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Palermo, la Casa del Beato Giuseppe Puglisi tra le Casa della Memoria

È la quinta casa siciliana che entra a far parte dell’associazione

(13 febbraio 2021)

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, dopo il via libera del Comitato Scientifico, ha ratificato l’ingresso nella sua rete della Casa del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo. Dichiarata dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana bene di interesse etnoantropologico e storico, è stata inaugurata il 25 maggio 2014, ad un anno dalla beatificazione di Don Puglisi (2013) ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, per il suo costante impegno evangelico e sociale e della sua incessante lotta alla mafia. Don Puglisi si è speso principalmente per il recupero dei bambini e degli adolescenti già reclutati dalla criminalità mafiosa, riaffermando nel quartiere una cultura della legalità. Questa sua attività pastorale, come ricostruito dalle inchieste giudiziarie, ha costituito un movente dell’omicidio, i cui esecutori e mandanti sono stati arrestati e condannati.

La Casa del Beato Giuseppe Puglisi nel suo insieme, che diviene tutt’uno con Piazzale Anita Garibaldi, luogo
del suo martirio, è l’appartamento dove Padre Pino Puglisi vive dal 1969 al 1982 con entrambi i genitori, per
ritornarci nel 1986 e fino al giorno della sua uccisione. La casa custodisce libri, mobili, oggetti appartenuti al
sacerdote e ai suoi genitori. Questi offrono al visitatore, oltre che uno spaccato della semplicità del vivere
quotidiano del Beato, un’esperienza di vita, per non dimenticare il passato ed avvertirne la continuità con il
presente e il futuro, e ispirarsi al suo messaggio. La sobrietà di quanto contenuto nella Casa aiuta a comprendere il rapporto “funzionale” che il Beato aveva con gli oggetti e la predilezione che, invece, nutriva
per i libri.

“Quella di Don Puglisi è la quinta casa siciliana che entra a far parte dell’associazione – commenta Adriano
Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria –. Siamo felici di rafforzare il legame con
la splendida Regione Siciliana nel nome di un prete coraggioso che è morto per una vocazione nobile come
quella di strappare i ragazzi alla strada e alla criminalità e riaffermare il valore della pace e della legalità. Con
l’adesione di casa Puglisi l’associazione si apre a due nuove macro aree: quella delle case dei Santi, perché
don Puglisi è Beato, e quella dei testimoni della legalità, per il suo impegno attivo nella lotta alla criminalità».
«Credo che l’adesione della Casa del Beato Giuseppe Puglisi rappresenti un altro importante passo per la
tutela della memoria, intesa non solo come tutela di un valore storico e culturale, ma in questo caso anche e
soprattutto civile – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria Marco
Capaccioli –. La missione della nostra associazione è fin da sempre quella di fare in modo che i luoghi e le
persone che hanno fatto la storia del nostro Paese non siano dimenticati. Nella casa di Palermo, nella piazza
su cui si affaccia, c’è un pezzo di storia dell’Italia. Di un’Italia coraggiosa e generosa, racchiusa nel sorriso di
un sacerdote il cui ricordo dev’essere per tutti fonte d’ispirazione”.

“Considero l’inserimento della Casa di Don Puglisi nel novero delle Case museo dei grandi uomini della Cultura come un passo fondamentale e ulteriore nella mission dei nostri musei intesi non solo come emanatori della cultura e della bellezza dei saperi ma come capaci di far riflettere sull’importanza della Cultura della Legalità – afferma Giuseppe Nuccio Iacono, coordinatore dell’Associazione Nazionale Case della Memoria in Sicilia -. Una cultura intesa non come principio formale ma come espressione e fattore di sviluppo culturale. Oggi, la rete museale delle Case della Memoria parla anche della importanza democratica e civile della legalità per ogni comunità”.

Il 24 Settembre 2015 il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale i fratelli
di Don Giuseppe Puglisi, Francesco e Gaetano, ai quali ha consegnato la medaglia d’oro al valor civile alla
memoria di Don Pino. Il 13 settembre 2017, dopo essere stata esposta in dodici musei ecclesiastici d’Italia,
l’opera “Rinascere dal dolore” commissionata da Amei (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani) al maestro
modenese Claudio Parmiggiani, raggiunge la sua destinazione finale in occasione della ricorrenza del XXIV
martirio di Pino Puglisi: la Casa Museo del sacerdote siciliano. Dal 2016, nel mese di ottobre, la Casa Museo
partecipa all’iniziativa promossa da Amei “Se scambio cambio” in occasione della Giornata Nazionale dei
Musei Ecclesiastici, nella quale alcuni Musei aderiscono promuovendo uno scambio delle proprie collezioni.

Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete 84 case museo in 12 regioni italiane (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) che hanno deciso di lavorare insieme a progetti comuni e per promuovere questa forma museale in maniera più incisiva anche in Italia. Abitazioni legate a tanti personaggi della cultura italiana: Giotto, Giovanni Boccaccio, Francesco Datini, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Cavassa e Emanuele Tapparelli d’Azeglio, Agnolo Firenzuola, Pontormo, Benvenuto Cellini, Filippo Sassetti, Lorenzo Bartolini, Silvio Pellico, John Keats e Percy Bysshe Shelley, Francesco Guerrazzi, Giuseppe Verdi, Elizabeth Barrett e Robert Browning, Pellegrino Artusi, Corrado Arezzo de Spucches e Gaetan Combes de Lestrade, Giosuè Carducci, Sidney Sonnino, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Ferruccio Busoni, Maria Montessori, Enrico Caruso, Giorgio e Isa de Chirico, Antonio Gramsci, Raffaele Bendandi, Piero Bargellini, Enzo Ferrari, Primo Conti, Leonetto Tintori e Elena
Berruti, Indro Montanelli, Italo Zetti, Ivan Bruschi, Ilario Fioravanti, Goffredo Parise, Barbara Marini Clarelli e Francesco Santi, Loris Jacopo Bononi, Giorgio Morandi, Sigfrido Bartolini, Venturino Venturi, Luciano Pavarotti, Robert Hawthorn Kitson con Frank William Brangwyn e Daphne Phelps, Elémire Zolla, Toti Scialoja e Gabriella Drudi, Gabriele D’Annunzio (il Vittoriale degli Italiani), Papa Clemente XII, Giacinto Scelsi e Giulio Turci, Filadelfo e Nera Simi, Secondo Casadei, Carlo Levi, Domenico Aiello e Michele Tedesco, Marino Moretti, Augusto e Anna Maria Radicati, Mauro Giuliani, Carlo Mattioli, Michelangelo Buonarroti, Sofia ed Emanuele Cacherano, Michele De Napoli, Aurelio Saffi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, Francesco Messina, Giuseppe Garibaldi, Francesco Baracca, Giovanni Verità, Ugo Tognazzi, Salvatore Quasimodo, Cosimo Della Ducata, Tullio Vietri, Galileo Galilei, Giovanni Michelucci, Rosario Livatino, Tonino Guerra e con il Cimitero di Porta a Pinti (cosiddetto Cimitero degli Inglesi), il Cimitero degli Allori a Firenze e la Casa della Memoria di Milano.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria è in Italia l’unica rete museale di case museo di personaggi illustri a livello nazionale, partecipa alla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia ed è “istituzione cooperante” del Programma UNESCO “Memory of the World” (sottocomitato Educazione e Ricerca). Info: www.casedellamemoria.it

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