Identità Carlentini

Amministrazione

SINDACO

Giuseppe Stefio

In carica dal: 11/06/2018

Deleghe:

Personale – Polizia municipale – Politiche sociali e tutte le deleghe non assegnate agli assessori

Sito istituzionale

www.comune.carlentini.sr.it

Salvatore Mangiameli

Deleghe:

Vicesindaco – Edilizia scolastica – Protezione civile – Istruzione – Sport -Turismo – Verde Pubblico – Patrimonio e Decentramento

Massimo Favara

Deleghe:

Urbanistica – Piano regolatore generale e Sanatoria – Affari cimiteriali – Politiche giovanili

Sebastiano Nardo

Deleghe:

Lavori pubblici – Attività Produttive – Igiene e Sanità – Ecologia – Agricoltura

Maria Rosa Ripa

Deleghe:

Bilancio – Entrate tributarie – Contenzioso – Pari opportunità – Affari generali

Carlentini, la Città di Carlo V

La Casa dello Scirocco, risale all’età romana ed è un edificio ricavato in un’ampia grotta, ubicata poco lontano dal centro storico. Nel XVIII secolo, ai tempi della famiglia baronale dei Corbino, fu luogo di convegni amorosi, prima di essere dismessa per loro stesso volere. Negli anni Ottanta del Novecento la casa è stata restaurata e vincolata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali per le particolarità architettoniche dell’edificio che vanta, oltre alle terme, un sistema di circolazione delle acque progettato per far fronte alla calura estiva e mantenere il fresco.

Toponomastica – L’origine del nome della città è strettamente legato alla vicina Lentini. Nel 1551, il viceré Giovanni De Vega, fondò la città di Carlentini e così la denominò in onore dell’imperatore Carlo V, come “la Lentini di Carlo”.

Origini – La presenza umana nel territorio è documentata già durante l’età del bronzo; in quest’epoca il territorio a Nord di Siracusa ospitava popolazioni che vivevano in cavità rocciose situate nelle propaggini nord occidentali degli Iblei. Intorno al 1200 a.C. giunseroSiculi da nord ovest e popolarono la zona costruendo i primi insediamenti in forma di villaggio; uno di questi villaggi si sviluppò nel primitivo centro abitato, sorto presso il Colle della Metapiccola ed il sito archeologico di Leontinoi. L’area fu invasa dai greci nel 729 a.C., questi colonizzarono l’intera area e vi stabilirono avamposti strategici; nel 214 a.C. fu la volta dei romani, dei quali rimangono svariate testimonianze archeologiche. Dopo la caduta di Roma, la zona venne occupata dai Bizantini (III-IV secolo d.C.), che convertirono al Cristianesimo le popolazioni locali. A testimonianza di ciò, sono stati rinvenuti alcuni Oratori rupestri posti nelle aree montuose attorno a Carlentini, in particolare presso l’antico sito di Leontinoi. La storia del borgo è però relativamente recente: esso fu infatti fondato nel 1551 per volere dell’imperatore Carlo V e per opera del viceré Giovanni de Vega. Il proposito era quello di creare una fortificazione che proteggesse la vicina Lentini e l’area in generale, vessata dalle scorrerie ottomane che imperversavano all’epoca sulla Sicilia; nacque così Carlentini. Nel 1630 la città passò nelle mani del Conte Nicolò Placido Branciforte Lanza che ne favorì l’espansione edilizia, iniziò ad abbellire i luoghi sacri e promosse l’avvento di famiglie nobili sul territorio, affinché vi stanziassero le proprie dimore. L’11 Gennaio 1693 anche Carlentini fu colpita dal terribile sisma che distrusse la Val di Noto, tuttavia i danni risultarono piuttosto contenuti. La città avviò presto l’opera di ricostruzione e, già nei primi del settecento, iniziò a rifiorire e ad attirare abitanti dai paesi vicini, soprattutto da Lentini, ancora semidistrutta. I numerosi privilegi di natura economica concessi al borgo fortificato, ne favorirono il rapido popolamento e diedero luogo alle prime dispute con la vicina città di Lentini che si protrassero per quasi un secolo, per questioni di politica economica e, in seguito, di possesso del territorio.

