Identità Francofonte

Amministrazione

Sindaco

Daniele Nunzio Lentini

In carica dal: 11/06/2018

Deleghe:

Sito istituzionale

www.comune.francofonte.sr.it

Stefano Privitelli

Deleghe:

Vice Sindaco – Lavori Pubblici – Ambiente- Urbanistica – Patrimonio – Ecologia – Igiene e Sanità – SPRAR – Terza età – Bandi e Politiche comunitarie – Edilizia Scolastica – Beni confiscati alla Mafia

Giovanni Depetro

Deleghe:

Sport, Spettacolo, Turismo – Mercato settimanale – Informatizzazione – Sviluppo sostenibile – Vigili Urbani – Annona – Affari cimiteriali – Commercio – Artigianato

Giuseppe Vinci

Deleghe:

Agricoltura – Randagismo – Autoparco – Servizi Sociali – Verde pubblico – Protezione Civile

Giuseppina Tuzza

Deleghe:

Cultura – Politiche scolastiche – Beni Culturali – Politiche giovanili – Biblioteca – Archivio Storico – Asilo nido – Pari opportunità – Personale – Rapporti con le associazioni – Legalità – Trasparenza – Comunicazione – Servizi demografici – Affari Generali – Pubblica Istruzione – Servizi Elettorali – Unione dei Comuni – URP – Rapporti con il cittadino – Contenzioso

Francofonte, la città medievale regno delle arance

Salita in discesa: si tratta di un tratto di strada che collega Francofonte a Vizzini formato da basamenti vulcanici e resti del Pleistocene che per pura illusione ottica appare in salita quando in realtà si trova in discesa.

Punto panoramico via Mastrarua: piccolo affaccio da cui godere di tutta la bellezza paesaggistica del territorio comprendente mare, pianura e montagna.

Toponomastica – Non si hanno certezze sull’origine del nome Francofonte, ma con buone probabilità è legato alla presenza di fonti d’acqua sul territorio. C’è chi dice che è collegato alla presenza degli arabi sul territorio, che conferirono il nome Ayn Sindi, cioè (con approssimativa certezza) Fonte Franco. Il glottologo siracusano Corrado Avolio, che fu un’autorità in campo toponomastico, lo ritenne invece di origine francese.

Narra la leggenda che la festa della Madonna della Neve, patrona di Francofonte, nacque nella seconda metà del XVI secolo da una disputa tra contadini francofontesi e vizzinesi, per via di un quadro della Madonna rinvenuto presso la contrada Passaneto. Non raggiungendo un accordo sul paese presso il quale portarlo, decisero di metterlo su un carro e di affidare la scelta alla direzione presa dai buoi che lo trainavano; la strada presa dagli animali fu quella di Francofonte. In paese venne così edificata una chiesa per la Madonna, e questa fu chiamata “della neve” per via del fatto che, nonostante la contesa avvenne in un giorno estivo, stranamente si verificò una copiosa nevicata.

Origini – Probabilmente le origini di Francofonte vanno ricollegate a quelle di Hydra, antichissima città siceliota della quale parla il geografo greco Tolomeo, sebbene vada rilevato che la presenza umana è attestata già in epoca molto antica da diversi ritrovamenti dell’Età del Bronzo. Il territorio, abitato dai greci, venne occupato dai romani, e successivamente da ostrogoti, bizantini e arabi. Le notizie certe legate ad insediamenti in zona risalgono comunque al XIV secolo, quando dal nobile Artale Aragona venne costruito un casale con scopi difensivi (probabilmente legati alla rivalità con la famiglia Chiaramonte). Ufficialmente, però, il nome della cittadina viene citato per la prima volta nel 1408, quando il re Martino I nel suo censimentofece menzione della Yadra de Franchefontis, unendo il nome che diverrà quello attuale con il riferimento all’antica città siceliota. Nel 1394 il paese passò al Barone Berengario Cruyllas, e nel 1565 divenne marchesato con Girolamo Gravina-Cruyllas. Grazie alla famiglia Cruyllas divenne poi uno dei centri più potenti di tutta la Sicilia sud orientale e dell’intera Val Di Noto, crescendo fino al terremoto del 1693, che in parte lo rase al suolo. La ricostruzione iniziò nel 1700 ad opera di Ferdinando Francesco Gravina, principe di Palagonia, che ricostruì e restaurò gli edifici. La ricostruzione e lo sviluppo economico legato alle coltivazioni fecero quindi ripopolare il paese.

