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Superbonus 110%, blocco dei crediti: “rischio paralisi del settore”

Secondo l'Ance Ragusa, truffe e irregolarità non vanno assolutamente giustificate, ma quando si dà un impulso economico importante in un tempo piuttosto limitato, si corre il rischio di incorrere in errori

(7 febbraio 2022 – Superbonus 110% – crediti)

Articolo tratto da La Sicilia

«L’ennesima modifica alle misure in corso per i bonus edilizi, con il limite alla cessione dei crediti, rischia di bloccare le imprese, mortificare il territorio e penalizzare le maestranze. Non è così che si governa, così si rischia di costringere le imprese a fermarsi, chiudere i battenti e licenziare la forza lavoro». Questo è l’allarme lanciato dall’Ance Ragusa dopo i nuovi cambiamenti sul Superbonus che prevedono la limitazione della cessione dei crediti ad un solo attore. Per l’associazione dei costruttori, infatti, tutto ciò porterebbe a dei danni seri alle imprese e, quindi, all’economia del Paese. «Quello che sta accadendo alla luce delle nuove modifiche – spiega il presidente Giorgio Firrincieli – è che gli Istituti bancari stanno bloccando le piattaforme, Poste Italiane già lo ha fatto e ciò mette a rischio non solo le pratiche che devono essere avviate, ma soprattutto i cantieri già aperti che sono davvero tanti». In sostanza, non avendo la possibilità di cedere il credito a terzi (perché generalmente il primo passaggio è quello che vede cedere il credito dall’impresa alle banche o altri istituti), gli Istituti di credito stanno chiudendo i rubinetti. Al Governo nazionale – aggiunge – contestiamo il metodo perché quando si fanno questi cambiamenti le imprese hanno difficoltà ad adattarsi in breve tempo, l’idea delle modifiche si può anche capire ma non il fatto che queste abbiano effetto retroattivo».

La nuova iniziativa del Governo italiano è una conseguenza delle troppe irregolarità trovate nei cantieri ispezionati e dalle truffe scoperte sulla cessione del credito. «Premetto – continua il presidente dell’Ance- che non giustifichiamo assolutamente le irregolarità né le truffe, ma il fatto che su 5 mila cantieri ispezionati l’87% sono risultati irregolari, fa comprendere che qualcosa non va. Quando si dà un impulso economico così importante in un tempo limitato, si corre il rischio di incorrere in errori perché nessuno vuole perdere il treno che sta passando. Noi pensiamo quindi che debba essere attuata una politica di controlli propedeutici e, in questo, noi saremo certamente al fianco del Governo. Quando in un anno sono nate 12 mila nuove imprese edili, ma sappiamo che c’è una carenza di manodopera di 265 mila persone, ciò dovrebbe portare ad interrogarsi su queste nuove aziende, ma non si possono penalizzare certo quelle esistenti, con una propria storia e garanzie di affidabilità. Una buona iniziativa, ad esempio, sarebbe stata quella di affidare i lavori del Superbonus ad imprese che hanno una certa storia». Il dato di fatto, adesso, è che la limitazione della cessione del credito possa mettere a rischio la tenuta di migliaia di imprese e bloccare anche i lavori già iniziati. In sostanza ci potrebbe essere un blocco di liquidità che penalizzerebbe non solo le imprese, ma anche i clienti che hanno commissionato i lavori.

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