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L’abbraccio di Ragusa in ricordo di Maria Zarba e Mahsa Amini: piazza San Giovanni luogo di solidarietà, libertà, memoria e pace

Una cesta bianca ha raccolto le ciocche di capelli simbolo di indipendenza delle donne iraniane

(17 ottobre 2022 -L’abbraccio di Ragusa in ricordo di Maria Zarba e Mahsa Amini: piazza San Giovanni luogo di solidarietà, libertà, memoria e pace)

“Bella ciao” in iraniano accoglieva le donne e uomini, giovani e meno giovani, alla manifestazione organizzata dall’associazione “Adessobasta”, in collaborazione con il Comune di Ragusa e la Consulta Giovanile per ricordare il quarto anniversario del femminicidio di Maria Zarba – commesso a Ragusa – e gli orrori ai danni delle donne Iraniane che stanno lottando per la libertà in memoria di Mahsa Amini uccisa dal regime Iraniano.

Nonostante la tristezza del ricordo, sempre vivo, “per non dimenticare” perché la violenza deve essere sempre combattuta, è stato un momento di gioia e di vicinanza.

Ragusa ha dato testimonianza di essere accanto alla famiglia di Maria, che era, come sempre, presente, e accanto alle donne iraniane che stanno, con coraggio e determinazione, lottando per affermare la loro autodeterminazione e libertà.

Il senso dell’iniziativa è stato rappresentato dai brevi e significativi interventi di: presidente di Adessobasta, Franca Carpineri; dal sindaco, Peppe Cassì; Consulta Giovanile, Hala Fuad, una giovane che ha vissuto in Iran, Vera Arezzo; medico iraniano, Mansour Sohani Khosrowe e dall’onorevole Stefania Campo, iscritta all’associazione Adessobasta.

Con le note di “Un girodonto intorno al mondo” –di Sergio Endrigo – “Se tutte le ragazze, le ragazze del mondo si dessero la mano, si dessero la mano allora ci sarebbe un girotondo intorno al mondo, intorno al mondo…” una canzone di pace, di amore e rispetto dell’altro, si è dispiegato un girotondo che ha riempito la piazza.

Infine, “Imagine” – di John Lennon – ha accompagnato gli abbracci e le strette di mano dei partecipanti quasi a suggellare un patto di unione tra diverse generazioni. Un inno di speranza rivolto a un mondo migliore, dove non ci siano più guerre e violenza ma solo essere umani che vivono in pace.

LEGGI ANCHE: Salute e sicurezza sul lavoro, da Ragusa il grido di allarme: “Fermiamo le morti”

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