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LA VIOLENZA DOMESTICA NON VA IN VACANZA. L’APPELLO DEL COMMISSARIO CAPACCIO: “NON ABBIATE PAURA, DENUNCIATE”

di Antonella Galuppi

L’estate è solitamente il periodo in cui si va in vacanza per rigenerarsi dopo un anno di duro lavoro. Purtroppo, non per tutti è così. Per alcune donne è l’inizio di una tragedia, se si vive in contesti difficili. La violenza domestica non va in vacanza, anzi si acuisce perché la convivenza forzata, per intere giornate, scatena, ancor di più, i conflitti. La violenza domestica consiste in ogni forma di prevaricazione, fisica o psicologica, posta dall’uomo verso la moglie, fidanzata, compagna, e/o i figli impedendo loro di vivere in modo sereno e spontaneo la vita quotidiana. L’esasperazione degli atti violenti può, addirittura, condurre a conseguenze più gravi, quali il femminicidio. Dall’inizio del 2022 ad oggi, in Italia si conta una vittima di femminicidio ogni tre giorni. Un dato allarmante che fa riflettere. Per questo le donne non devono essere lasciate sole, devono sapere di poter contare sul supporto di persone in grado di aiutarle a riappropriarsi della propria identità e della propria vita. La Questura di Ragusa tiene aperte le sue porte anche durante il periodo estivo e si dichiara pronta a sostenere, con atti concreti, chi chiede aiuto, indipendentemente dal luogo di provenienza. Questo l’appello del Commissario Rosalba Capaccio: “Come rappresentante delle Forze dell’Ordine ed in particolare come Responsabile della Sezione della Squadra Mobile di Ragusa che si occupa di violenza di genere, sento di lanciare un messaggio a tutte le donne che vivono situazioni difficili. Denunciare subito, senza aspettare che si ripeta, è l’unico modo per salvarsi da una violenza che, giorno dopo giorno, può anche uccidere, non esitate a rivolgervi alle Forze dell’Ordine, anche in periodi come questi in cui si è in vacanza. I nostri uffici sono sempre aperti e siamo sempre disponibili anche per un semplice dialogo o per un consiglio. Oltre al personale specializzato presente in Questura, esistono numeri di pubblica utilità a cui chiamare, come il 1522 che garantisce l’anonimato e può essere il primo passo importante per uscire da una forma di isolamento che quasi sempre si genera in queste situazioni. La paura di non essere credute, di essere giudicate è la prima cosa che si avverte ma noi non giudichiamo, il nostro compito è quello di sostenervi e di aiutarvi a trovare la soluzione giusta per uscire da una situazione difficile. Insieme la battaglia contro la violenza di genere è più facile”. Uscire dal buio, per ritrovare la luce, è un diritto irrinunciabile. Chiedere aiuto è avere rispetto verso se stesse, tutto l’anno, anche in vacanza.

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