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Acate prova a contrastare gli avvelenamenti. Ecco com’è andato il consiglio comunale

Presente ai lavori d'aula il volontario dell'OIPA, Riccardo Zingaro, che ha messo nero su bianco e presentato un documento che, in 10 punti, può fronteggiare l'emergenza

(26 gennaio 2019)

Si è tenuto venerdì sera, ad Acate, l’annunciato consiglio comunale straordinario convocato per fronteggiare l’emergenza legata all’avvelenamento di cani e gatti nel territorio. La prima cosa da rilevare, però, è che non c’era nessuno. Mancavano proprio i cittadini, a dimostrazione di come il problema, pur nella sua gravità, non interessi più di tanto.

Il secondo dato che emerge è che, fondamentalmente, si è solo parlato. Soluzioni prospettate poche e niente. Il consigliere del M5S, Alessandro Carrubba, ha evidenziato come siano stati investiti dei soldi, in passato, per dotarsi di un buon sistema di videosorveglianza, che consta di 74 telecamere mai entrate in funzione. Già il solo fatto di accenderle, oltre ad essere cosa buona e giusta visto che sono state pagate, potrebbe fungere da deterrente nel caso in cui, ed è l’ipotesi al momento più plausibile, ci siano una o più persone che volontariamente stanno disseminando il territorio di esche.

Da rilevare positivamente, invece, il fatto che, oltre a condannare l’accaduto, il Sindaco Giovanni Di Natale, abbia emesso un’ordinanza con la quale si obbliga chi ha un cane a portarlo a spasso con la museruola e al guinzaglio, l’ufficio tecnico a provvedere all’installazione di cartelli che indichino le zone in cui sono state ritrovate carcasse, e il personale comunale, insieme ad agenti della municipale, ad ispezionare i luoghi che abitualmente vengono frequentati da animali.

Presente ai lavori d’aula il volontario dell’OIPA, Riccardo Zingaro, il quale ha messo nero su bianco e presentato un documento che, in 10 punti, può arginare il problema. Il programma prevede, tra le altre cose, che il Comune si avvalga di personale (appartenente alle associazioni di categoria) che dovrà frequentare i corsi di formazione dell’ASP; l’obbligo di avvalersi di associazioni animaliste presenti in strutture di ricovero ed un censimento della popolazione canina e felina randagia presente sul territorio, al fine della sterilizzazione e della registrazione; che i volontari possano occuparsi del trasporto degli animali feriti al veterinario convenzionato con il Comune, h24 e 7 giorni su 7; una collaborazione assidua tra polizia municipale e volontari e l’approvazione, da parte del Comune, del regolamento sui diritti degli animali che ha già avuto l’ok dall’ANCI e dalle principali associazioni animaliste; l‘istituzione dell’Ufficio Sanità, che dovrà raccogliere le segnalazioni dei maltrattamenti, e lo stanziamento di fondi per l’acquisto di medicinali Il Comune, inoltre, si dovrebbe impegnare a reperire fondi per la creazione di un canile o di uno stallo temporaneo all’interno del quale sterilizzare i cani abbandonati che poi verranno dati in affidamento ai cittadini, che potranno richiedere uno sgravio fiscale come previsto per legge.

“Ad oggi – dice Zingaronon sappiamo esattamente quanti cani e gatti siano morti, perché alcuni potrebbero essere stati direttamente seppelliti. Il programma che ho presentato venerdì, e che sto per protocollare, potrebbe aiutare ad arginare il grave fenomeno del randagismo, perché mi rifiuto di pensare che ci siano in giro i serial killer degli animali. Inoltre, il territorio di Acate non è così vasto, controllarlo è possibile. Discorso a parte è la frazione di Marina”. 

Ieri, intanto, la Federazione Italiana della caccia, sezione di Acate, ha chiamato a raccolta volontari e cacciatori per l’iniziativa “Domenica a caccia di bocconi”. Con partenza dal Castello dei Principi di Biscari, si è poi andati in giro per perlustrare il territorio e bonificarlo da eventuali esche.

Valentina Frasca

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