Carlentini contemporanea – Dopo una lunga contesa amministrativa con Lentini, durata circa settant’anni, nel 1857 Carlentini raggiunse l’autonomia e la concessione di un proprio territorio, comprendente anche la borgata di Pedagaggi. L’Ottocento fu anche un secolo di edificazione di opere pubbliche quali strade, uffici, condutture per l’acqua, dell’istituzione della scuola ed in genere dell’attuazione di una politica di promozione dello sviluppo economico dell’area che si consolidò nel primo Novecento soprattutto con l’industria dei mulini. Il 13 Dicembre 1990 Carlentini venne colpita duramente dal cosiddetto Terremoto di Santa Lucia che ebbe il più alto numero di vittime e vide distrutte molte abitazioni e luoghi sacri; la città fu messa in ginocchio.

Centro storico – Il patrimonio storico-artistico del borgo racchiude tuttora, nel centro storico, edifici ed opere antecedenti il terremoto del 1693. Tra queste si segnalano alcuni tratti dell’originaria fortificazione, costituiti dalla cinta muraria e da due torrioni ubicati nella via Nazionale, mentre un terzo è stato rinvenuto solo recentemente, in seguito al terremoto che ha colpito l’isola nel 1990. Sono invece scomparse le tre porte di accesso alla città, indicate dalle antiche mappe sei e settecentesche di Carlentini. Il punto focale del centro cittadino è oggi rappresentato dalla Piazza Armando Diaz, su cui si affaccia l’elegante Municipio cittadino, attraversata dalle Vie Cavour, Roma e Marconi, sulle quali sono presenti i principali edifici storici di Carlentini.

Architettura Religiosa

  • Arcipretura Immacolata Concezione, si tratta di un edificio relativamente moderno, costruito negli anni ’50 del ‘900 ed aperto al culto nel 1961. La grande facciata divisa in due ordini orizzontali ospita un grande portone centrale e sei pilastri a sostenere l’ordine superiore, sul quale si aprono cinque grandi finestre e un frontone triangolare. La torre campanaria è ornata da un grande orologio meccanico.  All’interno la chiesa è divisa in due navate, con raffigurazioni pittoriche di assoluto rilievo sul vecchio e nuovo testamento. La pala d’altare che sovrasta l’altare maggiore raffigura il volto di Cristo e i quattro evangelisti.
  • Chiesa di San Sebastiano, si tratta di un’antica chiesa edificata immediatamente dopo il terremoto del 1693; d’aspetto elegante seppur semplice ed austero; ha una piccola scalinata che conduce ad un portale d’ingresso arcuato, con due pilastri ai lati. Un croce lignea è posta sul vertice dell’edificio.
  • Chiesa di Roccadia, un tempo parte del Palazzo Riso, fu edificata in epoca medievale dai Francescani dell’Abbazia della Sambucina, presso la contrada denominata Cummintazzu. Crollata una prima volta nel ‘400 e una seconda nel 1693, a causa del violento terremoto che distrusse la Val di Noto, fu ricostruita in stile barocco settecentesco. La facciata è finemente scolpita a gradoni e divisa in due ordini orizzontali. Il portale centrale ha un aspetto molto semplice, sormontato da un arco e da una croce; lateralmente si aprono due belle finestre incassate. All’interno la chiesa è ad unica navata, vi si può ammirare uno splendido altare maggiore marmoreo settecentesco, al di sopra l’icona medievale della Madonna di Roccadia, una delle opere d’arte più importanti della provincia aretusea.

Architettura Civile

  • Palazzo Matarazzo – Scalia, edificio nobiliare di grande eleganza, possiede una facciata di colore rosso, divisa in due ordini orizzontali con un grande portone arcuato affiancato da due splendide colonne, un arco sovrastante arricchito da decorazioni in bassorilievo. L’interno, spazioso ed elegante, presenta un cortile raggiungibile anche dalla traversa laterale adiacente la chiesa dell’Immacolata. Oggi è adibito ad abitazione privata.
  • Palazzo Municipale, si tratta di un edificio quanto mai bello e grandioso nella concezione. Si affaccia su piazza Armando Diaz, dominandola dalla parte orientale. Costruito nel XIX secolo, ha un aspetto neoclassico che fu modificato nel 1876. La facciata è divisa da una trabeazione centrale, solcata da otto pilastri che vanno ad inquadrare portali e finestre. L’ordine inferiore della facciata presenta un portale centrale, con decorazioni in bassorilievo nell’architrave superiore, e due portoni laterali. Di fianco ai portali, si aprono quattro finestroni rettangolari inquadrati da pilastri scanalati a gradoni. Un grande balcone è posto al centro dell’ordine superiore con sopra lo stemma della città. Una bella merlatura cinge la sommità della facciata, dove possiamo notare la torre dell’orologio. All’interno sono ospitati gli uffici comunali, decorati con finissimi affreschi ottocenteschi.
  • Palazzo Beneventano-Modica, edificio neoclassico, è dotato di una imponente facciata nella quale si inseriscono quattro enormi pilastri che attraversano due ordini orizzontali. Al centro dell’ordine inferiore sta l’elegante portale arcuato, adornato da bassorilievi a tema floreale, inquadrato da due colonne a capitello ionico che sorreggono il balcone centrale; l’ordine superiore è composto da tre grandi balconi, quello centrale ha un’elegante apertura rettangolare sormontata da un timpano semicircolare al cui interno è posto un bassorilievo a forma di conchiglia. I due balconi laterali, sorretti da due eleganti mensoloni hanno un’apertura rettangolare e sono sormontati da travoni riccamente decorati da ghirlande floreali. L’edificio è oggi frazionato e adibito ad abitazioni private ed esercizi commerciali.

