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Modica e il ritardo cronico sui bilanci: arriva il Commissario

Negli ultimi 7 anni 6 bilanci approvati in ritardo

 

Di seguito il commento di Vito D’Antona si Sinistra Italiana Modica:

«Ancora una volta il Comune di Modica viene commissariato dalla Regione Siciliana per non avere approvato il Rendiconto per l’anno 2019 e il Bilancio di Previsione per gli anni 2020/2022.

Non si è riusciti neppure a rispettare le varie disposizioni di legge sull’emergenza che durante il 2020 hanno spostato in avanti le scadenze per gli adempimenti contabili, mentre assistiamo a comuni vicino a noi che sono in regola ed hanno già approvato perfino il bilancio di previsione per gli anni 2021/2023.

Ancora una volta, come ormai succede quasi regolarmente durante l’amministrazione Abbate, la Regione Siciliana, a causa della mancata predisposizione nei termini dei documenti fondamentali del Comune, nomina dei commissari per sostituirsi alla Giunta e al Consiglio, in caso di prolungata inerzia.

Infatti negli ultimi sette anni della sua amministrazione sono stati totalizzati ben sei bilanci di previsione approvati in ritardo, di cui per quattro di essi (2016, 2017, 2018 e 2020) siamo stati commissariati, mentre tutti i conti consuntivi dal 2014 in poi sono stati approvati sempre fuori termine e per tutti abbiamo subìto il commissariamento; inoltre, caso più unico che raro, tre bilanci di previsione approvati oltre l’anno di riferimento (bilancio 2015 approvato il 26 maggio 2016, quello del 2016 il 13 febbraio 2017 e quello del 2020 ancora ad oggi non approvato).

La puntualità e il rispetto dei termini di legge per l’approvazione dei bilanci di previsione e dei rendiconti, come tutti sanno, sono stati sempre elementi valutati dalla Corte dei Conti; in questo caso stiamo esponendo il nostro Comune a giudizi negativi.

Questo dimostra che da tempo ormai la delicatissima questione finanziaria del Comune di Modica, mai superata ad oggi neppure con la liquidità garantita dalla Cassa Depositi e Prestiti per 44 milioni di euro da restituire, sembra essere scomparsa dall’attenzione di Abbate e della sua Giunta, mentre del Piano di riequilibrio, adottato nel 2012 per scongiurare il dissesto, approvato nel 2015 e rimodulato nel 2018, non si hanno più notizie».

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