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Randagismo a Siracusa, le associazioni chiedono aiuto: “I volontari sono al collasso”

Abbiamo approfondito la questione interpellando Daniela Cassia, responsabile provinciale dell’Enpa di Siracusa, e Giuseppe Notaro, noto giornalista e responsabile per Siracusa dell’associazione nazionale Animal Law. Difficile lo scenario che ci hanno delineato

(16 aprile 2019)

Istituzione e gestione di un’anagrafe canina, identificazione dei cani, censimento della popolazione canina vagante, limitazione delle nascite mediante sterilizzazione, strutture di ricovero, accesso alle strutture di ricovero da parte dei volontari, formazione, codice deontologico e di autoregolamentazione delle associazioni protezionistiche e di volontariato: sono queste le linee guida emanate nel novembre 2018 dalla Regione Sicilia per il contrasto e la prevenzione del fenomeno del randagismo. Un provvedimento che, in maniera sperimentale, precede il varo della nuova legge regionale che andrà a sostituire quella esistente del 3 luglio del 2000 (peraltro scarsamente applicata in Sicilia) e sul quale il presidente della Regione Musumeci ha dichiarato: “Abbiamo voluto approvare nuove linee guida in modo tale che il comportamento degli operatori sia identico in tutta la Sicilia. Un notevole aiuto, comunque, dovrà arrivare dalle associazioni di volontariato, che rappresentano un valore aggiunto, visto che ogni giorno vivono e affrontano sul campo i problemi. Forse non tutti gli aspetti del problema saranno risolti, ma se l’ottimo è nemico del buono accontentiamoci di questa fase sperimentale. E tra un anno, con l’aiuto del volontariato, capiremo cosa sarà necessario correggere“.

Considerazioni che non sembrano aver convinto molto il mondo del volontariato animalista dell’isola, con in testa l’Oipa, che sul testo varato dalla Regione solleva non poche perplessità: “In queste dieci pagine, – si legge in un documento – si trovano molte buone intenzioni non sostenute, però, da una reale base di attuabilità. Alcune proposte positive, come quella di vedere l’evoluzione del canile in “parco canile”, o evitare che siano i volontari delle associazioni a farsi carico di animali soccorsi vaganti o incidentati, non potranno mai diventare realtà senza che, a monte, venga applicato quanto già previsto dalla legge 281. La grave mancanza che riscontriamo in questo testo è proprio questa: sembra non considerare la realtà dei fatti, una realtà fatta di istituzioni ed enti inadempienti”. Un atto d’accusa condiviso da diverse associazioni operanti sul territorio, i cui volontari si trovano a colmare sempre più spesso le lacune del sistema pubblico quando, di regola, si legge sempre nel documento dell’Oipa,l’opera dei volontari, deve essere il grande valore aggiunto che va a chiudere il circolo virtuoso innescato dal lavoro di chi, come previsto dalla legge, ha soccorso un animale in difficoltà, l’ha curato e poi ospitato in condizioni adeguate al suo benessere fino all’adozione. Tuttavia, al momento, questo circolo non è virtuoso, – spiega l’Oipa – ma vizioso: i volontari sono costretti a farsi carico di animali che, diversamente, sarebbero invisibili e morirebbero in strada o nei canili stessi, come documentato da centinaia di casi”. Situazioni alle quali, a distanza di mesi dal varo delle linee guida di cui sopra, non sfuggirebbe nemmeno la città di Siracusa.

Noi di Ialmo abbiamo voluto approfondire la questione interpellando Daniela Cassia, responsabile provinciale dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Siracusa, e Giuseppe Notaro, noto giornalista siracusano e responsabile per Siracusa dell’associazione nazionale Animal Law. “Purtroppo i volontari sono al collasso, – racconta Daniela Cassia – perché se c’è un cane ferito sia la Polizia Municipale sia il Comune allargano le braccia. Capisco che la materia è abbastanza complessa, le casistiche sono sempre diverse, ma questo non vuol dire che si debba sempre scaricare tutto sui volontari. Non ci sono più ricoveri in clinica perché il veterinario non viene pagato da parecchio tempo, quindi siamo nell’impossibilità di operare”.

Come dovrebbe funzionare la prassi, normalmente?

Se i due canili siracusani non fossero in esubero, normalmente, quando si rinviene un cane per strada, si chiamano i vigili che, a loro volta, passano il veterinario di turno all’Asp che si reca sul posto e decide il da farsi. Questo si è potuto fare fino al luglio scorso, mese in cui il canile Snoopy ha ricevuto una visita dell’Asp che lo ha ritenuto in sovrannumero e quindi impossibilitato ad accogliere altri cani. A questo si è cercato di sopperire per qualche tempo tenendo i cani incidentati e feriti in convalescenza alla clinica veterinaria Aretusea. Una volta tornati in forze, venivano dimessi e reimmessi sul territorio oppure, se ancora con problemi, trasferiti nell’altro canile, il Piccolo Panda, fino a quando anche questo è diventato saturo. A quel punto, sempre nei casi di emergenza, non è rimasto da fare che utilizzare l’alloggio fornito dalla clinica veterinaria, la quale ben presto è arrivata al collasso.

Daniela Cassia

Quindi adesso se vi chiamano per un cane che sta male o investito come fate?

Niente, non sappiamo come fare!

