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L’inno alla vita di Giuseppina Torre: “Vi presento Life Book, il mio nuovo album”

Sono lontani i toni struggenti de “Il silenzio delle stelle”. Life Book è un viaggio tra le note che dall’oblio porta alla rinascita, in un universo nel quale non c’è più tempo né spazio per ciò che non regala momenti di felicità

(27 giugno 2019)

10 tracce inedite (“Rosa tra le rose”, “La promessa”, “Gocce di veleno”, “Dove sei”, “The golden cage”, “Siempre y para siempre”, “Mentre tu dormi”, “My miracle of love”, “Un mare di mani”, “Never look back”) per raccontare in musica gli ultimi e difficili anni della sua vita. Una quotidianità che si fa incubo, un tunnel sempre più buio, la disperazione e la risalita, fino a riprendersi la propria vita, la propria luce. E’ durata 4 anni “la gestazione” di Life Book, l’ultimo album della compositrice e pianista vittoriese Giuseppina Torre, ma alla fine è venuto fuori più bello che mai. Sono lontani i toni malinconici e struggenti de “Il silenzio delle stelle”, il bellissimo album precedente, Life Book è un viaggio tra le note che dall’oblio porta alla rinascita, in un universo nel quale non c’è più tempo né spazio per ciò che non regala momenti di felicità. E’ la storia in bianco e nero, proprio come i tasti del suo inseparabile pianoforte, di una donna dal talento innato che ha saputo dire basta alla violenza e che dal fondo è risalita, aggrappandosi con passione e spirito di sacrificio alle due “cose” più belle che la vita le ha donato: un figlio e la musica.

Pubblicato su etichetta DECCA e distribuito da Universal Music Italia, Life Book è disponibile in tutti i negozi, in digital download e sulle piattaforme streaming ed è stato presentato il 24 giugno scorso alla Galleria Rizzoli di Milano, sulla scia del grande successo del concerto nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, nell’ambito di Piano City Milano 2019. “Il live, durato circa un’ora e organizzato per la presentazione ufficiale dell’album, – racconta Giuseppina Torre a Ialmoè stato un viaggio emozionale che non poteva non iniziare con “Rosa tra le rose”, il brano che ho dedicato a mia madre. Lei si chiamava Rosa e amava le rose, e da quella traccia è partita l’ispirazione per tutto il lavoro successivo. Per fortuna, il pubblico milanese ha risposto bene, mi accoglie sempre con grande affetto, in tanti mi avevano già conosciuta in occasione di Piano City e sono tornati a riascoltarmi, quindi non posso che essere felice”.

Era la prima volta che suonavi dal vivo tutte e 10 le tracce. Sei abituata ai concerti, ma eri comunque un po’ tesa…

Assolutamente si, eseguire per la prima volta le composizioni alle quali ho lavorato per tanti anni e vedere il modo in cui arrivavano al pubblico è stata una gioia immensa, ma ero nervosa proprio perché non sapevo che effetto avrebbero avuto e che reazione avrebbero suscitato. E’ stato un live molto particolare, ho voluto introdurre personalmente ognuna delle 10 tracce con una piccola presentazione, perché ogni brano è come un figlio, è venuto fuori da me, è parte di me e volevo che l’ascoltatore avesse “una guida” per capire quello che ho provato nel comporlo e il perché di quel titolo. Il fatto di avere il pubblico disposto sia a destra che a sinistra del pianoforte mi ha fatto sentire come abbracciata e ha fatto in modo che tutto si svolgesse in un’atmosfera molto calda e intima, la gente era a pochi passi da me e potevo vedere i loro occhi. Molti, alla fine, mi hanno detto di essersi rivisti in ciò che ho espresso sia con le parole che con la musica, e non poteva esserci complimento più bello.

Perché Life Book?

Perché questo album raccoglie, letteralmente, i miei “appunti di vita”, è un inno alla vita. Gli ultimi anni sono stati difficili per me, ma ho trovato la forza di trasformare in gioia e voglia di vivere ciò che era negativo. A differenza dell’album precedente, scritto in un momento in cui davvero non vedevo la soluzione ai miei mali, in questo cd ogni traccia ha un respiro e un risvolto positivo, c’è un ottimismo che aleggia anche nelle tracce un po’ più malinconiche. Ma c’è anche un altro motivo. “Life Book” perché con Riccardo Vitanza, mio produttore e amico, siamo andati a vedere il film Premio Oscar “Green Book”, che narra la storia di questo pianista con questo libro verde in cui c’era scritto dove poteva suonare e dove no, solo perché era di colore. Il problema dell’emarginazione l’ho sempre sentito molto, dato che per tanti anni mi sono sentita un po’ emarginata, lontana geograficamente dai luoghi che contano se vuoi fare musica ad alti livelli.

Anni difficili che diventano musica. Chi ti ha aiutata in questo percorso di rinascita?

Grazie al cielo ho avuto vicine persone che mi hanno voluto molto bene e mi hanno coccolata, ma di base c’è stata la mia grande voglia di reagire. Quando ti trovi davanti a certi eventi tragici solo due cose puoi fare: soccombere o ribellarti. Io sono una mamma, e ho scelto di andare avanti con coraggio e sacrificio e oggi posso ritenermi orgogliosa di aver fatto uscire tutte quelle risorse e quelle forze che non sapevo neanche di avere fino a quel momento. Sono doppiamente soddisfatta, sia a livello artistico che umano, come donna. Io ho toccato il fondo, o annegavo o mi davo la spinta per tornare a galla, e l’ho trovata in mio figlio e nella musica, le mie isole felici. Il pianoforte è la mia àncora, il mio compagno di giochi da bambina e il mio fedele compagno di vita poi.

C’è un brano, in particolare, che hai voluto incentrare sul tema della violenza…

Si, si chiama “Gocce di veleno” e ho tratto ispirazione dal libro di Valeria Benatti, scrittrice e voce di RTL, mia carissima amica e ammiratrice. L’ho letto e mi ha colpito tanto, lo dovrebbero leggere tutte le donne perché accende i riflettori sulla forma di violenza più complessa e subdola, perché non lascia lividi e non si vede, ed è quella psicologica. Ci vogliono anni per guarire, e forse non ci si riprende mai del tutto: il veleno di un amore malato corrode l’anima fino a far morire la persona anche fisicamente. Valeria non si perde un mio concerto a Milano e si è detta onorata del fatto che questa composizione porti il titolo del suo libro. La solidarietà tra donne è davvero la chiave di tutto, e io vorrei dire a tutti di non arrendersi mai e di credere in se stessi e nei propri sogni. La vita è bella e va vissuta, sempre.

E adesso, naturalmente, si passa alla promozione. Prossimi impegni?

Girerò l’Italia e suonerò da nord a sud, solo ad agosto mi fermerò un po’, ma a settembre riprenderemo con più slancio. Per ora non posso rivelare nulla perché è tutto work in progress, ma a breve annunceremo date, appuntamenti e grandi novità. Anche in Sicilia e a Ragusa è tutto in fase di definizione, ma penso e spero che in autunno tornerò ad esibirmi dal vivo.

Valentina Frasca

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