutiamo questa inaugurazione con grande piacere e speriamo che sia solo la prima di una lunga serie. E’ un’opportunità anche per noi per rilanciare la zona industriale e l’intero settore agricolo, e, poiché ci saranno ricadute positive per l’occupazione dei nostri giovani, ben vengano iniziative come questa”.

Valentina Frasca

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