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Ragusa – Cartella pazza, Comune e Riscossione Sicilia condannati

Il ragazzo di 25 anni che ha ricevuto la cartella ha presentato ricorso: la cartella è stata annullata e il Comune di Ragusa condannato a pagare le spese

di Carmelo Riccotti La Rocca

 

Cartella annullata e Comune di Ragusa e Riscossione Sicilia condannati a pagare le spese legali per un importo di 3 mila euro. Così il Tribunale ordinario di Ragusa, con una sentenza firmata dal Giudice Claudio Maggioni, ha messo la parola fine ad una vicenda che ha avuto, come protagonista, un ragusano di 25 anni. Tutto è cominciato quando C.G, queste le inziali del giovane, si è visto notificare, nel febbraio del 2020, una cartella da Riscossione Sicilia, su incarico del Comune di Ragusa, per un ammontare di circa 30 mila euro. Queste somme erano richieste a titolo di sanzioni amministrative per delle presunte violazioni del codice della strada. In realtà, da quanto emerso dalla sentenza, il 25enne Ragusano non aveva mai commesso i reati a lui ascritti, così lo stesso, assistito dall’avvocato Michele Savarese, ha deciso di ricorrere presso il Tribunale di Ragusa.

l'avvocato Michele Savarese
l’avvocato Michele Savarese

Al termine del procedimento, il Giudice – atteso che i verbali non sono stati mai notificati al 25enne e che il Comune di Ragusa non si è costituito e che quindi non ha fornito la prova delle notifiche degli stessi verbali – ha dichiarato nulla la cartella e condannato il Comune di Ragusa e Riscossione Sicilia, in solido, a rimborsare alla parte ricorrente le spese della lite, quantificate in 3 mila euro per compenso, oltre al rimborso delle spese generali.  «Questo – ha affermato l’avvocato Michele Savarese – è l’ennesimo caso di cartella pazza. Ogni anno migliaia di contribuenti ricevono notifiche di pagamento emessi da enti pubblici o da società di riscossione, palesemente nulle. Il problema è che questi atti se non vengono impugnati entro 60 giorni diventano definitivi, pertanto poiché nella maggior parte dei casi è inutile chiedere spiegazioni a chi li ha mandati, non rimane che rivolgersi al Giudice. Purtroppo il fenomeno delle cartelle pazze è molto comune e ovviamente determina un sentimento di sfiducia del cittadino nei confronti delle istituzioni».

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