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Zimmardo-Bellamagna: biometano o discarica comprensoriale? Morsa degli interessi e lobbing inquietante

Per una singolare casualità, l'ipotesi sulla realizzazione di una discarica emerge pochi giorni dopo la denuncia del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, alla Commissione Antimafia dell'Ars

(19 febbraio 2020)

Sulla sorte dell’area di contrada Zimmardo-Bellamagna, in territorio di Modica ma a ridosso di Pozzallo, sulla quale il Comune di Modica ha autorizzato la realizzazione di un impianto di biometano ad alto impatto ambientale, si stagliano ombre inquietanti. Mentre il braccio di ferro tra la comunità pozzallese preoccupata per i rischi alla salute e all’ambiente da una parte e l’impresa ‘autorizzata’ dal Comune di Modica dall’altra vive una fase di tregua dopo il rinvio del Tar alla sentenza fissata per il 21 ottobre prossimo, all’improvviso la stessa area diventa il possibile sito della discarica comprensoriale. Pur essendo una zona incontaminata, di grande pregio naturalistico e a vocazione agricola e turistica. Ciò che rende assurda l’autorizzazione-lampo concessa dal Comune di Modica e, ora, questa possibile destinazione di cui s’è avuta notizia la scorsa settimana nel corso della riunione tra i rappresentanti dei vari comuni, preliminare alla delibera che sulla scelta dovrà assumere il commissario del Libero consorzio.

Per una singolare casualità, l’ipotesi (una delle tre formulate: le altre due riguardano aree del Vittoriese e del Ragusano, precisamente Cava dei Modicani) emerge pochi giorni dopo la denuncia del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, alla Commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana. Una denuncia, secretata, che atterrebbe a strane missioni di soggetti coinvolti in gravi vicende penali sul traffico illegale di carburanti dalla Libia, nell’ufficio del sindaco a perorare la ‘causa’ dell’impresa che intende realizzare l’impianto di biometano.

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