Regione Sicilia

La Sicilia è una Regione a Statuto speciale, dotata di ampia autonomia, sia politica che amministrativa e finanziaria.

Le spinte separatiste, hanno da sempre caratterizzato la storia politica siciliana. All’indomani dello sbarco alleato del luglio 1943, difatti, il Movimento Indipendentista Siciliano, uscito dalla clandestinità che lo aveva caratterizzato durante il periodo fascista, chiese l’affrancamento della Sicilia dal Regno d’Italia e costituì un’organizzazione paramilitare, l’Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia (EVIS) guidato da Antonio Canepa.

Lo statuto speciale siciliano, fu emanato da Re Umberto II il 15 maggio 1946 proprio allo scopo di frenare il MIS; si diede vita alla Regione Siciliana ancor prima della nascita della Repubblica Italiana. I padri fondatori dello statuto siciliano sostennero una sostanziale pariteticità, ma non antiteticità, giuridica, storica e politica tra il popolo siciliano e il popolo italiano. Non a caso la Sicilia è l’unica regione d’Italia in cui l’organo legislativo è anche chiamato parlamento.

 

Lo statuto speciale e le competenze esclusive

La Regione ha competenza esclusiva su una serie di materie tra le quali: beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali, ambiente, turismo, polizia forestale. Ogni modifica allo Statuto speciale, trattandosi di legge costituzionale, è sottoposta alla cosiddetta procedura aggravata, cioè ad una doppia approvazione, a maggioranza qualificata, da parte delle Camere.

La Bandiera e lo Stemma della Regione Siciliana presentano i colori giallo e rosso, divisi in diagonale, con al centro il Triscele e il Gorgoneion.

L’Inno Ufficiale, è stato  composto da Vincenzo Spampinato ed eseguito per la prima volta dall’Orchestra Sinfonica Siciliana; Madreterra, nel 2003, è stato il primo inno ufficiale ad essere adottato da una regione italiana.

  • Coordinate Cap. 37°30’00” N
  • Coordinate Cap. 14°00’00” E
  • Altitudine 3.340 m s.l.m
  • Superficie 25.832,39 km²
  • Abitanti 5.055.925
  • Densità 195,72 ab/km²
  • Liberi Consorzi 6
  • Città Metropolitane 3
  • Comuni 390

Suddivisione amministrativa

Anticamente il territorio era suddiviso in Val di Mazara, Val di Noto e Val Demone. All’inizio del XX secolo le province erano sette: Castrogiovanni, poi Enna, e Ragusa hanno raggiunto lo status di capoluoghi solo, rispettivamente, nel 1926 (dallo smembramento delle province di Catania e Caltanissetta) e nel 1927 (con l’acquisizione di parte dei comuni delle provincia di Siracusa). Agrigento si chiamava Girgenti. Le nove province regionali, furono istituite negli anni settanta come consorzi di comuni; in precedenza, nel 1946, lo Statuto aveva sancito l’abolizione delle amministrazioni provinciali. Ad oggi la Sicilia è ripartita in 390 Comuni, riuniti in 6 Liberi consorzi comunali e 3 Città Metropolitane che esercitano funzioni di coordinamento, pianificazione, e controllo in materia territoriale, ambientale, di trasporto e di sviluppo economico.

I liberi consorzi comunali della Sicilia sono: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani; comprendono i territori che furono delle Provincie Regionali. La città metropolitana di Palermo si estende su una superficie di 5.009.28 km² e comprende 82 comuni. È la quinta città metropolitana italiana per popolazione e la terza per dimensioni. Il suo territorio coincide con quello della ex Provincia di Palermo. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell’ex Provincia regionale di Catania. La città metropolitana di Messina si estende su una superficie di 3 266,12 km²; è stata istituita con la legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015 e il suo territorio coincide con quello della soppressa Provincia regionale di Messina. Con i suoi 108 comuni, è la prima per suddivisione territoriale davanti agli altri liberi consorzi comunali e città metropolitane siciliane.

Amministrazione

L’organo legislativo è costituito dall’Assemblea regionale siciliana, quello esecutivo dal Presidente della Regione Siciliana e dalla Giunta regionale, composta da 12 assessori regionali che, dal 2001, possono anche non essere deputati all’ARS. L’Assemblea regionale siciliana ha sede a Palermo, presso il Palazzo dei Normanni. Il parlamento siciliano, nato nel 1130, è considerato il più antico d’Europa. La presidenza della Regione ha sede a Palermo, presso Palazzo d’Orleans.

Il Presidente della 59ª Giunta della Regione, eletto il 18 novembre 2017, è Nello Musumeci, candidato ufficiale del movimento#Diventerà Bellissima, sostenuto da 5 liste: Forza Italia, #Diventerà Bellissima, Unione di Centro, Popolari e Autonomisti e Fratelli d’Italia – Noi con Salvini . Nato a Militello in Val di Catania il 21 Gennaio 1955, ha ricoperto il ruolo di eurodeputato dal 1994 al 2009 e sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel 2011 nel governo Berlusconi IV. Laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università Kore di Enna, ha lavorato come bancario nel Gruppo Unicredit ed è giornalista pubblicista. Ha insegnato all’Istituto superiore di giornalismo di Acireale ed è autore di saggi storici sulla Sicilia del Novecento. Il 23 maggio 2013 viene eletto all’unanimità Presidente della Commissione regionale antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana. Propone la creazione di un osservatorio europeo sul fenomeno delle mafie e chiede l’istituzione dell’ora della legalità per educare all’onestà i giovanissimi facendo cultura della legalità nelle scuole. Nel settembre 2014 Musumeci è tra i fondatori del movimento civico siciliano “#Diventerà bellissima”.

