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“Noi, Vigili del Fuoco Discontinui, rischiamo la vita tutti i giorni, ma siamo solo dei precari”

Martedì, al Ministero del Lavoro, il vicecapo di Gabinetto, Fabia D'Andrea, su indicazione del vice premier e ministro Luigi Di Maio, ha ricevuto i Deputati del Movimento 5 Stelle e i rappresentanti dei circa 9000 vigili del fuoco

(6 giugno 2019)

“Rischiamo la vita tutti i giorni, ma siamo solo dei precari. Chiediamo, quindi, che vengano riconosciuti i diritti della nostra categoria e tutti questi anni di servizio”. Sono le parole che Salvatore Macca, vigile del fuoco Discontinuo, ha detto a noi di Ialmo dopo l’incontro tenutosi martedì scorso, nella sede del Ministero del Lavoro, con il vicecapo di Gabinetto, Fabia D’Andrea, su indicazione del ministro Luigi Di Maio, i Deputati del MoVimento 5 Stelle e i rappresentanti dei circa 9000 vigili del fuoco Discontinui che operano in Italia. Di loro si parla poco, o comunque non abbastanza. Li vediamo lavorare e operare come effettivi vigili del fuoco, ma c’è una sostanziale differenza: vengono richiamati per brevi periodi, senza superare i 160 giorni all’anno contrattualizzati. Sbagliato confonderli con i volontari, perché svolgono le stesse identiche mansioni e attività dei Vigili del Fuoco Permanenti e la loro presenza serve per colmare le carenze di organico, garantendo l’operatività dei comandi provinciali ed integrando le squadre di intervento. Nei giorni in cui vengono impegnati, operano con automezzi ed attrezzature del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e ricevono in dotazione l’equipaggiamento necessario per svolgere i compiti a loro affidati. Ma ciò che li penalizza è che non hanno un rapporto d’impiego vero e proprio con l’amministrazione, sebbene debbano sottostare ai regolamenti del personale professionista.

Salvatore Macca, Vigile del Fuoco Discontinuo

“Non si può continuare così, abbiamo bisogno di risposte. Dicevano che eravamo 120 mila unità dichiara il vigile del fuoco Macca ma dal nostro censimento abbiamo potuto constatare che siamo “solo” 12 mila unità. Dopo l’incontro al Ministero, abbiamo capito che non conoscevano in maniera approfondita la nostra categoria e le problematiche connesse, ci hanno accolto con piacere e hanno mostrato la volontà di aprire un dialogo con noi, perché chi ha maturato dei requisiti è giusto che, adesso, abbia una ricollocazione, anche in altre strutture, non necessariamente nella pubblica amministrazione. Noi vigili del fuoco abbiamo presentato dei progetti pur restando fedeli ai regolamenti e alle leggi ministeriali, e adesso che siamo finalmente riusciti ad avere un incontro, vogliamo delle risposte”. E sull’emergenza estiva nella provincia di Ragusa, Macca conclude: “Verrà gestita con le unità presenti. Ci sarà la riapertura del Distaccamento di Santa Croce Camerina e di quello estivo a Marina di Ragusa –  come vi avevamo informato e a Ragusa arriveranno nuovi volontari, ma non sono ancora preparati al 100% e molti di loro devono conseguire le patenti per guidare i nostri mezzi”.

Carlo Mazzarella, Presidente dell’Associazione Nazionale Discontinui

Presente all’incontro di Roma anche il Presidente dell’Associazione Nazionale Discontinui, Carlo Mazzarella, il quale ci ha dichiarato: “Noi attendevamo con ansia provvedimenti ad hoc; il governo passato, che non aveva i fondi, ci ha chiesto di pazientare e attendere governi futuri. Ma le nostre speranze sono state deluse e da un momento all’altro ci ritroveremo per strada perché il progetto portato avanti dal Pd non è stato portato avanti. Inoltre, le possibilità di superare i concorsi d’accesso per la conferma del contratto è davvero minima: hanno inserito delle prove durissime, ci troviamo a competere con ragazzi giovanissimi che hanno più resistenza e forza di noi e i  posti disponibili sono irrisori. Bisognerebbe – continua – far aumentare il numero, dato che si libereranno dei posti grazie a coloro che andranno in pensione con quota 100″. Su una possibile ricollocazione, il Presidente Mazzarella è della stessa idea di Macca: “Il governo deve pensare a noi e al nostro futuro lavorativo, anche in altri enti, non necessariamente all’interno della pubblica amministrazione”. Analizzata tutta la questione, si è deciso, quindi, di avviare un tavolo tecnico per le materie di competenza del Ministero del Lavoro e, nel contempo, di riprendere l’interlocuzione con il Ministero dell’Interno per trovare finalmente una soluzione alla complessa vicenda.“C’è la volontà di mettersi al lavoro – conclude Mazzarella – ma tutto dipende dal Ministro dell’Interno. Se non vedremo risultati tangibili, siamo pronti a portare in piazza tutta la categoria”. 

Claudia Trapani

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