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Azienda iblea utilizzava un software per controllare i lavoratori anche durante la pausa: la decisione del Giudice del Lavoro

Fisascat Cisl: "L’impresa adesso dovrà prendere sul serio il nostro ruolo e le richieste dei lavoratori"

(9 maggio 2022 – Azienda iblea utilizzava un software per controllare i lavoratori anche durante la pausa: la decisione del Giudice del Lavoro)

Giunge al termine e con un importante risultato per il sindacato la fase sommaria del procedimento giudiziario per condotta antisindacale che ha visto contrapposte la Fisascat Cisl Ragusa Siracusa e la Cappello Giovanni & Figli Srl, concessionaria Peugeot e Citroen operante nell’area iblea (LEGGI: Vertenza concessionaria Cappello, Scannavino: “continua a mancare il dialogo con l’Azienda”/VIDEO). Dopo un’importante e attenta attività istruttoria, dunque, il Giudice del Lavoro del Tribunale di Ragusa ha accertato l’illegittimità della condotta datoriale nell’utilizzo di un software dal quale è possibile controllare ogni singola e specifica attività del lavoratore, anche durante i periodi di pausa. Ha trovato accoglimento, inoltre, anche l’altra domanda del sindacato che lamentava il trasferimento del proprio rappresentante da una unità produttiva all’altra con violazione delle norme poste a tutela dell’attività sindacale aziendale.

“Avremmo preferito trattare col datore di lavoro altri argomenti, anche più vicini alle esigenze reali dei lavoratori – afferma il segretario territoriale di Ragusa della Fisascat Cisl, Salvatore Scannavinoma la vertenza giudiziale è stata necessaria per affermare il nostro ruolo e la stessa esistenza del sindacato all’interno dell’azienda, invece fortemente osteggiati sin dai primi incontri. Il Giudice ha trattato con oculatezza, meticolosità e straordinaria sensibilità quanto abbiamo denunciato e lo dimostrano le motivazioni espresse nel provvedimento reso. Questo provvedimento giudiziale è un importante punto di partenza per instaurare quel dialogo che abbiamo sempre ricercato con la parte datoriale. L’impresa adesso dovrà prendere sul serio il nostro ruolo e le richieste dei lavoratori, che rivendicano il riconoscimento di una retribuzione rispettosa del contratto e che dia dignità all’impegno che giornalmente mostrano anche con spirito di totale abnegazione”.

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