Siti Istituzionali

www.ars.sicilia.it
www.regione.sicilia.it

Giunta regionale

Armao Gaetano

Vicepresidente

Bandiera Edgardo

Assessore all’agricoltura

Codardo Salvatore

Assessore al territorio e all’ambiente

Falcone Marco

Assessore alle infrastrutture e alla mobilità

Grasso Bernadette Felice

Assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica

Ippolito Maria

Assessore alla famiglia, politiche sociali e lavoro

Lagalla Roberto

Assessore all’istruzione e alla formazione professionale

Pappalardo Sandro

Assessore al turismo, allo sport e allo spettacolo

Razza Rugero

Assessore alla salute

Turano Girolamo

Assessore alle attibità produttive

Sicilia, Isola della Cultura

Il territorio regionale è costituito dall’isola omonima, la più estesa d’Italia e del Mar Mediterraneo, dagli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie, dalle isole di Ustica e Pantelleria. È bagnata a nord dal Mar Tirreno, a ovest dal Canale di Sicilia, a sud dal Mar di Sicilia, a est dal Mar Ionio e a nord-est dallo stretto di Messina che la separa dalla Calabria. Nell’antichità la Sicilia assunse il nome di Trinacria o Triquetra a causa della sua forma triangolare.

Geologia – La Sicilia appartiene alla placca Siculo Iblea che fa parte della placca africana e, nella parte nord-orientale, alla placca euroasiatica. Lo scorrimento della placca africana, che per subduzione si immerge sotto quella euroasiatica, ha determinato la creazione dei rilievi montuosi della regione, nonché la presenza di frequenti attività sismiche sia di origine tettonica che vulcanica.

Rilievi montuosi – È una regione prevalentemente collinare (per il 61,4% del territorio), per il 24,5% è montuosa e per il restante 14,1% è pianeggiante. Nelle Madonie sorge la seconda vetta più alta dell’isola, il Pizzo Carbonara (1.979 metri). Al centro della Sicilia vi sono i Monti Erei sui quali si trova, a 948 metri di altezza, la città di Enna; nella fascia sud-orientale, tra la provincia ragusana e quella siracusana, troviamo i Monti Iblei. Ad ovest sorgono i Sicani e i monti che circondano la Conca d’Oro, la pianura su cui si estende Palermo. Ad est si erge la cima innevata dell’Etna, alto 3.343 metri.

Vulcani – La regione e le isole circostanti sono interessate da un’intensa attività vulcanica. I principali vulcani sono: l’Etna, lo Stromboli e Vulcano. Appartengono a tre tipologie differenti: eruzioni di lave basaltiche intervallate a periodi di calma il primo; eruzioni continue e fontane di lava, il secondo; il terzo è di tipo esplosivo, alterna lunghi periodi di calma apparente ad improvvise eruzioni. Da ricordare anche il Marsili, l’edificio vulcanico sottomarino più grande del vecchio continente. Il complesso si eleva per circa 3.000 metri dal fondo marino, raggiungendo la quota di circa 450 metri al di sotto del mar Tirreno sud-orientale. Gli eventi franosi sottomarini generati dalle violente eruzioni di tipo esplosivo, rendono il Marsili una delle principali e costanti fonti tsunamigenetiche dell’intero mar Tirreno.

Fiumi e laghi – I fiumi siciliani hanno portata ed estensione limitate. Quelli appenninici, a nord, presentano un carattere torrentizio e in estate sono spesso in secca. Gli unici corsi d’acqua che raggiungono delle dimensioni considerevoli sono l’Imera Meridionale e il Simeto che insieme all’Alcantara, l’Agrò, il Ciane e l’Anapo sfocia nel Mar Ionio; l’Imera Settentrionale e il Torto nel Tirreno mentre il Platani, l’Imera Meridionale (o Salso) e il Belice nel canale di Sicilia. Ad eccezione del Lago di Pergusa e di quello semi-artificiale del Biviere di Lentini, la Sicilia è priva di laghi naturali. La costruzione di dighe ha creato grandi invasi artificiali, come il lago dell’Ancipa e il lago Pozzillo. Vanno ricordati anche il lago Arancio, il lago di Ogliastro e di Santa Rosalia, il lago di Piana degli Albanesi.

Coste – A nord, le coste risultano alte e rocciose, si affacciano sul Mar Tirreno e presentano ampie insenature: i golfi di Castellammare del Golfo, di Palermo, di Termini Imerese, di Patti, di Milazzo. Ad est la costa ionica risulta più varia: strette spiagge di ghiaia fino a Taormina, fra la foce del fiume Alcantara e Riposto; la costa appare frastagliata verso sud, con insenature e baie come quella di Giardini Naxos; lavica come ad Acireale, costituita da aspre scogliere basaltiche fino a Catania. Il golfo di Catania presenta una spiaggia di sabbia dorata, segue una costa rocciosa ricca di fiordi. L’ampia baia di Augusta ospita il più grande porto commerciale della Sicilia, il golfo di Siracusa con una costa sabbiosa fino a Capo Passero. A sud il litorale è perlopiù sabbioso ed uniforme nella parte centrale ovvero in corrispondenza del golfo di Gela, si presenta invece vario nel ragusano e nei tratti dell’ agrigentino e del trapanese.

Isole minori – I principali gruppi di isole del grande arcipelago della Sicilia sono le Eolie, le Egadi e le Pelagie; le isole dello Stagnone e le isole Ciclopi, invece, costituiscono due piccoli arcipelaghi rispettivamente a ovest e a est dell’isola siciliana, di fronte le coste di Marsala, nel trapanese, e di Aci Trezza, nel catanese. Ustica e Pantelleria, nel mar Tirreno e nel canale di Sicilia, formano due distinti comuni delle province di Palermo e Trapani. I centri storici di Siracusa ed Augusta sono situati su due isole collegate alla terraferma.

Clima – Il clima della Sicilia è generalmente mediterraneo, con estati calde ed inverni miti e piovosi, le stagioni intermedie risultano mutevoli. Sulle coste, meridionali il clima risente delle correnti africane, le estati possono essere torride. Lungo la costa tirrenica e nelle zone interne, gli inverni possono risultare rigidi e tipici del clima continentale. La neve cade abbondante al di sopra dei 900-1.000 metri. I monti interni, in particolare i Nebrodi, le Madonie e l’Etna, godono di un clima appenninico. D’estate la presenza dello scirocco, il vento proveniente dal Sahara, incide sul clima e la scarsa piovosità genera talvolta crisi idriche in alcune province.