Non ci si potrebbe rivolgere ad altri canini fuori Siracusa?

Ci abbiamo provato, ma risultano tutti in sovrannumero.

Qual è la soluzione a tutto questo? 

Non si riesce a gestire la situazione perché i cani continuiamo a farli entrare, invece la cosa intelligente che dovrebbe fare il Comune è spingere per la sterilizzazione dei cani privati ed evitare cosi il proliferare di nuove cucciolate. Non basta costruire i canili, bisogna fare una seria programmazione per risolvere a monte il problema perché spesso sono proprio i cani di proprietà a fare cucciolate in continuazione, che poi i padroni buttano via come fosse spazzatura. Pensate che noi troviamo in media due cucciolate a settimana.

L’esperienza del cane di quartiere come funziona a Siracusa?

Ha funzionato in passato, sempre per il grande impegno delle associazioni che hanno collaborato con il Comune, ma adesso si è nuovamente tutto arenato e ci dicono nei casi d’emergenza di portarci i cani a casa.

Ad operare sul territorio siracusano attualmente troviamo oltre l’Enpa, un piccolo esercito di associazioni e singoli volontari e volontarie, votati/e alla salvaguardia dei nostri amici animali. Uno di loro, come preannunciato, è Giuseppe Notaro di Animal Law.Prima anch’io facevo parte dei di quel folto gruppo di volontari che fa il “servizio per strada”, cioè porta da mangiare agli animali e controlla il loro stato di salute. Ora – racconta a Ialmo –  mi dedico ad un aspetto più tecnico e di sensibilizzazione del fenomeno del randagismo. In Sicilia siamo in due, io per Siracusa e l’avv. Paola Sobrio a Palermo. La caratteristica principale di Animal Law è quella di riunire professionisti nel campo del diritto, della biologia e della comunicazione; ci occupiamo della parte divulgativa, per esempio entrando nelle scuole e facendo educazione e sensibilizzazione sul tema, mentre per gli interventi sul campo ci affianchiamo alle altre associazioni”.

Come vede la situazione a Siracusa? E che ne pensa della gestione attuata da questa amministrazione?

Sia l’assessore Granata che il Settore Randagismo del Comune hanno delle idee precise in proposito, c’è una task force che tutto sommato sta lavorando sul problema, lo stesso dicasi per la Commissione consiliare presieduta dalla consigliera Cetty Vinci che si è attivata in tal senso, in ogni caso la situazione a Siracusa è molto seria. Ben venga la costruzione di un nuovo canile, anche noi abbiamo partecipato al sopralluogo fatto la scorsa settimana con la Commissione e l’assessore per una nuovissima struttura, anche di tipo sanitario, che potrà ospitare circa 100 cani. La mia perplessità, però, rimane perché i problemi sono immediati e riguardano il nuovo mini bando per la gestione del servizio nei due canili convenzionati col Comune che, secondo il bando, ospiterebbero circa 900 animali. I conti però non tornato perché invece a noi ne risultano 1600 e quindi ci chiediamo che fine faranno i cani in esubero. Un’altra nota dolente è che la situazione siracusana vede un’Asp abbastanza sorda alle richieste d’aiuto degli animalisti, diversi amici che normalmente hanno a che fare con l’Azienda sanitaria siracusana si trovano ogni volta di fronte ad un muro di gomma. Alle richieste di aiuto rispondono che i canili sono pieni e quindi permane una situazione di stallo in cui a farne le spese sono i poveri animali, abbandonati a se stessi. Le stesse risposte arrivano dai vigili urbani, e agli animalisti non resta altra scelta che lasciare l’animale per strada o prenderlo con sé, ma questo non può essere sempre possibile.

Giuseppe Notaro

A breve inizia la stagione estiva, cosa succederà?

Io penso con grande preoccupazione a quel momento, abito in una zona limitrofa al mare e conosco molto bene le problematiche legate alle zone balneari di Siracusa. In estate si vengono a creare dei veri e propri branchi, tra cani di quartiere, randagi e cani con padrone che vengono lasciati liberi di scorazzare. Alla lunga possono dare fastidio a turisti e residenti, e questo non fa che acuire un problema già esistente da anni. Se pensiamo che molti di questi cani sono cucciolate abbandonate da padroni irresponsabili, perché il malcostume di non far sterilizzare i propri cani è ancora ampiamente diffuso, il tutto diventa un circolo vizioso di difficile soluzione.

Quali sono le possibili soluzioni?

Controlli più serrati da parte dei vigili urbani tra le persone che abitano nelle zone baneari e, al contempo, una presa di coscienza delle istituzioni. Il problema randagismo si può risolvere Intraprendendo le giuste iniziative in cooperazione tra Pubblico e volontariato, perché le associazioni, essendo impegnate sul territorio, ne conoscono al meglio le dinamiche. Non ultimo, bisognerebbe smascherare quanti, fingendosi animalisti,  lucrano sulla pelle degli animali creando business.

Naturalmente sulla questione noi abbiamo sentito anche l’amministrazione comunale siracusana, nella persona del dirigente del Servizio Ecologia e Sanità Pubblica con delega al Randagismo del Comune di Siracusa, Rosario Pisana. Domani pubblicheremo le sue dichiarazioni, per completezza d’informazione. (Leggi qui la replica)

Nadia Germano Bramante

 

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