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Parco Caucana: alla scoperta della misteriosa e affascinante tomba di Donatus

di Antonella Galuppi

Un’interessante visita guidata si è tenuta presso il Parco Archeologico di Caucana venerdì 29 luglio alle 19, avente titolo “Alla scoperta della tomba di Donatus”. Padroni di casa l’architetto Domenico Buzzone, Direttore del Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, e l’archeologo Giovanni Di Stefano, Ispettore Onorario del Parco, Università della Calabria, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

“Questo è un villaggio bizantino che alla fine del IV d.C. si è aggregato alla costa da qui fino a Punta Secca – ha affermato il Dott. Di Stefano -. Concentreremo la nostra visita, in modo particolare, sulla chiesetta, posta al centro del sito, nel cui interno scopriremo la tomba di Donatus. Si tratta di un personaggio morto a Caucana, in questo villaggio, all’età di circa 40 anni, dall’iscrizione funeraria sulla sua tomba, e cercheremo di capire come è arrivato qui. Non sappiamo chi è di preciso, faremo delle proiezioni nella speranza di poter cogliere nel vero. Donatus è un nome africano e ci fa pensare ai donatisti del nord Africa, quindi, intesseremo una storia su questo Donato”. Dalle spiegazioni date dal Dott. Di Stefano, emerge una data certa: il 533 d.C., quando questo villaggio entra nella storia. Pare sia stata la flotta di Belisario, generale bizantino, a fermarsi qui e dare vita allo stesso in un’epoca tra il IV e il VI secolo d.C. Non segue l’urbanistica classica, oltre a case che appaiono come masserie fortificate, al centro è collocata la chiesetta bizantina. Ed è proprio all’interno di questa chiesetta che, fra varie sepolture senza alcuna indicazione, ne compare una con una lunga iscrizione di otto righe:

1. HIC REQUI[ESCIT]

2. IN PACE BIXIT

3. BONA(E) MEMORA(E)

4. DONATUS QUI BI

5. XIT AN(N)OS OL(U)S MI

6. (N)US QUARANTA

7. QUIEBIT H(?)

8. D O I

Dalla stessa si evince che un certo Donato ha vissuto lì fino alla morte avvenuta a 40 anni circa. Non si conosce nulla di lui se non che per inumarlo è stata sconvolta una tomba più antica e, successivamente, la tomba è stata ricoperta quasi a voler occultare la memoria di Donato. Fra le ipotesi avanzate, il Dottor Di Stefano ha individuato che, dal nome, molto comune nel Nord Africa, costui fosse appartenente ai Donatisti, un movimento religioso cristiano che, in seguito a controversie intercorse con la chiesa cristiana africana, fu dichiarato eretico e non compatibile con la fede cristiana. Ma sulla sua vera storia si possono fare delle congetture e non si hanno certezze assolute. Ad assistere alla visita guidata, oltre ad un vasto pubblico curioso e attento a quanto è stato narrato, anche l’Architetto Domenico Buzzone. “Stasera sono un ospite aggiunto perché voglio capire, attraverso il Dott. Di Stefano che è un archeologo di fama internazionale e che ha studiato questa chiesetta, quindi attraverso i suoi studi e le sue conoscenze, cosa ci dirà di questa storia. La struttura che copre la chiesetta bizantina, l’ho fatta realizzare io circa 10 anni fa, come progetto POR, sia per tutelare il sito sia per dare l’identità di come poteva essere stata questa chiesa, che ha tre navate. È stato fatto un concorso per il progetto e allora hanno vinto due architetti di Ragusa. Attraverso le loro ricerche hanno dimostrato che questa chiesa, con questo tipo di copertura, poteva essere il volume di una chiesa bizantina. Questa non è una semplice copertura, ma la simulazione di quello che poteva essere la chiesa, anche se è rimasta incompleta per mancanza di fondi. In zona è l’unico monumento che ha una sua identità in comune con la chiesetta bizantina di Mezzagnone, che è ancora intera, anche se se ne vede un terzo. Dieci anni fa, oltre alla copertura, il sito è stato tutto restaurato. È stato rimesso il mosaico che era andato distrutto, si tratta di una ricostruzione, non è quello originale, ma abbiamo cercato di valorizzare quello che c’era”. Un patrimonio archeologico che il nostro territorio possiede e che, grazie al lavoro sapiente di uomini può essere restituito alla fruizione degli appassionati della storia e della cultura di cui facciamo parte.

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