Parchi e riserve naturali – In Sicilia sono presenti il parco nazionale dell’isola di Pantelleria e cinque parchi naturali regionali quali: Parco dei Monti Sicani, Parco dei Nebrodi, Parco dell’Etna, Parco delle Madonie, Parco fluviale dell’Alcantara. Di grande interesse anche le riserve naturali regionali istituite presso aree marine. Si ricordano: Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa; Riserva naturale orientata Pantalica; Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande; Riserva naturale integrale Cava Randello; Riserva naturale integrale Grotta Conza; Riserva naturale integrale Macalube di Aragona; Riserva naturale Macchia Foresta del Fiume Irminio; Riserva naturale Oasi del Simeto; Riserva naturale orientata Biviere di Gela; Riserva naturale orientata Bosco di Santo Pietro, Riserva naturale orientata Capo Gallo; Riserva naturale orientata Cavagrande del Cassibile; Riserva naturale orientata Fiume Fiumefreddo; Riserva naturale orientata Serre della Pizzuta; Riserva naturale orientata Isola Bella; Riserva naturale orientata Monte Cofano; Riserva naturale orientata Monte Conca; Riserva naturale orientata Monte Pellegrino; Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari; Riserva naturale orientata Pino d’Aleppo; Riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi; Riserva naturale orientata dello Zingaro; Riserva naturale Bosco di Alcamo; Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala; Riserva naturale speciale Lago di Pergusa. Le Aree Marine Protette sono: Isole Pelagie; Capo Gallo – Isola delle Femmine; Plemmirio; Isola di Ustica; Isole Ciclopi; Riserva naturale marina Isole Egadi.

Siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Per la loro importanza storica, artistica, archeologica e naturalistica, attualmente hanno ricevuto dall’UNESCO il titolo di Patrimonio dell’Umanità:

  • La villa del Casale di Piazza Armerina, nel 1997;
  • Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, nel 1997;
  • Le isole Eolie, nel 2000;
  • Le città tardo barocche del Val di Noto, nel 2002;
  • Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, nel 2005;
  • Il monte Etna, nel 2013;
  • Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015.

Sono in fase di candidatura:

  • Le terre degli Elimi: Erice, Segesta, Selinunte, Mothia e Lilibeo;
  • Taormina e l’Isola Bella;
  • Il sito geologico della Scala dei Turchi.

Patrimoni orali e immateriali dell’umanità

La Sicilia annovera due iscrizioni tra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità:

  • L’Opera dei Pupi, nel 2001;
  • La coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria, nel 2014.

In fase di candidatura:

  • La tecnica settecentesca di lavorazione del cioccolato modicano.

Altri riconoscimenti:

  • L’isola condivide insieme al resto della nazione ed altri sei paesi (Marocco, Grecia, Spagna, Cipro, Croazia, Portogallo) il riconoscimento per la Dieta Mediterranea, (2013);
  • Il Rocca di Cerere Geopark e il Parco delle Madonie sono stati inseriti nella lista dei Geoparchi mondiali UNESCO il 17 novembre 2015.

In era protostorica fiorirono in Sicilia le culture di Thapsos, di Castelluccio, di Stentinello. Successivamente vi si insediaronoSicaniSiculi ed Elimi. L’VIII secolo a.C. vide la Sicilia colonizzata dai Fenici e soprattutto dai Greci. I Calcidesi fondarono Naxos e Zancle; Siracusa fu opera dei Corinti. Naxos, a sua volta fondò Katane e Leontinoi, i greci megaresi fondarono Megara Hyblaea. Nella prima metà del VII secolo a.C. sorsero Ghelas per opera dei rodio-cretesi e poi Akrai ed Eloro per opera dei siracusani. Selinunte per opera dei megaresi di Sicilia ed Himera, opera dei calcidesi-zanclei, sorsero a metà del VII secolo. Al principio del VI secolo Akragas fu fondata dai gelesi mentre i siracusani fondarono Kamarina. Verso la metà del VI secolo a.C. greci di origine calcidese giunsero a Morgantina. Nel secolo VI la costa occidentale dell’isola apparteneva ai Cartaginesi, fondatori di Zyz, Mozia e di Solunto mentre le città di Eryx e Segesta furono fondate dagli Elimi. La Sicilia divenne campo di battaglia delle guerre greco-puniche eromano-puniche. L’isola venne assoggettata dai Romani e fu parte dell’impero fino alla sua caduta nel V secolo d.C.. Il territorio siciliano fu coltivato estensivamente a frumento per approvvigionare Roma, e la Sicilia fu denominata il granaio di Roma. Durante l’Alto Medioevo, fu conquistata dai Vandali, dagli Ostrogoti, dai Bizantini, dagli Arabi e dai Normanni. L’occupazione dell’isola da parte dei musulmani ebbe inizio con lo sbarco nell’827 a Mazara del Vallo. La conquista proseguì lentamente: nell’831 fu presa Palermo, nell’843 Messina, nell’859 Castrogiovanni. Rimase ancora nominalmente sotto il controllo dei Bizantini, una striscia ad oriente con Siracusa, che cadde solo nell’878, e Taormina, che resse ancora fino al 902. L’occupazione islamica della Sicilia terminò con Rometta nel 965. I Normanni, cacciarono gli Arabi e fondarono il Regno di Sicilia che ebbe lunga vita dal 1130 al 1816. Il Regno fu governato dagli Angioini e con la rivolta del vespro passò agli Aragonesi. Il malcontento per il governo angioino, legato principalmente al sistema fiscale, sfociò infatti nell’insurrezione, iniziata il 31 marzo 1282, cui seguirono l’intervento di Pietro III d’Aragona acclamato Re di Sicilia e la guerra cosiddetta del Vespro fra Angioini e Aragonesi. I primi re aragonesi costituirono l’istituto del parlamento, un’assemblea d’origine normanna composta di nobili, clero e deputati delle città regie, ovvero non feudali, cui fu riservato il diritto di deliberare pace e guerra, di votare le imposte, di censurare i pubblici ufficiali. Sotto il governo degli Asburgo di Spagna (Carlo V imperatore, Filippo II, Filippo III, Filippo IV, Carlo II) la Sicilia conobbe un periodo di grande sviluppo economico, sociale, religioso, artistico, demografico che perdurò per tutto il Cinquecento sino ai primi decenni delSeicento. Due grandi catastrofi naturali colpirono duramente parte dell’isola: nel 1669 l’eruzione dell’Etna interessò Catania e tutta l’area circostante; nel 1693il terribile terremoto che devastò Catania, Noto e distrusse, del tutto o in parte, una cinquantina di centri della Val di Noto provocando nell’immediato 60.000 vittime. Vicereame di Spagna, la Sicilia passò quindi ai Savoia e all’Austria e, infine, nel XVIII secolo, ai Borbone. Questi unirono il Regno di Sicilia al Regno di Napoli; sorse nel 1816 il Regno delle Due Sicilie. Nel 1860, durante il Risorgimento, la Sicilia fu unita allo Stato italiano, con un plebiscito, in seguito allaspedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. A partire dal 1890-91, la propaganda socialista penetrata nell’isola favorì la nascita dei Fasci dei lavoratori. Il movimento fu affrontato dal secondo governo del siciliano Francesco Crispi con la forza; venne decretato lo stato d’assedio e sospesa la libertà di stampa, furono sciolti i Fasci e gli arrestati deferiti ai tribunali militari. Col protezionismo industriale di epoca giolittiana, il Meridione agricolo venne ulteriormente penalizzato. Dopo la prima guerra mondiale anche in Sicilia si impose il fascismo. Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti e gli sbarchi anglo-statunitensi, nel luglio del 1943, provocarono ingenti danni. Nel febbraio 1944 gli Alleati riconsegnarono l’isola al governo italiano del Regno del Sud che nominò un Alto commissario per la Sicilia. Si affermò il Movimento separatista finché, con il Decreto regio 15 maggio 1946, venne concesso alla Regione Siciliana lo statuto speciale d’autonomia. Nell’Aprile del 1947 venne eletto il primo parlamento siciliano, l’Assemblea regionale siciliana o ARS, istituita ancor prima della nascita della Repubblica italiana.

