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Corecom, da luglio sbarca sulla rete concilia web

Intervista a Maria Astone, Presidente del Comitato regionale per le comunicazioni

Una informazione libera, indipendente ma, costantemente, monitorata per tutelare i cittadini sempre più disorientati. Maggiore controllo sull’applicazione delle leggi che regolano il diritto dei minori in rete. E dal prossimo primo luglio partirà la nuova piattaforma concilia web per dirimere una, sempre più crescente, mole di controversie.

Maria Astone, ordinario di Diritto privato nell’Università di Messina, presidente del Corecom Sicilia da luglio dello scorso anno,  ha le idee chiare e un calendario di attività e impegni molto fitto.

Da quasi un anno ricopre un ruolo, assai, delicato che la vede attenta sulle continue trasformazioni nel mondo delle telecomunicazioni.

A che punto è l’applicazione della normativa sulla par condicio di tutte le emittenti?

“Dalla data di insediamento del nuovo Comitato per le comunicazioni sono state avviate numerose competizioni elettorali, a partire da quelle regionali del novembre del 2017 per poi passare a quelle politiche sino a quelle amministrative, che hanno impegnato fortemente il Comitato . È stata avviata una intensa attività di controllo sulle emittenti radio televisive,e, in particolare si è dato spazio al controllo d’ufficiodelle emittenti radio televisive che diffondono messaggi di propaganda elettorale per monitorare il rispetto delle norme sulla par condicio di ufficio. E ciò in conformità a quanto previsto dalla legge 28 del 2000 e delle successive delibere di attuazione ed esecuzione dell’Agcom in tema di par condicio, in base alle quali l’ attività di controllo e di vigilanza può essere sviluppata direttamente e d’ufficio dal Corecom. Questa specifica vigilanza si aggiunge a quella svolta in esecuzione di segnalazioni presentate direttamente da privati, da istituzioni o da altri soggetti interessati

Quante risorse ci sono a disposizione di questo servizio?

“Non abbiamo a diposizione molte risorse né economiche né umane. Però il Corecom dispone di personale e funzionari di grande esperienza, nel settore, che sono stati in grado di assolvere a tutti i compiti loro assegnati. Inoltre, per l’espletamento di questo servizio il Corecom si avvale della collaborazione con il Ministero per lo Sviluppo Economico che lo supporta per ciò che concerne l’attività di accertamento dei fatti lesivi della par condicio”.

Abbiamo parlato di risorse economiche. Qual è lo stato di salute del Corecom?

“Il Corecom svolge funzioni proprie e funzioni delegate. Per quanto riguarda le funzioni proprie, cioè quelle svolte per conto della Regione, le risorse finanziarie sono limitate e per lo più destinate al funzionamento stesso del Comitato. In ordine, invece, alle funzioni delegate dall’Agcom, indubbiamente, registriamo minori difficoltà, poiché il Corecom sia avvale dei contributi Agcom. Se proprio dovessimo sottolineare un aspetto difficile, più che altro, lo sposterei sul piano delle risorse umane. Il Corecom ha circa trenta dipendenti, certamente non pochi, ma tale numero non sembra oggi adeguato e proporzionato alla complessa attività delegata al Corecom Sicilia da parte dell’Agcom; attività , che in virtù del nuovo Accordo quadro sottoscritto a Gennaio 2018, si è ampliata sino a ricomprendere anche un potere di controllo sulla rete soprattutto a tutela dei minori e dei soggetti deboli. In tal senso la questione delle risorse umane diventa centrale, e ciò anche in considerazione del fatto che la Sicilia conta un alto numero di abitanti e, quindi numerose sono – e potrebbero esserlo sempre di più – le domande cui il Corecom sia come Comitato, sia come Ufficio, è chiamato a rispondere, nei diversi settori di competenza. Tuttavia, pur auspicando un necessario incremento delle risorse umane per meglio adempiere ai compiti assegnati, ad oggi, grazie all’impegno straordinario dell’Ufficio, siamo riusciti a svolgere, non senza difficoltà, i nostri compiti”.

Quante sono le emittenti oggi rispetto agli anni passati anche in virtù della riduzione dei contributi pubblici?

“Tra le emittenti radiotelevisive e radio si raggiunge un numero pari a  trecentoquaranta realtà. Non siamo, ancora, nelle condizioni di dire quanto abbia influito la riduzione dei contributi pubblici sull’imprenditoria televisiva. L’elenco è aggiornato alla fine del 2016. Eventuali novità si potranno registrare a partire dalla fine dell’anno. Tuttavia non sono pervenute, ancora, cancellazioni dal registro degli operatori di comunicazione, anche in considerazione del fatto che il procedimento per la concessione dei contributi non è ancora concluso”.

La rete sembra essere un campo minato. Come si muove il Corecom?

“Su tale questione, di particolare attualità e sulla quale sicuramente saremo impegnati nei prossimi anni, nelle settimane scorse abbiamo organizzato un convegno con i vertici Agcom e con esperti e professori della materia , per discutere di quali siano i poteri  del Corecom e dell’Agcom. La situazione è molto confusa e assolutamente insoddisfacente sul piano normativo; sicché l’approccio più adeguato non può essere unitario, ma parametrato al singolo caso o al tipo di interesse pregiudicato. Se, ad esempio, si è in presenza di violazione di diritto alla privacy sulla rete telematica, per effetto del Regolamento UE del 2016 la competenza è dell’Autorità Garante per la privacy. In questo caso l’Agcom, e il Corecom di conseguenza, potrebbero svolgere una attività di sorveglianza e controllo , fermo restando la competenza del Garante Privacy per l’adozione dei singoli rimedi. Diversa è la situazione quando si tratta di violazione del diritto di autore on line o nel caso di pregiudizio dei diritti dei minori. In relazione a tale ultimo aspetto una recente legge nazionale ha introdotto la disciplina del cyberbullismo, che sebbene non ha attribuito poteri specifici ai Corecom. tuttavia, consente al legislatore regionale di intervenire e specificare i poteri delle istituzioni locali. Auspichiamo , quindi, un intervento del Parlamento siciliano su questo tema e in tal senso contiamo di avviare  una discussione”.

Per concludere parliamo delle conciliazioni.

“Dal primo luglio del 2018 entra in vigore il nuovo regolamento sul tentativo di conciliazione nelle controversie tra gli operatori e gli utenti della comunicazione elettronica. Conseguentemente verrà avviata una nuova piattaforma che si chiama concilia web. Sarà possibile accedere, per via telematica, al sistema delle conciliazioni che è obbligatorio; e con questo servizio speriamo di riuscire a snellire, certamente, le procedure. Chiunque abbia necessità di far valere i suoi diritti, prima di rivolgersi all’autorità giudiziaria, dovrà passare da questa piattaforma telematica. Siamo certi che questa opportunità rappresenterà un modo, efficace e determinante, per ridurre le lungaggini e ottenere maggiori risultati”.

C.L.

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