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La Via Crucis al tempo del coronavirus? Una preghiera da casa per ammalati, medici e infermieri

L’ufficio diocesano di Ragusa suggerisce le modalità e la valenza dei momenti rituali alla luce dell’emergenza

(24 marzo 2020)

S’avvicina la Pasqua ma da settimane ormai sono vietate messe, celebrazioni e manifestazioni di ogni tipo e così sarà certamente durante le festività.

E così l’ufficio diocesano di Ragusa suggerisce le modalità e la valenza dei momenti rituali alla luce dell’emergenza. “Preghiamo per tutti i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari impegnati nella cura e nell’assistenza degli infermi. Ci lasciamo accompagnare, nel cammino della Croce, dalle parole di San Giuseppe Moscati. All’intercessione del santo medico napoletano, affidiamo la nostra preghiera. Con i testi di San Giuseppe Moscati, denominati “…sotto la sua Croce” – spiega il direttore dell’ufficio diocesano, Giorgio Occhipinti – in queste settimane di quaresima proviamo a fare dialogare la passione di Gesù pregando nelle nostre case per gli ammalati che si trovano negli ospedali, nelle case di cura, nelle case di riposo e nelle proprie abitazioni. Un momento di preghiera per i malati di coronavirus e di tanti che soffrono per le incertezze sulle proprie malattie. Nel corso di questa emergenza per l’epidemia ce lo siamo sentiti dire più volte: il contagio è pericoloso per le persone fragili, motivo per cui in queste settimane sono tanti i malati in cura e i loro familiari che vivono serie preoccupazioni. Ringraziamo di cuore il personale ospedaliero, i medici, gli infermieri, i volontari, che in questo momento estremamente difficile sono impegnati in prima linea e a tempo indeterminato accanto alle persone che soffrono a causa di questa pandemia”.

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