Identità Palma di Montechiaro

Amministrazione

SINDACO

Ing. Stefano Castellino

In carica dal: 14/06/2017

Deleghe:

Cultura – Pubblica Istruzione – Bilancio – Tributi – Lavori pubblici

Sito istituzionale

www.comune.palmadimontechiaro.ag.it

Angelo Cottitto

Deleghe:

Vice Sindaco – LL.PP. Manutenzione – Urbanistica – Territorio

Vincenzo Taibi

Deleghe:

Sviluppo Economico – Finanza – Patrimonio – Tributi

Giuseppe Vinciguerra

Deleghe:

Politiche Sociali – Sanità – Pubblica Istruzione – Pari Opportunità

Calogero Maurizio Vaccaro

Deleghe:

Politiche Giovanili – Sport, Turismo e Spettacolo – Agricoltura

Palma di Montechiaro, la Città del Gattopardo

Il monastero delle benedettine è forse il luogo di Palma che più simboleggia la fortissima impronta religiosa della città. Conserva una reliquia costituita da una lettera che il Diavolo inviò a suor Maria Crocifissa della Concezione insieme ad una pietra, in un malvagio disegno di tentazione. In visita al monastero nel 1955, Tomasi di Lampedusa rimase colpito dal misticismo del luogo e dalla figura dell’antenata, tanto da rappresentarla nel personaggio della Beata Corbera nel suo celebre Il Gattopardo, pubblicato tre anni dopo.

Il toponimo è legato al nome del casato Tomasi, celebre soprattutto per Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore de Il Gattopardo, il romanzo che, ispirato ai luoghi ed alle atmosfere di Palma, racconta l’epopea decadente di una nobile famiglia siciliana nel periodo tra lo sbarco dei Mille (1860) ed il 1910. La regione di Palma è quella delle colline costiere che corrono tra le fertili valli dei fiumi Platani e Salso. L’uomo si stabilì nella zona fin dalla preistoria; insediamenti del neolitico e dell’età del bronzo sono stati rinvenuti, infatti, nelle vicinanze della grotta Zubbia, ad ovest di Palma. Dopo i periodi romano e bizantino, il territorio passò sotto l’egida dei Montechiaro in un primo momento e dei De Caro successivamente, che ricevettero il feudo dalla corona spagnola insieme con Lampedusa; infine, nel XV secolo entrò nei domini dei Tomasi, originari di Capua. Il primo nome della città, Palma, deriva dallo stemma dei De Caro, la cui gloria è simboleggiata appunto da una palma. La nuova città fu fondata nel 1637 da Carlo e Giulio Tomasi presso il castello di Montechiaro, costruito dai Chiaramonte nel XIV secolo. Palma rimase ai Tomasi fino al 1812 e nel 1863 prese il nome attuale dal vicino castello. Carlo e Giulio Tomasi erano pervasi da un profondo fervore religioso, quasi visionario, ed immaginarono Palma come una sorta di città ideale, una nuova Gerusalemme in cui gli abitanti avrebbero potuto raggiungere la salvezza eterna. Per la realizzazione di un tale progetto occorreva però un’ambientazione con forte connotazione simbolica, che si basava anche sulla riproduzione dei luoghi sacri (il Calvario, la grotta di Betlemme, la Santa Casa di Loreto). Alla pianta originale della città lavorò anche lo scienziato ragusano e primo arciprete di Palma Giovanni Battista Odierna; il suo disegno scaturiva da complicati calcoli astronomici relativi alla posizione dei corpi celesti nell’ora e nel giorno della fondazione della città. Successivamente allo sbarco anglo-americano in Sicilia, il 24 settembre 1943 la città subisce un massacro della popolazione che protestava contro il richiamo alle armi, da parte di alcuni reparti militari americani.