Francofonte contemporanea – Oggi, dopo uno stentato inizio riconducibile all’alba del XX secolo, la coltivazione dell’arancio Tarocco fa di Francofonte un centro rinomato, conosciuto in tutto il mondo.

Centro storico – Il centro, arroccato su una collina intorno alle costruzioni più antiche, è considerato uno dei più belli della Sicilia Orientale, con costruzioni piuttosto interessanti dal punto di vista architettonico, grazie anche all’opera di restauro degli edifici medievali effettuata nel 1700 in stile barocco.

Architettura Religiosa

  • Basilica di San Antonio Abate: è la chiesa Madre della città. L’origine si colloca tra la fine del XII sec. e l’inizio del XII. Nel 1570 don Antonio Brusca sostituì il culto di Sant’Antonio con quello della Madonna della Neve, diventata poi patrona della città. Al suo interno sono presenti molti dipinti degni di pregio, tra i quali uno attribuito a Pietro Novelli di Monreale, allievo del Caravaggio. Il terremoto del 1693 la distrusse quasi per intero, e la nuova chiesa venne ricostruita sullo stesso terreno. La struttura è in stile romanico, a croce latina con una torre campanaria nella parte centrale. Sui tre portali e sulle finestre, invece, si notano decorazioni di natura barocca. Al suo interno sono presenti quattro cappelle: quella del SS. Rosario, dove è possibile ammirare gli antichi conci arenari della chiesa precedente, la cappella dedicata alla Madonna della Neve, la cappella del SS. Sacramento e quella dedicata al culto del SS. Crocifisso, nella quale è allocato un altare in marmo policromo del 1700 voluto dalla famiglia Vassallo.
  • Collegio dei Canonici: si trova a sud della chiesa Madre, e dopo il 1866 assunse la funzione di sagrestia della stessa. Al suo interno, degna di nota, un’acquasantiera di età barocca sulla quale è collocata una statua in pietra bianca di Comiso raffigurante l’Agnus Dei. Da menzionare anche gli arredi in legno massiccio del 1700.
  • Chiesa di San Gerolamo: per tutto il 1600 era considerata la chiesa Madre della città. Secondo la tradizione, durante la festa di san Giuseppe, sulla sua scalinata si collocavano i banditori all’asta dei doni offerti dai devoti al Santo. Bellissimo il pavimento in ceramiche antiche di Caltagirone. La Chiesa è affiancata dalla Torre Campanaria con orologio del Cinquecento fermo dal 1990.
  • Chiesa del Carmine: è la seconda chiesa più importante del paese, dopo la chiesa Madre. Da notare, sopra il portone d’ingresso, una nicchia che custodisce una statua della Madonna del Carmine, sovrastata dalla cella campanaria. L’interno della strutta è composto da un’unica navata, con tre altari nella parte destra e due in quella sinistra, tutti del 1700. Sempre nella parte destra della chiesa una piccola nicchia apre l’accesso alla fonte battesimale, anch’essa del Settecento, e alla piccola cappella dedicata a San Sebastiano nella quale è custodito il fercolo del Santo con un baldacchino barocco. La pavimentazione attuale è in marmo e, secondo gli studi, sostituì quella originaria in ceramica. Degna di nota, infine, la nicchia sull’altare centrale, con la statua in legno della Madonna del Carmine risalente al 1756.
  • Chiesa della Santa Croce: denominata così poiché originariamente sul suo territorio era collocata una semplice croce in ferro. Venne edificata verso la fine del 1600 come cappella di culto per i contadini che percorrevano la zona per recarsi al lavoro nelle campagne. Nella chiesa i contadini usavano lasciare, in offerta, una parte di raccolto della giornata. È ubicata al centro delle quattro vie principali del centro storico e presenta una splendida cupola ricoperta di piastrelle blu, bianche e azzurre e coppi in ceramica verde. In origine il pavimento era stato realizzato con ceramiche di Caltagirone, purtroppo trafugate nel 1970.
  • Chiesa dell’Annunziata Extra Terra: della struttura si hanno notizie già dal 1500, ma non veniva utilizzata come luogo di culto per la vicinanza col torrente Canali che formava stagni malarici. Attualmente occupa una planimetria piuttosto ampia, con una scalinata frontale che le dona un notevole slancio. Presenta un unico portale sulla cui chiave è incisa la data del 1695, probabile data di ricostruzione dell’edifico dopo il terremoto che colpì la Val di Noto. L’interno è ad unica navata, con tre altari per lato quasi tutti non appartenenti al progetto originario ma di costruzione più recente, così come gli stucchi, il pavimento e la volta a botte.

