Identità Santa Ninfa

Amministrazione

SINDACO

Giuseppe Lombardino

In carica dal: 11/06/2018

Deleghe:

Sito istituzionale

santaninfa.gov.it/hh/index.php

Giacomo Accardi

Deleghe:

Vice Sindaco – Finanze – Patrimonio – Commercio e Artigianato – Sviluppo Economico

Rosalinda Genco

Deleghe:

Pubblica Istruzione – Cultura – Pari Opportunità – Politiche Comunitarie – Diritti Civili – Asilo Nido – Urbanistica – Edilizia Scolastica – Sanità – Personale – Contenzioso – Polizia Municipale

Filippo Paternò

Deleghe:

Viabilità Rurale e Verde Pubblico – Servizi Cimiteriali – Territorio e Ambiente

Rosario Pellicane

Deleghe:

Servizi Sociali – Sport, Turismo e Spettacoli – Politiche Giovanili

Santa Ninfa, cittadina carsica

La Grotta di Santa Ninfa, da cui prende il nome la riserva naturale istituita nel 1996, è una cavità carsica orizzontale di 1.400 metri. Una rarità europea d’immenso valore speleologico, sia per il suo sistema di meandri e gallerie (in passato completamente riempiti dall’acqua) che per le originali forme delle concrezioni e delle cristallizzazioni di gesso. Nel ramo inferiore della grotta scorrono ancora oggi le acque del torrente del Biviere.

La nascita di Santa Ninfa risale al XVII secolo all’interno del feudo Rampinzeri: dopo Guglielmo Grifeo barone di Partanna e Adriano Panè principe di Valdina, nel 1609 fu possedimento di Luigi Arias Giardina, che promosse il popolamento dell’area. Il toponimo si deve proprio alla fede del marchese Giardina per la martire palermitana Santa Ninfa. Sono anni rigogliosi per la cittadina che si fregia, oltre che del palazzo baronale, di due chiese (del Purgatorio e di Sant’Anna), del convento dei francescani e di un ospedale; nei decenni successivi saranno edificate le carceri e la chiesa madre. Nel 1720 il feudo passò a Federico, principe di Resuttano, che lo mantenne e lo trasmise ai suoi eredi, fino al 1812. Anche questo fu un periodo opulento per i santaninfesi, soprattutto grazie all’esistenza qui di un regime agricolo di enfiteusi e non di grandi latifondi come avveniva nel resto della Sicilia. Il benessere del paese richiamò perciò nuovi residenti che diedero avvio alla pastorizia ed all’artigianato; nel 1812 divenne ufficialmente comune e di lì a poco furono estesi i confini del suo territorio. Gli anni precedenti l’Unità d’Italia videro i santaninfesi appassionati alle idee liberali del Risorgimento. Con l’arrivo del Novecento cominciò il fenomeno dell’emigrazione verso Venezuela, Canada e Stati Uniti d’America; durante lo stesso secolo, dagli anni Cinquanta la cittadina venne collegata all’acquedotto Montescuro ed alla rete elettrica nazionale. Nel 1968 un violento sisma rase al suolo le abitazioni di tufo ed acqua di Santa Ninfa; contrariamente a quanto accaduto ad altri paesi terremotati della valle del Belice, qui la ricostruzione è avvenuta nello stesso sito del vecchio centro. Oggi si presenta con ampie vie ed abitazioni popolari, anche a schiera, che ricalcano la precedente struttura architettonica dove predominava la casa monofamiliare.

Tra gli edifici religiosi si segnalano l’antica chiesa del Purgatorio e quella della Badia, costruita tra il XVIII ed il XIX secolo; il centro storico è poi arricchito dai palazzi Patti e Mauro; di grande fascino ed importanza storica anche i ruderi dell’antico centro ed i resti della chiesa e del convento dedicati a Sant’Anna. Segnaliamo poi il Castello Rampinzeri che sorge su un’altura, in una splendida posizione panoramica, e deve il suo di etimologia araba all’omonimo feudo che fu dei Giardina Bellacera e poi della famiglia De Stefani ed oggi proprietà del Comune. Si tratta di un antico baglio seicentesco con due cortili e una chiesetta trasformato, nei secoli XVIII e XIX, fino ad assumere l’aspetto di castelletto neogotico.

Siti Archeologici − Nei pressi dell’area della Riserva Grotta di Santa Ninfa ricade l’Area archeologica del monte Finestrelle, così denominato per la somiglianza delle tombe rupestri a piccole finestre. Le tombe, circa quaranta, della tarda età del bronzo e dei primi secoli del I millennio a.C., sono scavate nella roccia e disposte l’una accanto all’altra in fi-le orizzontali su più livelli. Altri scavi effettuati nella parte ovest del monte hanno evidenziato i resti di un piccolo insediamento preistorico.

L’economia locale si basa prevalentemente sull’agricoltura. Metà del territorio è dedicato tanto alle colture intensive quanto estensive, poco spazio è destinato al pascolo ed il restante appartiene ancora alla natura, costituita da rigogliosi boschi. Il resto della ricchezza dei santaninfesi proviene da piccole industrie agroalimentari e, soprattutto, dal turismo. Da un decennio, inoltre, la cittadina commercializza la biancheria ricamata a mano con i tradizionali lavori a tombolo, all’uncinetto ed ai ferri. Anticamente confezionati per le promesse spose, merletti e ricami sono oggi in vendita anche tramite l’e-commerce sulla rete.

in aggiornamento

Musei – Nelle vicinanze dell’abitato si trova il bosco delle Finestrelle, che ospita il museo etno-antropologico.

Biblioteche − Biblioteca comunale, piazza A. Moro e Biblioteca pubblica della Società operaia di mutuo soccorso, piazza Libertà.

Sacro e Profano – Non mancano manifestazioni folkloristiche dove sacro e profano s’intrecciano, come avviene a novembre per la celebrazione della festa patronale in onore di Santa Ninfa: in concomitanza con la processione si svolge la Sagra del Pane Cunsato. Festeggiamenti anche a marzo per San Giuseppe e ad agosto per la Sagra della Salsiccia.

in aggiornamento

Nino Cordio – pittore e scultore

Come arrivare

in aggiornamento

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