Agricoltura – Degne di nota le coltivazioni di: cereali, soprattutto il frumento nella varietà grano duro; agrumi; olive; angurie di Siracusa; nespole di Trabia; susine sanacore; kaki di Misilmeri. Fra gli ortaggi in particolare ricordiamo zucchine, melanzane, pomodori e peperoni. A partire dagli anni sessanta, grazie allo sviluppo delle coltivazioni in serra, si è registrato un incremento sia nella quantità che nella qualità dei prodotti. Non mancano i legumi quali carrube, lupini ed eccellenze come la fava di Leonforte. Fra i più grandi produttori europei di carciofi, il territorio niscemese ed il distretto agricolo di Cerda. Per quanto riguarda la frutta secca spiccano le mandorle, le nocciole ed il pistacchio, alla base di molti prodotti dolciari. Nella zona di Fiume freddo, si riscontrano coltivazioni intensive di specie esotiche, come il kiwi ed il mango. La carota novella di Ispica, la ciliegia rossa dell’Etna coltivata nel comprensorio di Giarre, l’olio d’oliva dei Monti Iblei, dei colli nisseni e delle colline ennesi, il limone Interdonato della Messina jonica, il limone di Siracusa, il melone ed il ciliegino di Pachino, il pistacchio verde di Bronte sono prodotti a denominazione di Origine Protetta. Un’altra peculiare produzione siciliana è quella delle sbergie, pesche nettarine diffuse solo nella valle del Niceto. La tradizionale coltivazione della vite consente la produzione di ottimi vini, sia rossi che bianchi, oggi conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Tra i vitigni autoctoni più noti si annoverano: i Rossi come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Frappato che concorre insieme al Nero d’Avola alla D.O.C.G. Cerasuolo di Vittoria, il Nerello Mantellato, il Nerello Cappuccio, il Perricone e il Nocera; i Bianchi come il Bianco d’Alcamo, l’Insolia, il Grillo, il Catarratto, il Grecanico, il Carricante, la Minnella Bianca, il Moscato di Pantelleria detto anche Zibibbo e la Malvasia delle Lipari. Si coltivano e si imbottigliano inoltre, anche lo Chardonnay, il Sauvignon, il Merlot, il Syrah, il Cabernet, il Petit Verdot, il Pinot Noir e altre varietà alloctone. Altro importante settore, quello della coltivazione in serra di fiori pregiati come ad esempio le orchidee. I fiori di Sicilia vengono acquistati e spediti in tutta l’Europa. A Vittoria è presente il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia, mentre nella piana di Gela viene coltivato il cotone.

Allevamento – Vengono allevati principalmente ovini, caprini ed equini. I principali allevamenti di bovini si ritrovano nella provincia di Ragusa, si tratta soprattutto della razza frisona e della razza modicana. Il latte prodotto viene utilizzato perlopiù per la produzione di formaggi freschi quali le provole ed il piacentino ennese con l’aggiunta di zafferano, del caciocavallo ragusano, l’unico del genere in Sicilia ad avere meritato il marchio DOP. Sui Nebrodi si alleva la razza equina dei sanfratellana.

Pesca – Risorsa preziosa per la Sicilia, prima regione italiana per quantità di prodotto catturato, per consistenza di flotta e numero di pescatori impiegati. Tra i porti più importanti ricordiamo quello di Mazara del Vallo, il primo d’Italia; seguono quelli di Trapani, Scoglitti, Sciacca, Porticello, e ancora il porto di Licata, Porto Empedocle, Marsala, Pozzallo, Lampedusa, Catania, Portopalo. Oltre al pesce spada nella zona dello stretto di Messina, si pescano anche il tonno, le sardine, le alici e gli sgombri, ovvero il pesce azzurro tipico del Mar Mediterraneo. Nel trapanese ed a Marzamemi si produce la bottarga, esportata anche all’estero. A Mazara del Vallo ed in altre zone della costa mediterranea della Sicilia, si pratica l’allevamento di pesci come spigole, orate, tonni; a Ganzirri, nella zona nord di Messina, quello di ostriche e mitili. Note, sin dall’antichità, le saline di trapani da cui si produce sale marino finissimo.