Architettura Civile

  • Palazzo Gravina Cruyllas: ricostruito nel 1705 (e ultimato nel 1710), dopo il terremoto del 1693, per volere di Don Sebastiano Gravina sulle rovine dell’antico castello degli Alagona, fu concepito in origine come struttura a scopo difensivo ad opera di Artale Alagone, intorno al 1300. È una delle più belle strutture del Settecento presenti in Sicilia, anche  se presenta ancora delle parti di datazione medievale. Nell’Ottocento vennero sostituite le balaustre dei balconi con delle ringhiere in ferro e le aperture inferiori, che fungevano da finestre, furono trasformate in portoni d’accesso. L’unica apertura del progetto originario rimasta intatta è quella sulla parte sinistra della struttura. Il castello medievale presentava, inoltre, tre torri centrali, alle quali successivamente se ne aggiunsero altre otto, quattro per lato, ma l’evento sismico distrusse l’intero edificio ad eccezione di qualche piccola porzione delle torri centrali. Nel palazzo odierno, degno di nota, è sicuramente il cornicione che corona le tre facciate composto da un centinaio di mascheroni grotteschi tra i quali si legge la sigla M. G. S. A. H. T. F., non ancora decifrata ma che con molta probabilità si attribuisce ad un motto della famiglia Gravina-Cruyllas, principi di Palagonia.
  • Ponte Canali: situato tra la via Ripoli, chiamata dalla gente del posto ancheCalata de canali, e la strada comunale Costa-Canali, è stato ricostruito sul precedente ponte di origini settecentesche, che a causa  della campata troppo bassa, durante il periodo delle piogge invernali, si otturava sistematicamente. L’attuale ponte, edificato intorno al 1940, è costruito interamente in pietra lavica con un’unica campata ad arco a sesto ribassato. Sull’arcata a nord è scolpita la data 1938 e su quella a sud il Fascio Littorio.
  • Fonte Canali: ad essa probabilmente si deve il nome della città, derivato quindi dall’unione delle parole fonte e franca proprio perché questa era l’unica fonte alla quale si poteva attingere senza pagare dazio. Il nome Canali dato alla sorgente, invece, si riferisce  al fatto che originariamente l’acqua sgorgava dalla roccia e poi veniva convogliata attraverso l’utilizzo di canali. Con la realizzazione di una fontana in muratura intorno al 1500, fu quindi dato il nome di Fontana Grande, proprio in virtù delle sue grandi dimensioni. La struttura è in pietra arenaria, con tre grandi bocche d’acqua: alla sua destra si trova il vecchio lavatoio, ricostruito nel 1895, formato da 46 pile, le vaschette entro le quali poter lavare i panni.
  • Mulino Gessera: detto anche Capocanale o Canalicchio, fu costruito nel Cinquecento ad opera del marchese Ferdinando Gravina-Cruyllas. Molto interessante è il portone d’ingresso, in pietra arenaria, databile intorno agli inizi del XVII secolo.
  • Mulino Cardillo: venne edificato nel XVII secolo e rimase in funzione sino agli anni Venti. È costruito su due piani con un grande ingresso in pietra arenaria con arco a pieno centro. Un secondo ingresso si apre all’altezza del secondo livello. La sua macina muoveva l’acqua del torrente Canali attraverso un acquedotto pensile dotato di tre enormi vasche adibite alla raccolta delle acque. Gran parte della struttura originaria è andata distrutta nell’incendio del 1995.
  • Mulino dell’Ingegna: fu edificato per volere del marchese Ferdinando Gravina-Cruyllas nel 1581 a seguito della gran quantità di grano raccolto in quel periodo. Ha smesso di funzionare nel 1950 ed è stato distrutto in parte intorno agli anni Sessanta. Molto bello il percorso in lastricato precedente al 1693 al quale si accede dalla vicina strada comunale Giardinello.
  • Frantoio Anzalone: è il più antico fra quelli edificati a Francofonte, databile intorno al XVI secolo. Smise di funzionare negli anni Quaranta a seguito della crisi nel settore della coltivazione delle olive. Della struttura originale oggi si possono apprezzare soltanto due lati, uno dei quali dotato di porta d’ingresso e finestra.

