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Si chiude una settimana di fuoco all’aeroporto di Comiso: i numeri e le previsioni fino a martedì

Il presidente di Soaco, Silvio Meli, ringrazia chi si è impegnato senza risparmiarsi e spiega come si sia riusciti a garantire tutti i servizi. La macchina ha retto bene e ora si deve pensare al futuro, ma pesa l'incognita Intersac

(16 marzo 2019)

“Grazie a tutti coloro che stanno lavorando senza sosta per soddisfare le esigenze dei passeggeri…. Siete stati grandi nei 5 giorni trascorsi e, sono sicuro, lo sarete ancora di più nei prossimi…”

Così, sul suo profilo Facebook, scrive un entusiasta Presidente di Soaco, Silvio Meli, a conclusione di una settimana a dir poco intensa. L’aeroporto Pio La Torre adesso rallenta, ma anche per i prossimi giorni, fino a martedì, sono previsti numeri importanti. Ieri pomeriggio da Catania, dove i lavori per garantire la totale sicurezza del rullaggio degli aeromobili vanno avanti in vista dell’inizio della Summer 2019, hanno fatto sapere che i voli che è possibile gestire ogni ora salgono da 4 a 6 e che, probabilmente, anziché il 20 si terminerà il 19. Ma intanto Comiso continua a fare egregiamente il proprio dovere, ed è già possibile snocciolare con precisione i dati della settimana che volge al termine:

7052 i passeggeri in transito lunedì

4066 martedì

5705 mercoledì

5100 giovedì

6902 venerdì

Oggi ci sono stati 18 voli e (dato ufficioso) sono atterrate e decollate circa 2900 persone. Domani sono previsti 32 voli, lunedì 34 e martedì 22. Complessivamente, fino a ieri, in 30mila circa sono passati dal Pio La Torre, e si presume che altri 15-16000 viaggiatori lo faranno da qui a martedì per un totale stimato di quasi 45mila persone.

“È andata benissimo – commenta Meli – hanno lavorato tutti con abnegazione e la squadra ha retto molto bene, ogni cosa è stata gestita al meglio delle nostre possibilità. E’ stata, indubbiamente, una sfida anche per noi e tutto il personale si è ingegnato, di volta in volta, per capire come rendere le operazioni più veloci e risolvere i piccoli problemi che, avendo solo 3 gates, possono nascere di fronte a un simile flusso. Eravamo preoccupati, inutile negarlo, ma siamo riusciti ad accontentare le richieste di Ryanair, che vuole 25 minuti dal momento dell’atterraggio per completare tutte le operazione di sbarco e imbarco necessarie per ripartire”.

Non solo in pista e ai gates, ma anche fuori tutto si è svolto in un clima effervescente ma sereno. Ben riforniti bar e negozi, e ha retto anche il sistema degli autobus che ogni ora, fino a martedì, stanno garantendo i collegamenti tra gli aeroporti di Comiso e Catania. Per i primi 4 giorni è stata l’AST a gestirli, ora è subentrata Sais Giamporcaro.

Anche i controllori di volo sono tutti in campo, e ai 13 di ruolo si sono aggiunti i 5 stagionali richiamati per gestire l’emergenza per un totale di 18 operatori. Unico momento di tensione quello in cui la cicca di una sigaretta è stata gettata da un fumatore distratto dentro un contenitore dei rifiuti dando vita ad un piccolo principio d’incendio (causato dal sacchetto di plastica interno) subito domato grazie all’intervento dei vigili urbani, ai quali è andato anche il plauso del sindaco Maria Rita Schembari.

Presidente, abbiamo finalmente visto un aeroporto funzionare come dovrebbe fare sempre. Luci accese, viaggiatori in transito, collegamenti garantiti. Sono emerse anche criticità?

Più che di criticità parlerei di limiti strutturali. Sapevamo già di averli, ma gestendo flussi tanto abbondanti ci siamo resi conto di quanto complichino il lavoro. Purtroppo, abbiamo spazi limitati nelle aree partenze e arrivi, e nonostante negli ultimi due anni abbiamo apportato alcune modifiche ci siamo trovati a dover trovare soluzioni alternative temporanee. Ad esempio, abbiamo spostato i passeggeri che non avevano l’aereo nell’immediato al secondo piano, e quando toccava a loro fare i controlli per l’imbarco mandavamo un responsabile della sicurezza ad avvisarli, cosa che normalmente non avviene perché fai i controlli quando vuoi e poi ti dirigi nell’area partenze senza più poter tornare indietro. Purtroppo i muri non si possono allargare, ma ci siamo ingegnati per creare il minor disagio possibile.

Si è parlato tanto di “esame di maturità” per l’aeroporto di Comiso in questa settimana che volge al termine, e mi pare che sia stato superato; ma, alla luce di ciò, cosa cambia? Si potrà alzare la voce un po’ di più e chiedere maggiore attenzione?