Industria – La regione presenta numerosi distretti industriali, nella piana di Gela, nei pressi di Augusta, Siracusa, Milazzo ed Enna con industrie di trasformazione chimica, petrolifera, energetica, elettronica ed agroalimentare. Palermo e Catania fanno capo a più di un distretto industriale. In particolare la città di Catania presenta tre grandi distretti specializzati nei settori dell’agroalimentare, della meccanica, dell’elettronica, della chimica. Da ricordare la cosiddetta Etna Valley, un’ampia zona industriale all’avanguardia per la produzione elettronica. In Sicilia vengono sfruttati i giacimenti di petrolio e metano di Ragusa.

Energia – Un elettrodotto che attraversa lo stretto di Messina, esporta dalla Sicilia una parte dell’energia elettrica prodotta, e consente alla regione di ricevere oltre la metà dell’energia proveniente dal nord Europa. Ancora poco diffuse le centrali di produzione legate alle fonti alternative.

Attività estrattive – Attualmente, dal sottosuolo siciliano, viene estratto petrolio dai pozzi di Ragusa. Negli anni novanta al largo delle coste meridionali siciliane, nel Canale di Sicilia sono state installate alcune piattaforme petrolifere visibili al largo di Ragusa (Vega). Sono presenti anche giacimenti di gas metano. Da rilevare l’estrazione del famoso Perlato di Sicilia, nell’area di Custonaci.

Turismo – I numerosi siti archeologici presenti sul territorio alimentano l’industria del turismo così come i tesori artistici e naturalistici. Una grande importanza riveste il turismo balneare grazie alle variegate coste ed alle isole minori. Fra le principali mete turistiche ricordiamo: Taormina, le Isole Eolie, Erice, le Isole Egadi, Cefalù, Monreale, Palermo, Mondello e Sferracavallo, Catania, Acireale e Caltagirone, Ragusa e Modica, Piazza Armerina, San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo, Noto e Siracusa.

Evoluzione demografica – In epoca classica, la Sicilia era una delle più popolose aree del Mediterraneo. In epoca normanno-sveva l’isola accolse genti provenienti dal Nord Italia ed in età aragonese gruppi provenienti dai Balcani si stabilirono nella parte occidentale della Sicilia, principalmente nelle zone montane e collinari. Nel XVI secolo registrava più di un milione di abitanti; al primo censimento del Regno d’Italia, nel 1861, i siciliani risultarono 2.932.000 ed agli inizi del Novecento superarono i 3,5 milioni. Nei decenni seguenti si verificò l’esodo di massa verso le Americhe e l’Europa; tra il 1961 e il 1971, i siciliani migrarono invece verso il Nord Italia. Dagli anni ottanta del Novecento, la diminuzione del tasso di natalità ha contribuito ad un rallentamento della crescita demografica. Il fenomeno migratorio si è ridotto ed è oggi equilibrato dall’immigrazione straniera. Si registrano inoltre spostamenti interni dalle aree montane e collinari verso la costa e le grandi città.

Etnie e minoranze straniere – Al 1 gennaio 2016 gli stranieri residenti nella regione sono 183.192. I gruppi con oltre 3.000 unità provengono da: Romania 51.189, Tunisia 19.244, Marocco 14.840, Sri Lanka 13.452, Bangladesh 8.134, Albania 8.039, Cina 7.306, Polonia 5.390, Filippine 5.343, Ghana 3.782.

In Sicilia è possibile ammirare una moltitudine di splendidi esempi architettonici riconducibili principalmente a quattro epoche storiche: l’Antichità, a partire dal 1.500 a.C., quando la Sicilia era una florida colonia della Magna Grecia; il periodo Arabo-Normanno, XII secolo; il Barocco siciliano, di fine XVII secolo; l’architettura Liberty del XIX e XX secolo.

Il ruolo centrale rivestito dall’Isola nell’antichità è ampiamente testimoniato dagli affascinanti ed interessanti siti archeologici presenti in tutta la Sicilia.

Principali Siti Archeologici:

• Agrigento: Valle dei Templi, Eraclea Minoa, Monte Adranone.
• Caltanissetta: Vassallaggi, Sabucina, Gibil Gabib, Gela (acropoli, fortificazioni, terme, emporio).
• Catania: collina vulcanica di Paternò, Pietralunga, Civita, Adranon, Occhiolà, monte Turcisi, Xiphonia.
• Enna: Morgantina e il granaio, Villa del Casale, Centuripe, Fondaco Cuba di Catenanuova.
• Messina: terme di Bagnoli, Alesa Arconidea, Naxos, villa di Patti, Tauromenium, Terme Vigliatore, Tyndaris.
• Palermo: grotta dell’Addaura, grotte della Gurfa, Iaitas, Entella, Himera, Hippana, Solunto.
• Ragusa: Cava d’Ispica, Cava Lazzaro, Castiglione, Kamarina, Kasmenai, Kaukana, Scornavacche.
• Siracusa: Akrai, Cava del Rivettazzo, Cozzo Collura, Eloro, Megara Hyblaea, Neapolis, Pantalica, villa del Tellaro, Thapsos, Casmene, Leontinoi.
• Trapani: Cave di Cusa, grotta del Genovese, grotte di Scurati, grotta dell’Uzzo, Lilibeo, Mozia, Segesta, Selinunte, Fornaci romane di Alcamo.