Sono presenti altri edifici e monumenti storici di rilevanza culturale:

Chiesa dell’Angelo Custode; Orfanotrofio di Santa Rosa; Chiesa della Confraternita dell’Annunziata; Chiesa di San Francesco d’Assisi; Chiesa dello Spirito Santo; Chiesa di Sant’Agata nel Castello; Chiesa di San’Anna, ex Santa Maria di Gesù; Chiesa San Antonio di Padova; Monastero delle Benedettine; Chiesa del Purgatorio; Chiesa di San Cristoforo; Chiesa del Carmine Vecchio; Convento del Carmine Vecchio; Vico Pietro Di Bartolo; Fontana e lavatoio Giardinello; Portico di via Carmelo Ludicelli; Cortile sec. XVIII di Corso V. Emanuele n. 49; Cortile Milano; Frantoi Piazza Locatelli; Palmento Vassallo.

Siti Archeologici

  • Castello di Francofonte: la data di costruzione non è certa, ma si colloca orientativamente intorno al Trecento, quando sarebbe stata realizzata la torre centrale. Successivamente venne edificata la torre gemella ed il muro di cinta con le relative torri. Adibito ad abitazione dei signori feudali fino al terremoto del 1693, venne profondamente danneggiato, ad oggi rimangono solo alcuni resti.
  • Castello di Chadra: noto anche con il nome di Castello di Gadera, è un rudere dalle origini incerte, probabilmente riferibili al periodo della guerra tra angioini ed aragonesi. Strutturalmente è un baglio che sorge su un promontorio creato da un’ansa del torrente Canale. È  composto da una torre principale, un cortile rettangolare di forma irregolare e due fossati paralleli con funzione di difesa: di questi ultimi, quello più interno ha una profondità di circa quattro metri mentre il più esterno non è stato mai ultimato, presentandosi attualmente interrato. Della torre mastra rimangono oggi solo pochi pezzi: dai documenti storici si evince che aveva pianta cilindrica e si affacciava direttamente sul baglio, presentando tre piani ed un terrazzo merlato per un’altezza complessiva di circa 20 metri.
  • Castello di Ossena: databile intorno al 1300, i suoi resti si trovano su un promontorio solcato dal fiume Ossena. Fu costruito allo scopo di difendere l’insediamento sottostante, di origine arabo-normanna, della cui esistenza oggi sono testimonianza le grotte scavate nella roccia. Tra queste la più interessante è la Grotta dell’Oratorio, all’interno della quale si conservano dei resti di affreschi.
  • Necropoli Monte Roccarazzo: il sito conserva la sua struttura originaria soltanto nella parte centrale, perché danneggiato nel tempo dalla cava in pietra sovrastante e dallo spianamento per la coltivazione agricola. La necropoli custodiva una trentina di tombe prevalentemente a forno. Tra le strutture andate distrutte, gli studi evidenziano un tholos, con grande volta ad anello ed un giacimento di materiale litico.
  • Necropoli di Contrada Passanatello: risalente all’Età del Bronzo fu oggetto di studio dell’archeologo Luigi Bernabò Brea, grande studioso dell’archeologia classica siciliana.

