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Terremoto 1693: domani le celebrazioni al Santuario di Gulfi

"Si parla del recupero della nostra identità e della valorizzazione della nostra memoria"

(10 gennaio 2022 – Terremoto 1693 – Gulfi)

Sono i giorni del 329esimo anniversario della commemorazione del terremoto del 1693. Giorni in cui la memoria si riaffida a ricordi antichi di generazioni sino a risalire ai drammatici eventi di quella giornata, l’11 gennaio. Proprio seguendo questo solco di recupero della memoria, al santuario di Gulfi, a Chiaramonte, stanno proseguendo le celebrazioni che culmineranno domani con la festa del patrocinio della Madonna e con la commemorazione del grande sisma. Oggi, intanto, le intenzioni del giorno saranno per il governo, la scuola e la Chiesa. Alle 18 ci sarà la recita del Rosario e alle 18,30 la celebrazione eucaristica presieduta da don Gianni Cappello, rettore del santuario della Madre di Dio e della Salute in Vittoria. I canti saranno eseguiti dalla corale del santuario. Domani, invece, martedì 11 gennaio, il santuario resterà aperto dalle 7,30 alle 21. Inoltre, sarà distribuito il santino commemorativo del patrocinio. Questo il programma della giornata: alle 9,30 la celebrazione eucaristica presieduta da don Giovanni Piccione, alle 11 quella presieduta da don Giovanni Filesi, a mezzogiorno il solenne scampanio in tutte le chiese della città, alle 15,30 la celebrazione eucaristica presieduta da don Riccardo Bocchieri con il canto del Vespro e del Te Deum di ringraziamento. Anima la corale di San Giovanni Battista in Chiaramonte Gulfi. Alle 16,30, a conclusione del vespro solenne, l’esecuzione della marcia numero 11 a cura del corpo bandistico Alessandro Scarlatti diretto dal maestro Nello Gurrieri. Alle 18,30 la celebrazione eucaristica presieduta dal rettore Graziano Martorana. A dare sostegno alla diffusione mediatica degli appuntamenti in questione Confcommercio provinciale con il presidente Gianluca Manenti e Confcommercio sezionale con il presidente Danilo Scollo.

“Si parla – dicono entrambi – del recupero della nostra identità e della valorizzazione della nostra memoria. E, così come abbiamo già fatto in altri casi, riteniamo che ciascuno di noi, per quanto possibile, debba fare il possibile nel contesto della valorizzazione di certi percorsi che ci consentono di capire di più sul nostro passato e ci permettono di guardare al futuro ancorando le radici a quello che è stato”.

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