Lo stile comunemente denominato arabo normanno si affermò in Sicilia nei primi secoli del secondo millennio, quando i Normanni invasero l’isola e posero fine al dominio arabo. I Normanni sostennero una fusione fra la sintesi architettonica araba (frutto di influenze mediorientali e neoelleniche) da una parte, l’arte bizantina e romanica normanna dall’altra, dando luogo a splendidi edifici più correttamente riconducibili ad uno stile siculo-normanno. I principali capolavori architettonici siculo-normanni ricadono all’interno del territorio di Palermo: la cattedrale di Monreale; il duomo di Cefalù; la chiesa di San Giovanni degli Eremiti; edifici come la Zisa e la Cuba; il palazzo dei Normanni con la Cappella Palatina e la Cattedrale; i Giardini dotati delle più innovative tecnologie d’irrigazione, ricchi di palmeti ed agrumeti. Degni di menzione anche: la cattedrale del Santissimo Salvatore consacrata nel 1093 (Mazara del Vallo); la cattedrale di Sant’Agata, ultimata nel 1091 (Catania); la cattedrale di Messina, inaugurata nel 1097. Gli archi a sesto acuto ogivale, le cupolette con decorazioni a stalattiti, alveoli dipinti, capitelli fatimidi e cornici epigrafiche coronate da merlature traforate sono riconducibili all’influenza musulmana; tipica dell’architettura bizantina invece la pianta a croce greca sormontata da una cupola centrale, volte a botte nei bracci e mosaici; per quanto riguarda i particolari architettonici romanici, annoveriamo l’arco a sesto acuto, la pianta basilicale a croce latina con tre navate e transetto triabsidato, prospetti dotati di massicce torri campanarie, decorazioni geometriche e zoofitomorfe.

Lo stile architettonico conosciuto come barocco siciliano, si sviluppò parallelamente agli interventi di ricostruzione effettuati in seguito al devastante terremoto del 1693 che interessò principalmente il Val di Noto, che rase al suolo quasi tutte le città della Sicilia sud orientale, da Noto a Catania. La ricostruzione di Noto, Ragusa, Modica e Catania avvenne all’insegna dello sfarzo e dell’ostentazione scenografica. Anche centri minori come Ispica, Scicli e Palazzolo Acreide furono riedificati assecondando i nuovi stravaganti dettami architettonici. All’opera, i migliori architetti del tempo, come il Vaccarini ed il Gagliardi. Caratteristiche di questo stile le linee curve, le maschere ghignanti ed i putti apposti su chiese e palazzi nobiliari, le balconate in pietra e ferro battuto, gli stucchi e gli affreschi, eleganti giardini e scalinate a vista. Nel penultimo decennio del XVIII secolo il barocco siciliano venne poi rimpiazzato dalle nuove linee stilistiche neoclassiche.

Nella prima metà dell’Ottocento si affermò in Sicilia uno stile che riuniva le diverse tendenze dell’epoca: elementi neoclassici, rivisitazioni dello stile pompeiano, barocco e tardo settecentesco, influssi orientali ed anglo-sassoni. Tale stile venne denominato eclettismo. La splendida Palazzina Cinese situata nel parco della Favorita di Palermo, è l’esempio architettonico più rappresentativo; fu edificata a partire dal 1799 per volere di Ferdinando di Borbone e della moglie Maria Carolina. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, si affermò poi lo stile Liberty. Nell’entusiasta Sicilia post-unificazione, le città si rinnovarono acquisendo identità cosmopolite. È l’epoca dei grandi viali liberty, dei teatri dell’opera, delle ville e degli stabilimenti balneari.

Istruzione Il padre della cultura universitaria siciliana fu Alfonso V d’Aragona, che nel 1434 fondò la prima università della Sicilia: il Siciliae Studium Generale, oggi Università degli Studi di Catania. Fu invece Ignazio di Loyola a fondare, nel 1548 l’Università degli Studi di Messina. Di più recente istituzione, l’Università degli Studi di Palermo (1805) cui si è aggiunta l’Enna-Kore (2005) semiprivata. A Palermo ed a Caltanissetta sono presenti due sedi distaccate della LUMSA. Il Polo Territoriale Universitario più giovane è certamente quello di Trapani, si avvale di una proficua collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo. L’offerta formativa del Polo prevede sei Corsi di studio: CdS Architettura e Ambiente Costruito; Cds Consulente Giuridico di Impresa; CdS Magistrale in Giurisprudenza; CdS Scienze del Turismo; CdS Viticoltura ed Enologia; CdS Scienze Biologiche.

Teatro La cultura siciliana è strettamente legata all’Opera dei Pupi (teatro siciliano delle marionette), iscritta nel 2001 dall’Unesco tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità. Grazie ai cuntastori, i pupi, che rappresentano i personaggi del ciclo carolingio, mettono in scena le storie della Chanson de Roland, dell’Orlando furioso e della Gerusalemme liberata. L’Opera dei Pupi è nata a Palermo dove sono presenti numerosi teatri, un museo ed una famosa scuola come quella della famiglia Cuticchio. Altro importante centro è Acireale; fra i maestri pupari, il celebre Emanuele Macrì, a cui è dedicato l’omonimo museo-teatro dove è possibile assistere alle rappresentazioni. La tradizionale Opera dei Pupi è presente anche ad Alcamo, Partinico e Sciacca.

Cinema L’isola è stata utilizzata come set in molte opere cinematografiche, ha registrato la presenza di case di produzione e cineasti di rilievo, già a partire dai primi anni del XX secolo. Negli anni trenta, Angelo Musco ed il suo gruppo teatrale interpretarono i primi lungometraggi in bianco e nero girati in Sicilia. Luigi Pirandello, intorno al 1933, partecipò alla scrittura delle sceneggiature di alcuni film. Nella seconda metà degli anni quaranta il Principe Francesco Alliata di Villafranca, Pietro Moncada di Paternò, Renzo Avanzo e Fosco Maraini fondarono a Palermo la Panaria Film, una casa di produzione cinematografica (chiusa nel 1956) che ha dato vita ai primi cortometraggi subacquei, in 35 mm, girati nelle isole Eolie; da ricordare Vulcano, con Anna Magnani e La carrozza d’oro di Jean Renoir. Fra i registi siciliani ricordiamo: il premio Oscar Giuseppe Tornatore, Marco Amenta, Pasquale Scimeca, Aurelio Grimaldi, Emma Dante, Emanuele Crialese, Roberto Andò, Ciprì e Maresco.