L’economia della città è incentrata sulla produzione agrumicola, in particolare dell’arancia rossa, IGP dal 1997, soprattutto per quanto riguarda la varietà del Tarocco. I primi agrumeti vennero impiantati già nel 1500, modificando persino la struttura del territorio, prevalentemente collinare, al fine di rendere possibile lo sviluppo di tale coltivazione, notevolmente favorita dalle ottime condizioni climatiche. Altre produzioni di punta sono quelle dei cereali e delle olive. L’industria è sviluppata soprattutto nel campo dell’edilizia e della trasformazione alimentare che concerne prevalentemente gli agrumi.

Evoluzione demografica – Con riferimento ai dati Istat, l’evoluzione demografica di Francofonte, nell’arco di 150 anni, ha visto triplicare la popolazione, con le punte massime raggiunte nei primi decenni del XX secolo.

Etnie e minoranze – Gli stranieri residenti a Francofonte al 1° gennaio 2016 sono 403 e rappresentano il 3,1% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 60% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania (8,9%) e dalla Gambia (6,0%).

Biblioteche – Biblioteca Civica, via Scamporlino sn.; Biblioteca comunaleSebastiano Franco, via Onorevole Sebastiano Franco n. 55.

Cinema – Degno di nota il film Cursor girato e prodotto da Marco Castiglione nel 2016

Sacro e Profano  Festa di San Giuseppe. Si tiene il 19 Marzo. Caratteristica è l’estrazione a sorte, da parte del Comune, di tre persone che si trovano in condizioni di indigenza: i tre durante tutta la festa rappresentano la Sacra Famiglia, indossano vestiti tradizionali ed aureole e sfilano in processione. Per il pranzo, nella piazza principale viene per loro imbandita una tavola e nel pomeriggio vengono battuti all’asta i doni che durante il giorno i fedeli hanno offerto. Sagra del TaroccoPeriodo invernale. La manifestazione prevede la degustazione di lavorati a base di arancia rossa in versione dolce e salata. Lungo il percorso cittadino si ritrovano stand enogastronomici e di prodotti artigianali, oltre a spettacoli musicali ed eventi. Pasqua a Francofonte: nel paese si svolge, oltre al tradizionale Triduo, una suggestiva Via Crucis che la parrocchia di San Francesco mette in scena il mercoledì santo sin dal 1986. Festa di San SebastianoTerza domenica di Maggio. Il Santo, compatrono della città, è venerato in paese sin dal 1569. La festa è molto sentita dai devoti, che ricordano ancora oggi il miracolo della statua del Santo scampata al terremoto del 1693, sisma che distrusse quasi tutte le chiese. La città, decorata con luminarie artistiche e stoffe rosse, viene svegliata al mattino della festa con ventuno colpi di cannone. A questi segue il giro della banda musicale che invita i fedeli ad andare in pellegrinaggio a rendere onore al Santo nella Chiesa del Carmine. La nisciuta (uscita) di San Sebastiano avviene intorno a mezzogiorno, e ad essa segue la processione per le strade principali del paese accompagnata da uno splendido spettacolo di fuochi pirotecnici. Da menzionare i pilastrini che sostengono il fercolo, addobbati con mazzetti di grano, rito propiziatorio per la raccolta estiva del frumento. Festa della Madonna della Neve: in onore della patrona della città, si celebra il 5 Agosto. La festa religiosa è molto sentita tra i cittadini, che onorano sin dal primo agosto la patrona con canti, processioni, mostre e spettacoli. Il culmine della manifestazione è rappresentato dall’uscita del fercolo dalla Chiesa Madre, accompagnata dalla banda musicale del paese e da fuochi d’artificio. Segue la processione lungo le vie principale della città e il cosiddetto Giro dei Santi, una sfilata storica di costumi del Settecento. Il quadro della Madonna è dipinto su una tavola risalente al XV secolo rivestita in argento e decorata con angeli in rilievo. Festa di San Francesco: si svolge la prima domenica di Ottobre. Dopo la celebrazione il Santo viene condotto in processione per le vie del quartiere San Francesco. Durante la festa si svolge un mercato presso il quale è possibile acquistare prodotti locali  artigianali ed agroalimentari. Natale a Francofonte: caratteristici della città sono gli altarini (Ninnarò) che vengono costruiti dalle varie famiglie per rendere onore alla natività. Da menzionare i rizzogni, ossia i rametti di asparagi legati a coroncina con arance e mandarini che sormontano gli altarini.

