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Confermati i 30 anni a Luca Priolo per la morte di Giordana Di Stefano

Dal giorno della morte di Giordana, la vita di Vera Squatrito è diventata una triplice missione: far condannare l'assassino della figlia, portare un messaggio ai giovani, affinché nessun uomo alzi più un dito su una donna, e la felicità della piccola Asia

(29 dicembre 2019)

La terza sezione della Corte d’assise d’appello di Catania ha confermato la condanna a 30 anni per Luca Priolo, il 27enne che il 6 ottobre 2015 a Nicolosi, in provincia di Catania, ha ucciso con 42 colpi di coltello l’ex compagna e mamma della sua bambina, Giordana Di Stefano, 20 anni. La sentenza di primo grado era stata emessa il 7 novembre del 2017 dal Gup Loredana Pezzino a conclusione del processo col rito abbreviato.

Riconosciuto un risarcimento alle parti civili, i genitori, la sorella e la figlia di Giordana Di Stefano, che porterà solo il cognome della madre. Priolo, che ha confessato il delitto ma ha sempre negato la premeditazione, dopo l’omicidio aveva tentato la fuga ma era stato fermato dai carabinieri alla stazione di Milano e arrestato.

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“Quando è arrivato il momento del verdetto scrive su Facebook Vera Squatrito, la mamma di Giordana ho guardato in alto ed ho fatto il segno della croce… rivolgendomi a te che sei la mia forza e il mio cuore….. e 30 anni sono stati confermati.. so che nulla abbiamo vinto …noi abbiamo perso TE e non vinceremo mai in questa terra maledetta. Questi 30 anni li merita tutti – continua – per avere scannato con premeditazione e crudeltà mia figlia. A meritare questi trent’anni è la anche la famiglia dell’assassino per aver diffamato e umiliato la memoria di mia figlia”.

Giordana è stata brutalmente assassinata il giorno prima dell’udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio riguardante la denuncia per stalking che aveva sporto proprio nei confronti di Priolo molto tempo prima. Paradossalmente, Priolo adesso è sotto processo anche per questo, anche se Giordana non c’è più. “Vi aspetto tutti al processo per stalking quando verrete a testimoniare per l’assassino – scrive ancora Vera – sarò felice di ascoltarvi uno per uno, e sono sicura che avrò lo stesso risultato. Ancora nulla è finito, ho tanto da lottare e ottenere e mi fermerò solo quando il topo di fogna verrà “A scipparmi la testa” come è scritto nelle intercettazioni”.

Dal giorno della morte di Giordana, la vita di Vera Squatrito è diventata una triplice missione: far condannare l’assassino della figlia al massimo della pena; andare ovunque, in Italia e nel mondo intero, per portare un messaggio ai giovani, affinché nessun uomo alzi più un dito nei confronti di una donna e poi lei, la piccola Asia, la nipotina che Giordana le ha lasciato: “Devo salvarla dall’ombra dell’assassino – dichiara – Asia deve poter realizzare i suoi sogni, almeno lei, merita di diventare una donna forte e felice”.

Valentina Frasca

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