Il centro storico si sviluppa attorno all’ossatura originaria; numerosi e notevoli sono gli edifici barocchi, sia civili che religiosi. Entrando da via Turati infatti si incontra la piazza Santa Rosalia, dominata dalla splendida chiesa madre. L’interno, a tre navate con grande cupola in corrispondenza del transetto, conserva tele del pittore palmese Domenico Provenzani (1736 1794); adiacenti alla chiesa vi sono gli oratori del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario, di gusto rococò. L’insieme prosegue con il palazzo ducale, eretto tra il 1653 ed il 1659; presenta due facciate sobrie ed austere, unite da un elegante balcone ad angolo; all’interno pregevoli soffitti lignei originali con
numerosi stemmi, tra cui quello dei duchi di Palma, ed un gattopardo, che ispirò il celebre romanzo. Le atmosfere di quei saloni saranno poi riprese nell’omonimo film di Luchino Visconti, girato però in un altro luogo. Il palazzo è stato acquisito dal Comune e recentemente restaurato dopo anni di degrado ed abbandono. La via Turati si apre nella piazza Provenzani, il centro del piano originale della città. Un angolo della piazza è dominato dalla chiesa del Santissimo Rosario, il più antico edificio di Palma, risalente all’anno di fondazione della città. La facciata è neoclassica (1843), ma l’interno custodisce preziosi arredi sacri barocchi; adiacente alla chiesa vi è il monastero delle benedettine di Maria Santissima del Rosario, che rappresenta la memoria storica dello spirito religioso con cui fu fondata Palma. Sul lato sud della piazza si apre via Roma con i suoi edifici barocchi, più o meno conservati, tra cui la chiesa ed il convento delle Scuole Pie (1712), oggi sede del municipio; questa zona del centro storico ha purtroppo subito rifacimenti e pesanti inserimenti architettonici. Tra le altre chiese barocche sono interessanti la chiesa del Collegio di Maria (1788) e la chiesa dedicata alle Anime Purganti (1646); neoclassica è invece la chiesa di San Benedetto. Sulla costa sorge la frazione di Marina di Palma, centro peschereccio e balneare alla foce del fiume Palma; su un’altura a picco sul mare si erge la torre San Carlo (XVII secolo): edificata per volontà di Carlo Tomasi, fu luogo di avvistamento e protezione della costa dalle incursioni piratesche. Nell’entroterra di Marina di Palma, in un luogo estremamente panoramico, vi è invece il castello di Montechiaro, oggi degradato, che la tradizione attribuisce al volere di Federico III Chiaramonte; nei dintorni di Palma sono inoltre visibili i resti di altri edifici fortificati, come il quattrocentesco Castellazzo di Palma. Le miniere di zolfo di Montegrande presso Punta Bianca, a pochi chilometri da Palma, sono forse le più antiche della Sicilia: nel XV secolo a.C. erano la principale area di produzione ed esportazione dello zolfo nel Mediterraneo.

Oltre al turismo, attratto dal litorale e dall’arte, le principali voci economiche sono l’agricoltura (agrumi, uva, olive e mandorli) e la pesca. L’industria è presente soprattutto nei settori alimentare ed edilizio.

in aggiornamento

Biblioteche – Biblioteca comunale Giovanni Falcone, via Carlo Marx n. 3.

Sacro e Profano – La profonda religiosità alla base della nascita stessa di Palma di Montechiaro è ancora presente nelle feste religiose, prima fra tutte quella patronale in onore della Madonna del Rosario, che si celebra l’8 settembre; a maggio si festeggia invece la Madonna del Castello, mentre a dicembre la scalinata della chiesa madre è teatro di un grande Presepe.

in aggiornamento

  • Giovanni Battista Hodierna, presbitero, architetto, astronomo, matematico e ottico. Fu in contatto con la scuola di Galileo Galilei.
  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa, scrittore, critico letterario e storico della letteratura, autore del romanzo Il Gattopardo.
  • Francesco Lo Sardo, politico.
  • Salvatore Racalbuto, arbitro di calcio
  • Domenico Provenzani, pittore ufficiale di Casa Tomasi di Lampedusa e del Settecento siciliano.
  • Isabella Tomasi, suora, mistica, venerabile.
  • Giuseppe Maria Tomasi, cardinale, teologo, dottore della Chiesa, principe della Liturgia, santo.
  • Salvatore Todaro, comandante di sommergibili e incursore della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu pluridecorato.

Come arrivare

in aggiornamento

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