Il prodotto sicuramente più rinomato di Francofonte è l’arancia rossa di Sicilia IGP, della quale il paese è uno tra i maggiori produttori insieme a Lentini e Carlentini. Tale agrume viene utilizzato in ogni sua parte. Buccia e succo, infatti, sono usate per la preparazione di diverse specialità, sia dolci che salate: succhi di frutta; liquori; marmellate; bucce candite, caramellate, aromatizzate al cioccolato. Con l’arancia si preparare anche un’ottima insalata condita con olio, sale, peperoncino e cipollina fresca. Ma non mancano altre prelibatezze tipiche del territorio: la cuccìa, una minestra di ceci, ricotta, frumento e miele che per tradizione viene gustata il giorno di Santa Lucia, ovvero il 13 dicembre. Da menzionare anche le impanate, ossia dei lievitati in pasta di pane infornato e farcito con verdure e ricotta. La Pignolata, invece, è un dolce che si prepara in occasione della festa dedicata a San Giuseppe: consiste in un impasto fritto e passato nel miele o nello zucchero. Tra le specialità natalizie troviamo poi le crispelle ripiene di uva passa o di ricotta e fritte nell’olio o nello strutto.

  • Matteo Gaudioso (1892 -1985), Scrittore e Politico Italiano. Partecipante attivo del primo conflitto mondiale, rimase prigioniero a Caporetto. Proprio durante la prigionia diede vita al suo primo scritto, cioè Francofonte ricerche e considerazioni storiche. Finita la guerra si dedicò agli studi universitari, conseguendo due titoli di laurea, in Giurisprudenza ed in Lettere. Nel 1931 assunse la direzione dell’Archivio di Catania. Per le sue idee democratiche non fu ben visto dal movimento fascista, che lo trasferì all’Archivio di Stato di Firenze, da lui poi presieduto fino al 1945. Dal 1953 al 1963 assunse il ruolo di deputato in Parlamento per il Partito Socialista, occupandosi di Beni Culturali e Pubblica Istruzione. Importantissimo il suo impegno nell’antimafia che lo vide tra i protagonisti per la costituzione della Commissione Parlamentare Antimafia. Tra i suoi scritti più importanti sono da menzionare: Natura giuridica delle autonomie cittadine del Regnum Siciliae (1952), La questione demaniale a Francofonte (1969) e Francofonte formazione urbanistica e sacra (1970).
  • Gianfranco Randone (1970), Cantautore. Dal 1998 componente del gruppo Eiffel 65. Vincitore di tre dischi di platino negli USA e di un disco di diamante in Francia, oltre che del triplo platino in Germania, Inghilterra ed Australia.

Come arrivare

In auto da Catania, imboccare la E45 e la Strada Statale 194/SS194 in direzione “Via Onorevole Sebastiano Franco a Francofonte”, per poi prendere l’uscita verso Francofonte. L’aeroporto più vicino è quello di Catania – Fontanarossa, che dista dalla città 42 Km. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Lentini, distante circa 17 km. Per raggiungere Francofonte in autobus è possibile servirsi dell’AST, Azienda Siciliana Trasporti, o delle linee Sais e Interbus.

Mobilità urbana – Il servizio di trasporto urbano è gestito dall’AST – Azienda Siciliana Trasporti.

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