Sono presenti altri edifici e monumenti storici di rilevanza culturale:

Chiesa Santa Maria degli AngeliChiesa Maria SS della StellaChiesa Madonna delle GraziePalazzo Matarazzo – San Giuliano.

Siti Archeologici

  • Parco Archeologico di Leontinoi, antica città ellenica che si estende sulColle Metapiccola; il complesso comprende una necropoli monumentale, posta a sud del sito, e parte delle rovine della città comprendenti anche la cosiddetta Porta Siracusana. Altre rovine sono visibili presso la limitrofa Valle di Sant’Eligio in cui è posta una vasta Necropoli. Presso l’area della Valle Ruccia sotto Carlentini e l’area del Colle Ciricò, si rintracciano altri ruderi, perlopiù insediamenti rurali e terrazzamenti.
  • La Casa dello Scirocco, risale all’età romana ed è un edificio ricavato in un’ampia grotta, ubicata poco lontano dal centro storico.

Nel XX secolo è soprattutto l’agricoltura a svilupparsi con le coltivazioni intensive degli agrumi ed in particolare delle arance; tale settore, fondamentale per l’economia locale, entrò in crisi nella seconda metà del secolo: la frammentazione dei terreni in piccole proprietà e l’assenza dell’associazionismo a tutela dei piccoli proprietari, costituirono ostacoli significativi allo sviluppo del territorio. Negli ultimi anni la produzione degli agrumi ha conosciuto rinnovata vivacità e contribuisce nuovamente all’economia carlentinese, coadiuvata altresì dal settore turistico, con la valorizzazione delle risorse naturali e dei beni culturali, e dal sotto comparto costituito dalle aziende agrituristiche, anch’esse in rapida ascesa.

Evoluzione demografica – Alla caduta dei borboni e la susseguente annessione al Regno d’Italia (1861), Carlentini era una piccola città di 4.900 abitanti. Il dato è cresciuto molto rapidamente grazie all’intensa opera infrastrutturale operata dal Regno Sabaudo. Nel 1901 la popolazione era quasi raddoppiata, attestandosi a 8.604 residenti. La crescita non si arresta e già negli anni del primo dopo guerra,1921, nuove rilevazioni fanno registrare un numero di abitanti pari a 11.165. L’incremento della popolazione è stato costante per tutto il novecento così nel 1961 si registrano 12.617 abitanti, 13.844 nel 1981 fino ad arrivare, oggi, ad una popolazione residente di 17.901.

Etnie e minoranze – La popolazione straniera residente nel paese si  attesta ad una quota di 265 unità per la gran parte provenienti dalla Romania.

Musei – La Casa Museo di Carlentini è un importante spazio museale, dedicato ai fossili marini, situato in un edificio di Piazza Felice Cavallotti.

Biblioteche – La biblioteca comunale di Carlentini è situata in via Dello Stadio.

Teatri –  Il teatro comunale di Carlentini è ubicato in via Dello Stadio.