Abbiamo dimostrato di avere le capacità per fare bene, ma questo non significa che possiamo fare la voce grossa. Ci siamo messi a disposizione delle compagnie, Ryanair nel caso specifico, ma quando un vettore non può atterrare in un determinato scalo è lui stesso che sceglie come risolvere, optando per un altro aeroporto o cancellando il volo, non la società di gestione. Il fatto che abbiamo fornito a Ryanair un buon servizio penso possa essere da sprono, ma alle compagnie interessano solo gli incentivi. Inoltre, per chiedere di più dovremmo avere dei soci con cui interloquire e noi da un anno abbiamo a che fare solo con i liquidatori di Intersac. Se non si sblocca questa situazione, è bloccato anche tutto il resto. Si era ipotizzata una soluzione entro marzo, ora speriamo entro l’inizio della stagione estiva. Ricordiamo, inoltre, che siamo in proroga con Ryanair e non possiamo sottoscrivere un nuovo contratto perché non abbiamo la disponibilità finanziaria. Il prestito ponte ci ha dato ossigeno e non è stato ancora tutto speso, ci permetterà di gestire anche una parte della Summer ma è fondamentale per noi che la situazione del socio di maggioranza si delinei chiaramente prima di terminare questi soldi. A quel punto, infatti, potremo mettere mano anche al nuovo piano industriale e avanzare eventuali richieste.

Silvio Meli, Presidente di Soaco

Catania vi è stata vicina questa settimana?

La SAC ha sempre saputo che riusciamo a gestire questi flussi ed è soddisfatta esattamente come noi. Abbiamo avuto la loro supervisione in questi giorni, con l’A.D. Torrisi e Di Bennardo sempre attenti e vigili. Se continueremo ad avere a che fare con questa società, si concretizzeranno scenari che già più o meno conosciamo, ossia quella famosa rete aeroportuale che condivido, ma se l’accordo non si dovesse trovare e arriverà un’altra società tramite bando pubblico non possiamo sapere quello che accadrà. Per noi l’obiettivo resta la crescita dello scalo e tra continuità territoriale, il bando del Comune di Comiso e la sinergia con Catania potremmo arrivare ai fatidici 10-12 voli giornalieri che vogliamo, superando il milione di passeggeri e cominciando a ridurre i debiti.

A fine mese partirà la Summer 2019 e finalmente per Comiso finirà anche il brutto spettacolo del martedì senza voli. La stagione non dovrebbe essere molto diversa da quella 2018, con in più la tratta su Torino ma senza quella per Dusseldorf perché Ryanair ha mollato la presa sulla cittadina tedesca.

Intanto dal Comune di Comiso il sindaco, Maria Rita Schembari, ha reso noto lo stanziamento, da parte della Regione Sicilia, di un contributo straordinario di un milione di euro per lo studio e l’implementazione della piattaforma cargo. “Ne sono già stati trasferiti 600mila – fa sapere il primo cittadino – quindi siamo già all’opera. Il comune, comunque, si era già dotato di un piano d’azione e di una proposta realizzata dal dott. Gianni Scapellato, incaricato dalla precedente amministrazione, e su questa scorta ci stiamo già muovendo per fare i prossimi passi relativi ad una progettazione per l’area ex USAF. Lunedì scorso invece – ancora il primo cittadino – mi sono recata a Catania dove ho avuto un incontro con l’assessore regionale, Girolamo Turano, con delega allo sviluppo economico, che oltre ad essere molto disponibile ad ascoltare le nostre istanze relative all’area che dovrebbe essere inserita tra le ZES ( zone economiche speciali), ci ha garantito – conclude Schembari – che prenderà in seria considerazione questa nostra richiesta in modo da poterla esitare a breve”.

Tre gli step individuati: dopo aver già tenuta la riunione (foto sopra) relativa al primo, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, seguirà il secondo step, che consisterà nell’indizione di una gara per il progetto definitivo di studio, accertamenti e indagini sulla situazione di salubrità dei luoghi. Infine, il terzo step relativo all’acquisizione dei fondi.

Un iter sul quale, però, ha da ridire il PD. “Ricordo al sindaco Maria Rita Schembari – ha dichiarato il segretario cittadino Gigi Bellassaiche il finanziamento di un milione di euro si è ottenuto grazie ad un emendamento presentato dal parlamentare Nello Dipasquale che si è fatto carico delle sollecitazioni del Partito Democratico di Comiso. La prima trance di 600.000 euro è già stata accreditata a febbraio, e da allora non si è ancora visto un atto amministrativo. Il Sindaco e la sua Giunta dovranno dare corso nel più breve tempo possibile ad una gara secondo rigorose procedure di evidenza pubblica e di respiro europeo per la progettazione esecutiva dell’area cargo, al fine di procedere al reperimento di ulteriori finanziamenti per la sua realizzazione. Non consentiremo, e vigileremo in tal senso, – ha concluso Bellassai – che con i fondi a destinazione vincolata della Regione vengano avviati studi e consulenze preliminari che a nulla servono, se non a stimolare gli appetiti di maneggioni che brigano per mettere le mani su queste risorse.”

Valentina Frasca

 

 

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