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Siracusa abbraccia Santa Lucia. Neanche il maltempo ferma la festa in onore della Santa Patrona

Un percorso di grande suggestione caratterizzato dalla processione dell’andata, durante la quale il simulacro lascia la Cattedrale di piazza Duomo e percorre le vie della città per raggiungere la basilica dedicatale. Tradizione che ha subito un’anticipazione di circa mezz’ora rispetto al consueto orario, a causa del maltempo

(13 dicembre 2019)

Siracusa riabbraccia la sua Santa Patrona, si rinnova l’appuntamento con la festa del 13 dicembre tradizionale evento in ricordo della vergine e martire, nata nel 283 d.C., a Siracusa e qui vissuta durante la persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano. Divenuta Santa Lucia oggi è venerata non soltanto dalla Chiesa cattolica ma anche dalla Chiesa ortodossa e in maniera che potremmo definire laica simboleggia il ritorno alla luce dopo il periodo buio dell’autunno corrispondendo il 13 dicembre nell’antico calendario Giuliano alla festa del solstizio d’inverno, giorno che preannunciava il ritorno dell’allungamento delle ore di luce. Una festa, quella del 13 dicembre ricordata in diverse città del nostro Paese e in molti paesi europei dove i bambini attendono l’arrivo di Santa Lucia che porterà loro dolcetti e regali. Tra i Paesi maggiormente devoti vi è la Svezia con la quale Siracusa è unita nel culto d Santa Lucia, legame di lunga data in seguito al quale una delegazione svedese si reca ogni anno a Siracusa partecipando alla tradizionale processione di ritorno del simulacro, con le proprie giovani “Lucie”.

Un percorso di grande suggestione caratterizzato dalla processione dell’andata, durante la quale il simulacro argenteo lascia la Cattedrale di piazza Duomo e percorre le vie della città per raggiungere la basilica dedicatale, quale omaggio al suo luogo di nascita, la popolare Borgata Santa Lucia, dove trascorrerà sette giorni. Tradizione sempre molto seguita che quest’anno ha subito una leggera variazione, l’anticipazione dell’uscita del simulacro di circa mezz’ora rispetto al consueto orario delle 15:30, ciò a causa delle avverse condizioni meteo, ieri sera era stata infatti diffusa dalla protezione civile l’allerta per venti forti di burrasca e temporali. Condizioni meteo a parte tutto si è svolto come vuole la tradizione con grande trasporto e dedizione grazie al calore che ogni anno la Deputazione di S. Lucia e i devoti tutti mettono in campo, sempre al massimo e senza risparmiarsi, per far si che l’attesissima festa del 13 Dicembre sia per tutta la cittadinanza un momento magico e coinvolgente.  In mattinata il simulacro della Santa patrona di Siracusa era stato traslato, grazie all’aiuto offerto dai giocatori della Circolo Canottieri Ortigia, dalla teca dove viene custodita tutto l’anno all’altare maggiore dove si sono tenute le sacre celebrazioni del mattino. Nel pomeriggio è invece stato compito dei “Berretti verdi”, i tradizionali devoti portatori della Santa trasportare il simulacro fuori dalla Cattedrale nella consueta sciuta al grido di “Sarausana jé” per poi intraprendere la tradizionale processione verso la Borgata. A precedere il simulacro, il fercolo delle reliquie, da anni ormai portato in processione dalle devote siracusane, che da Piazza Duomo è disceso verso via Picherali, la Fonte Aretusa, il passeggio Adorno sino a giungere alla Porta Maria, dove durante una delle consuete fermate la Patrona ha ricevuto un omaggio floreale da parte della Marina Militare, per poi proseguire verso il ponte Umbertino, lasciare Ortigia e mentre scriviamo raggiungere la Basilica in Borgata.

Una festa di grande devozione, come dicevamo, alla quale si legano una serie di eventi collaterali che fanno da corollario al mistero della Santa patrona della Città. Tra le iniziative di quest’anno, vi segnaliamo una raccolta di occhiali, non a caso Lucia è la Santa della luce e della vista e proprio in suo omaggio e soprattutto per aiutare quanti, essendo in difficoltà, non possono permettersene l’acquisto, è stato allestito un punto di ritrovo in piazza S. Lucia dove, coloro che vorranno, potranno contribuire recandovisi e consegnando occhiali che non utilizzano più.  A benedire l’uscita del Simulacro di S. Lucia, l’arcivescovo monsignor Salvatore Pappalardo, che nel suo discorso annuale ha richiamato l’attenzione dei fedeli non soltanto sulla devozione e la fede ma anche e soprattutto soffermandosi su scottanti temi d’attualità. Dal clima di grande tensione ed instabilità vissuto dalla città in ambito politico ed economico alle tensioni sociali che vedono sempre più contrapposte le persone nel loro vivere quotidiano. Pappalardo ha dedicato il suo pensiero ai più fragili, quei cittadini che per tutta una serie di criticità, (crisi economica, guerre, perdita di valori) si trovano a essere emarginati

“Viviamo in un tempo di incertezza e smarrimento dove i più fragili sono un fastidio e lo straniero nemico da cui difendersi”. Per poi soffermarsi sui rapporti sociali, sempre più difficili e rancorosi dove la sfiducia è in grado di spegnere la speranza.  Una speranza che i siracusani da lungo tempo affidano alla loro piccola-grande Lucia, confidando nel suo doppio aspetto di ragazza fragile ma al tempo stesso forte ed energica, caratteristiche che ne hanno segnato la vita e la morte divenendo nei secoli il simbolo di luce oltre le tenebre che tutti e tutte conosciamo.

Nadia Germano Bramante

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