Letteratura Tanti e di indiscutibile importanza gli scrittori siciliani che nel corso dei secoli, hanno lasciato ai posteri un immenso patrimonio letterario. Ricordiamo: Giovanni Meli, Domenico Tempio, Mario Rapisardi e Ignazio Buttitta, scrittori come Gesualdo Bufalino, Andrea Camilleri e drammaturghi come Pier Maria Rosso di San Secondo, Nino Martoglio, Luigi Pirandello e Luigi Capuana, romanzieri come Giovanni Verga e Federico De Roberto (nacque a Napoli ma visse a Catania, ambientazione de I Viceré), Pirandello, Leonardo Sciascia, Vitaliano Brancati, Ercole Patti, Salvatore Quasimodo pioniere dell’ermetismo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, famoso per il suo romanzo storico Il Gattopardo, Elio Vittorini, Vincenzo Consolo, Mario Gori, Salvatore Camilleri, Alessio Di Giovanni, Vito Mercadante, Stefano D’Arrigo, Ercole Patti, Luigi Natoli, Vanni Pucci, Vann’Antò, Antonino Pino Balotta, Lionardo Vigo, Santo Calì, Mariannina Coffa, Simonetta Agnello Hornby, Santo Piazzese, Gesualdo Manzella Frontini, Luca Matranga, Giuseppe Schirò, Vincenzo Navarro, Eduardo Giacomo Boner, Girolamo Ragusa Moleti, Maria Occhipinti, Tommaso Aversa, Ortensio Scammacca, Antonio Veneziano, Ruggero Vasari, Enrico Cardile, Guglielmo Jannelli, Stefano Lanuzza, Giovanni Formisano, Giambattista Spampinato, Dacia Maraini, il poeta Lucio Piccolo di Calanovella.

Musica Fra i più illustri rappresentanti del mondo musicale ricordiamo: i madrigalisti Pietro Vinci, Sigismondo d’India e Antonio Il Verso, gli operisti Alessandro Scarlatti, Giovanni Pacini, Vincenzo Bellini, Francesco Paolo Frontini, Antonino Palminteri, Alberto Favara, Antonio Scontrino, Giuseppe Cesare Balbo, Pietro Antonio Coppola, i contemporanei Matteo Musumeci e Nunzio Ortolano. Fra i compositori siciliani del XX secolo annoveriamo: Girolamo Arrigo, Aldo Clementi, Salvatore Sciarrino, Francesco Pennisi, Roberto Carnevale, Federico Incardona, Marco Betta, Giovanni Sollima, Calogero Giallanza. Fra i cantanti dell’opera Giuseppe Di Stefano, Pietro Ballo, Salvatore Licitra, Giulio Crimi, Desirée Rancatore. Per il Pop, rock e jazz si sono distinti Pippo Pollina, Giuni Russo, Franco Battiato, La Bionda, Gianni Bella, Marcella Bella, Carmen Consoli, Carlo Muratori, Giusy Ferreri, Uzeda, Silvia Salemi, Gerardina Trovato, i Denovo, i Tinturia, gli Agricantus, Ivan Segreto, Mario Venuti, Mario Biondi, Roy Paci, Fiorello, Qbeta, Giovanni Caccamo, Filippa Giordano, Francesco Cafiso, Banda di Avola, Piero Barone e Ignazio Boschetto. La più nota cantante folk siciliana è Rosa Balistreri.

Sacro e Profano – Le feste religiose cattoliche rivestono una grande importanza all’interno del folklore siciliano. Tra le più rappresentative citiamo: la Festa di Sant’Agata (riconosciuta Bene Etno Antropologico Patrimonio dell’Umanità) della Città di Catania; la Festa di Santa Rosalia a Palermo; la Festa di Santa Lucia a Siracusa; la Festa in onore ai Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino a Lentini; la processione dei Misteri a Trapani; la Festa della Madonna della Lettera a Messina; la Settimana Santa a Caltanissetta; la Festa di Santa Barbara a Paternò; San Giorgio a Ragusa Ibla; le processioni del Venerdì Santo a Enna; la processione vivente della passione a Marsala. Altre feste religiose degne di menzione: la Festa di San Sebastiano ad Acireale; la Festa di San Giacomo a Caltagirone; la Festa della Madonna a Trapani; la Festa della Madonna della Visitazione a Enna; la Festa del Santissimo Salvatore della Trasfigurazione a Cefalù; la Festa di Sant’Anna a Castelbuono. Fra le feste laiche, riveste un ruolo primario il Carnevale. Per l’occasione, in Sicilia si organizzano caratteristiche manifestazioni; particolarmente degne di nota quelle di Paternò, Valderice, Acireale, Misterbianco, Sciacca, Palazzolo Acreide, Termini Imerese, Cinisi ed il carnevale di Regalbuto.

La varietà della cucina siciliana è frutto delle molteplici culture che si sono avvicendate sull’isola negli ultimi due millenni. La cultura gastronomica isolana risente quindi delle abitudini alimentari della Magna Grecia, si arricchisce degli elaborati piatti dei Monsù, offre un ampio ventaglio di dolci della tradizione arabo-normanna, utilizza le frattaglie alla maniera ebraica.

Fra i prodotti e le specialità tipiche isolane ricordiamo: la granita, pregiata nelle zone del catanese e del messinese; l’orzata e il latte di mandorla; per la rosticceria gli arancini di riso, diffusi in tutta la Sicilia; tipiche del palermitano le panelle, le crocché, il pani ca meusa, le frittola, lerascature, lo sfincione e le stigghiola; i rustici del messinese tra cui il pidone, l’arancino dalla tipica forma a punta, la focacciamessinese; i scacci, focacce di grano duro con ripieno a base di prezzemolo, oppure cavolfiori o pomodori; il pesce stocco alla messinese; il cuscus trapanese, preparato con il pesce e non a base di carne; i cannoli e la cassata classica fra i dolci; la pignolatamessinese, il Taganu d’Aragona e la torta Fedora.

