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Giorgio Assenza: “Faccio politica sempre dalla stessa parte, il mio territorio”

Intervista con il deputato di Comiso presidente del Collegio dei Questori all'Ars

Con quasi settemila preferenze (6883 per la precisione) Giorgio Assenza è stato rieletto a Sala d’Ercole, lo scorso 4 novembre, con un grande consenso elettorale. Nel collegio di Ragusa, l’avvocato di Comiso è stato il più votato ed anche in periodo di antipolitica il deputato di #Diventeràbellissima è considerato un riferimento certo per il territorio. Alla seconda Legislatura a Palazzo dei Normanni, Giorgio Assenza è stato anche premiato con l’elezione alla carica di presidente del Collegio dei Questori. Un ruolo che svolge in parallelo a quello di componente della Commissione Affari istituzionali e membro della Commissione Antimafia.

Onorevole Assenza qual è, secondo lei, il motivo per il quale nel Ragusano gli elettori le tributano questo grande consenso?

“Credo che la gente oggi premi la coerenza e l’impegno costante. Io non ho mai cambiato bandiera, sono sempre stato un uomo di centrodestra e sono stato dalla stessa parte a prescindere dal fatto che fossi in maggioranza o all’opposizione. Ho sposato il progetto di Nello Musumeci e sul territorio sono identificabile per le mie idee e la mia chiarezza. Inoltre i Ragusani sanno che io porto avanti le loro problematiche con passione a prescindere dal ruolo”.

Oltre agli elettori, anche i colleghi dell’Ars hanno mostrato di apprezzarla attribuendole un incarico di grande responsabilità. Lei è il presidente del Collegio dei Questori, ci spiega di cosa si occupa nel concreto?

“Il presidente dei Questori ha una serie di importanti responsabilità. Innanzitutto si occupa della sicurezza del Palazzo curando anche i rapporti con le forze dell’ordine, poi interviene nella predisposizione del Bilancio, si occupa del funzionamento degli uffici e dei problemi del personale della Regione che sono tanti, non ultimo la carenza di organico. Oggi il funzionamento dell’Assemblea risente della penuria di personale. Non abbiamo avuto un ricambio adeguato ai carichi di lavoro e all’Ars occorrerebbero almeno cento dipendenti in ogni figura professionale”.

Tornando al suo territorio, quale futuro prevede per il Libero consorzio di Ragusa? 

“A questo proposito posso dire che attendiamo la sentenza della Corte Costituzionale sulla riforma voluta da Rosario Crocetta. Se dall’Alta Corte arriverà, come ci auguriamo, il nulla osta, tra ottobre e novembre i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere loro, democraticamente, il futuro delle ex Province. Da parte mia ribadisco quello che ha già detto chiaramente il presidente della Regione Nello Musumeci: la nostra volontà è di ridare centralità ai consorzi aumentandone le competenze. Pensiamo di decentrare alcune funzioni attualmente svolte dalla Regione, penso agli Iacp, agli Ato e ad alcune competenze in materia di turismo”.

In conclusione ci dica le priorità del territorio sulle quali sta concentrando la sua azione politica

“Il Ragusano di spunti ne offre tanti, ma sono due i dossier sui quali sto lavorando. L’agricoltura, e con essa intendo anche l’allevamento, che da noi è in grande sofferenza nonostante la qualità dei prodotti. Mancano rapporti stabili con la grande distribuzione e i prezzi dei raccolti sono crollati, lasciando gli imprenditori agricoli in grande difficoltà. Sotto il profilo della programmazione il governo Crocetta poi è stato devastante per il nostro territorio, l’allora assessore Cracolici, nel predisporre i bandi europei non ha tenuto minimamente in considerazione le peculiarità delle nostre produzioni ed oggi, con i bandi già emessi, è impossibile intervenire. Occorre trovare altre strade,percorso  che sto esplorando  insieme al presidente della Regione. L’altro tema fondamentale è l’aeroporto di Comiso, una grande infrastruttura che però rischia la chiusura. Ritengo che occorra lavorare ad un rapporto strategico con la Sac per creare una sinergia tra gli scali di Fontanarossa e Comiso. Un po’ come Palermo e Trapani. Soltanto in questo modo si potrà incrementare il traffico di passeggeri e merci e rilanciare un aeroporto che può diventare un importante fattore di sviluppo”. (G.C.)

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