Sbarco di Pozzallo: 4 migranti morti e 11 scafisti in carcere

(17/07/2018)

Quattro migranti, che insieme ad altre 26 si erano tuffate in mare, di fronte Linosa, alla vista delle navi Protector e Monte Sperone, dal barcone strapieno (447 erano le persone a bordo) sono morti annegati. Lo hanno confermato alla Squadra Mobile di Ragusa i migranti giunti a Pozzallo dopo essere stati trasbordati sulle due navi. Al comandante e ai 10 componenti l’equipaggio di scafisti, la Procura di Ragusa ha contestato il reato di morte come conseguenza di altro delitto oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli 11 sono stati fermati. In pratica è stato sottoposto a fermo l’intero equipaggio del barcone carico di migranti. Il capitano era già stato arrestato nel 2004 ad Agrigento, sempre per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed era già stato respinto nel 2007 dalla Questura di Agrigento dopo essere arrivato a Lampedusa.

Stando al racconto dei testimoni, 30 migranti, non appena si sono avvicinati alla motovedetta che stava per salvarli a largo di Linosa, si sono gettati in acqua. Alcuni parenti ed amici riferiscono che in 4 non sono più risaliti mentre gli altri sono stati soccorsi e tratti in salvo.

Nelle ultime ore, intanto, tutti i migranti sono stati fotosegnalati dalla Polizia Scientifica della Questura di Ragusa, ed è emerso che due nigeriani erano già stati in Italia ed erano stati espulsi perché irregolari.

Ecco quello che si legge in un passaggio del comunicato stampa diramato dalle forze dell’ordine:

Non appena sbarcati i migranti, inizialmente molto preoccupati, hanno riferito, dopo una lunga opera di rassicurazione da parte dei poliziotti, di aver viaggiato chi nella stiva e chi vicino al ponte comando. Tutti erano concordi nel riferire agli investigatori il ruolo di ogni membro dell’equipaggio. Dal capitano al vivandiere, da chi curava le comunicazioni attraverso un telefono satellitare a chi distribuiva l’acqua e manteneva l’ordine; tutti avevano un ruolo e gestivano il carico umano. I quasi 300 migranti eritrei hanno pagato in media 10.000 euro circa per raggiungere l’Europa effettuando diversi passaggi da più paesi, mentre i somali ne hanno pagati in media 6.000.

Dall’escussione di alcuni migranti somali è emerso che durante la traversata, un gruppo di circa 30 somali, non appena ha notato un’unità navale italiana nei pressi di Linosa, ha deciso di buttarsi in acqua per raggiungerla a nuoto. I migranti sono stati soccorsi in 34 da due motovedette della Capitaneria di Porto ed una della Guardia di Finanza. 3 parenti di origine somala hanno riferito che 4 migranti non sono riusciti a raggiungere l’imbarcazione di soccorso e che per questo si sono perse le loro tracce. Sono in corso accertamenti sull’identità dei soggetti ricoverati presso gli ospedali. Al termine dell’escussione dei migranti, l’intero equipaggio è stato condotto in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Ragusa“.

Poco fa, con una nota, è intervenuto il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. “Un plauso va alle forze dell’ordine – ha detto – che, in tempi rapidi, sono riusciti ad individuare i presunti autori del reato. E’ la prova provata che il modello di accoglienza nella legalità proposto nella città di Pozzallo non solo funziona ma può essere additato ad esempio da seguire anche in altre realtà”.

Valentina Frasca

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