Sacro e Profano – Festa di San Giuseppe: i festeggiamenti del Santo Patriarca iniziano il 9 marzo con la Novena di San Giuseppe; un periodo dedicato ai riti liturgici e alla preparazione dei fedeli al sacro evento. Il 19 marzo viene celebrata la messa solenne della sera, al termine della quale, viene esposto il simulacro del Santo. La domenica immediatamente successiva al 20 marzo, si tiene la festività esterna; dalle ore 8 del mattino vengono sparate 21 salve di cannone che danno il via alle solenni messe mattutine. Alle 11 la statua del santo viene condotta in processione (la processione diurna) per le vie cittadine, il ritorno in chiesa è previsto per mezzogiorno. Nel pomeriggio si tiene la tradizionale asta di san Giuseppe con la vendita dei prodotti tipici carlentinesi, il ricavato è devoluto in beneficenza. Alle ore 18 la messa solenne, seguita dalla processione serale. Alle 20 e 30 la statua fa ritorno in chiesa fra scampanii e spettacoli pirotecnici a conclusione dell’evento. Festa di Santa Maria della Stella, si tiene ogni anno nel giorno di ferragosto (15 agosto); dall’11 al 14 agosto si svolgono riti religiosi ed eventi mondani, quali spettacoli musicali e fiere enogastronomiche. Alla vigilia della festa, il 14 agosto, da Militello in Val di Catania, giunge un’importantissima  reliquia attribuita alla Madonna. Il 15 la città è svegliata da 21 colpi di cannone, segue la messa solenne e, alle 9, la sfilata della banda musicale che si esibisce lungo le strade del paese. L’uscita del simulacro è prevista per le ore 11, con la processione diurna che si conclude alle 12 e 30. Alle ore 18 in programma, un piccolo concerto ad opera della banda musicale in Piazza Madonnina del Grappa; quindi la messa serale delle 19 precede la processione serale che percorre le vie cittadine; chiude la celebrazione il ritorno in chiesa e lo spettacolo pirotecnico. Festa di Santa Tecla, si celebra in due diverse date; la terza domenica di ottobre (festa esterna) e il 10 gennaio (festa liturgica). La Festa di Santa Lucia, preceduta da un triduo di preparazione, ha luogo l’ultimo sabato di agosto. Già dal mercoledì si celebrano messe solenni. Il Sabato mattina, alle ore 8, la città si sveglia con 21 salve di cannone che segnano l’inizio della festività caratterizzata da continui pellegrinaggi fino all’edicola di Santa Lucia. Alle 19, la Messa solenne e poi la processione; alle 22 ha luogo uno spettacolo musicale in Piazza Armando Diaz; alle 24 il ritorno in chiesa, tra applausi e tripudio popolare, tra gli scoppi dei fuochi artificiali, lo scampanio e il suono della banda. Rassegna Teatro Scuola, la manifestazione si svolge presso lo splendido scenario del parco archeologico, ogni anno tra maggio e giugno. Si tratta di una serie di rappresentazioni di opere classiche. Premio culturale Leone d’Argento e Francesco Favara Adorni, si tratta di una manifestazione annuale nella quale sono premiati i cittadini carlentinesi che hanno avuto successo nel mondo delle arti o delle professioni, dando lustro alla città. Rassegna dei sapori antichi carlentinesi, manifestazione realizzata con finalità benefiche che si svolge ogni anno l’ultimo fine settimana di settembre, con esposizioni e degustazioni di prodotti locali; una rassegna enogastronomica di grande interesse che si conclude con la tradizionale asta di beneficenza. Rassegna Agroalimentare Pedagaggese e Sagra del Fico d’India, si tiene ogni anno ad ottobre e mette in scena i prodotti agroalimentari della città. Dai formaggi agli insaccati, dagli agrumi al fico d’india; la sagra è un caleidoscopio di sapori e colori.

La cucina tradizionale carlentinese è molto varia, si giova dei frutti della terra, della vicinanza alla piana di Catania e della tradizione culinaria aretusea. Tra i piatti tipici ritroviamo: i cavatieddi, pasta casareccia schiacciata servita col sugo di maiale; prodotti dell’allevamento, particolarmente rinomati gli insaccati ed i formaggi; prodotti da forno come il pane casareccio, i cudduruna, le focacce e le pizze cotte nel forno a pietra. Ad uno dei prodotti della terra, Carlentini dedica una sagra: si tratta del Fico D’India, un frutto col quale si produce anche una gustosa marmellata e la mostarda di Fichi d’India di Pedagaggi. La pasticceria locale offre i cicilei, pane dolce con l’uovo sodo all’interno, i cassateddi con la ricotta, i mustazzola, a base di miele e mandorle.

  • Francesco Favara Adorni, medico.

Come arrivare

Carlentini dista 45 km da Catania ed è raggiungibile tramite la A18 Catania – Siracusa – Gela, imboccando l’uscita per Siracusa-Floridia-Solarino e uscendo allo svincolo Lentini-Carlentini. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Piazza del Commercio della limitrofa Lentini. L’aeroporto più vicino è quello di Fontanarossa (Catania).

Mobilità urbana – Il servizio autobus di mobilità urbana è garantito dall’azienda AST.

Back to top button