Identità Castelmola

Amministrazione

SINDACO

Antonino Orlando Russo

In carica dal: 12/06/2017

Deleghe:

Sito istituzionale

www.comunecastelmola.gov.it

Ing. Angelo D'Agostino

Deleghe:

Vice Sindaco – Servizi Cimiteriali – Autoparco – Protezione Civile

Arch. Eleonora Cacopardo

Deleghe:

Urbanistica – Cultura – Sport, Turismo e Spettacolo – Borghi più Belli d’Italia – Attività Produttive – Ufficio Europa – Arredo Urbano – Energie Rinnovabili ed Efficientamento Energetico – Politiche Giovanili – Pubblica Istruzione

Daniele Brunetto

Deleghe:

Manutenzione e Salvaguardia del Territorio

Castelmola, Borgo montano

Attraverso una strada sterrata è possibile raggiungere a piedi dal paese le pendici del Monte Venere, ad un’altezza di 900 m. Dal monte si gode un panorama spettacolare della Sicilia orientale e della Calabria.

Il Castello di Castelmola: i resti del Castello poggiano su di uno sperone di roccia che sovrasta il piccolo abitato medievale e dal quale si gode una fra le visuali più suggestive di Sicilia. Castelmola ha rappresentato una sorta di seconda acropoli per l’abitato di Taormina e probabilmente avrà svolto tale funzione durante i due assedi musulmani di Taormina nel 902 e nel 962 d.C. Dell’originario sistema difensivo oggi si intravedono solo tracce di una bassa cinta muraria; nello specifico, è visibile un paramento in pietrame calcareo e lavico in cui si apre un grande arco a tutto sesto, probabilmente la porta di accesso principale all’abitato. Oltrepassata la porta, sulla destra una scala conduce alla parte sommitale che ospita il ridotto fortificato. I pochi ruderi superstiti restituiscono l’aspetto di una fortezza incentrata su di un imponente torrione che in direzione ovest precipita direttamente nella valle sottostante. Da questo torrione ha inizio la cinta muraria principale, della quale rimangono alcuni monconi.

Il nome originario era Mola, che indica la macina del mulino. L’attuale denominazione risale al 1862, ma il paese ha origini antichissime. Durante la guerra fu più volte bombardato a causa di una stazione radio tedesca nel mirino degli alleati installata dai nazisti presso il castello cinquecentesco, le cui rovine si possono ammirare tuttora su uno sperone di roccia.

Tra le architetture di maggiore interesse storico-artistico spicca poi la chiesa di San Giorgio, del XVII secolo, che custodisce al suo interno opere d’arte quali una statua lignea dell’Immacolata del Settecento e due tele del XVII secolo: la Madonna del Rosario con i Santi Domenicani e Francescani e la tela Padre Eterno ed Immacolata. La chiesa madre di San Nicolò di Bari, in piazza Duomo, eretta anticamente e ricostruita nel 1934, custodisce al suo interno la tela della Madonna in trono col Bambino tra San Rocco e San Michele, del Cinquecento, e la tela di San Michele del Settecento. La chiesa di San Biagio fu la prima ad essere edificata in paese dopo l’arrivo di San Pancrazio a Taormina; la chiesetta è incastonata tra le rocce della montagna di Castelmola ed è dedicata al Santo che viene invocato contro il mal di gola.

L’economia locale attualmente si basa sull’agricoltura, specializzata nella coltivazione di agrumi, olive, fichi d’India, uva e naturalmente grano, mentre il settore zootecnico è incentrato sull’allevamento bovino ed ovino. La popolazione è dedita anche all’artigianato: caratteristici sono la lavorazione del legno ed i ricami.

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Sacro e Profano – È tradizione popolare, nel giorno in cui si festeggia San Biagio, cospargere di cenere le gole dei bambini.

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Come arrivare

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