Sulle tavole siciliane non mancano poi i vini. Fra l’VIII ed il VII secolo a.C. i Fenici importarono la coltivazione della vite nella Sicilia occidentale, diffusasi nell’area orientale fra il VII ed il VI sec. a.C. durante la colonizzazione greca, con il tradizionale sistema denominato ad “alberello”. Fra i vitigni autoctoni ricordiamo: lo Zibibbo, il Nero d’Avola, il Grillo, il Frappato, il Perricone, l’Inzolia. Il Marsala, nel 1773, è stato il primo vino DOC della storia vinicola italiana mentre il vino Bianco d’Alcamo ha ottenuto il riconoscimento Denominazione di origine controllata.

Strade

  • L’A18 Messina – Catania, collega le due maggiori città della Sicilia orientale, a pedaggio. Principali centri attraversati: Taormina, Giarre, Acireale.
  • L’A18 Siracusa – Rosolini, collega il capoluogo aretuseo ad alcuni dei maggiori centri della sua provincia. Principali centri attraversati: Avola, Noto, Rosolini.
  • L’A19 Palermo – Catania, collega le due metropoli principali, non a pagamento.
  • L’A20 Messina – Palermo, completata nel luglio 2005, è un importante asse autostradale a pedaggio che permette di raggiungere le due città facilitando gli spostamenti, soprattutto commerciali. Principali centri attraversati: Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Capo d’Orlando, Sant’Agata di Militello, Cefalù, Termini Imerese e Bagheria.
  • L’A29 Palermo – Mazara del Vallo, e la diramazione Alcamo – Trapani, senza caselli, collegano il capoluogo con la parte occidentale della regione. È priva di stazioni di rifornimento. Principali centri attraversati: Alcamo, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Mazara del Vallo.
  • Il raccordo autostradale 15 o tangenziale di Catania è un asse viario che permette di aggirare il centro urbano di Catania. Mette in comunicazione l’A18 per Messina con l’A19 per Palermo, l’autostrada per Siracusa e diverse strade statali della Sicilia orientale.
  • La NSA 339 Catania-Siracusa, è stata aperta al transito nel dicembre del 2009 e collega il RA 15 (tangenziale di Catania) all’uscita Augusta-Villasmundo della SS 114 Orientale Sicula dove prosegue con caratteristiche autostradali fino all’autostrada Siracusa-Gela (A18). Principali centri attraversati: Augusta, Lentini-Carlentini.

Ferrovie

La rete ferroviaria della Sicilia è costituita da linee a scartamento normale di RFI, i servizi sono assicurati da Trenitalia. La linea, a scartamento ridotto, che si snoda intorno all’Etna, è di pertinenza del ministero delle Infrastrutture e i servizi sono offerti dalla Ferrovia Circum-etnea. Le ferrovie elettrificate costituiscono oltre il 60% (circa 800 km) del complesso, i restanti 583 km di linea sono invece percorsi da mezzi Diesel. Oltre l’85% delle linee è a binario unico, con tratte a doppio binario (169 km), esclusivamente sulle due direttrici principali, tirrenica e ionica.

Porti

La Sicilia, dispone di 126 tra porti industriali, commerciali e porti di altra tipologia. Di seguito i principali porti turistici:

  • Agrigento: Porto palo, Porto di Sciacca, Porto Empedocle, Porto San Leone, Porto di Licata, Marina di Cala del Sole.
  • Caltanissetta: Porto di Gela.
  • Messina: Porto di Milazzo, Marina del Nettuno, Porto Santa Maria maggiore, Marina di Poseidon, Marina di Portorosa, Vulcano porto di levante, Vulcano marina di vulcanella, Lipari Sottomonastero, Lipari Marinalunga, Lipari Porto Pignataro, Salina Santa Marina Porto, Salina Darsena Turistica, Salina scalo galera, Alicudi scalo palomba, Filicudi Porto, Panarea scalo Ditella, Stromboli fico grande, Stromboli scari porto, Marina di patti, Capo D’orlando Porto, Porto di Sant’Agata di Militello.
  • Palermo: Porto di Cefalù Levante, Porto di Termini Imerese, San Nicola l’arena Porto, Porto di Santa Flavia, Porto di Palermo Commerciale, Porto di Palermo Acquasanta, Porto di Arenella, Porto di Fossa del Gallo, Porto di Sferracavallo, Porto Isola delle Femmine, Porto di Gionata, Marina di Cinisi Porto, Porto di Ustica C.S. Maria, Porto di Terrasini, Porto di Balestrate, Porto la Cala.
  • Ragusa: Porto di Scoglitti, Marina di Ragusa, Porto di Donnalucata, Porto di Pozzallo.
  • Siracusa: Porto Palo, Marina di Marzamemi Porto, Marina di Marzamemi el Cachalote, Marina di Marzameni Yacht Club.
  • Trapani: Castellamare del Golfo, Porto San vito lo Capo, Porto di Trapani, Levanto Cala Dogana, Marettimo Scalo Nuovo, Marettimo Scalo Vecchio, Favignana cala Principale, Favignana Punta Longa, Porto di Marsala, Porto di Mazzara del Vallo, Porto di San Vito, Mazzara del Vallo Adina, Pantelleria Porto Nuovo, Pantelleria Porto Vecchio, Pantelleria Scauri Porto, Marinella di Selinunte.

Aeroporti

La crescita dei flussi turistici e la posizione centrale nel Mediterraneo, hanno fatto della Sicilia una regione all’avanguardia per quanto concerne il traffico aereo. Di seguito gli aeroporti principali:

  • Aeroporto di Catania “Vincenzo Bellini” (Fontanarossa)
  • Aeroporto di Palermo “Falcone e Borsellino” (Punta Raisi)
  • Aeroporto di Trapani-Birgi “Vincenzo Florio”
  • Aeroporto di Comiso “Vincenzo Magliocco”, aperto al traffico civile il 30 maggio 2013 si trova al centro delle province di Ragusa, Caltanissetta, Enna, Siracusa e della parte meridionale del catanese.

Altri piccoli aeroporti sono: Aeroporto di Pantelleria; Aeroporto di Lampedusa; Aeroporto di Palermo-Boccadifalco, attualmente ospita un aeroclub; Base aerea di Sigonella, per uso militare italiano e statunitense.

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