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“Grand Tour”, la mostra che scopre la ceramica classica italiana fa tappa a Burgio

La mostra, promossa dall’Associazione italiana Città della Ceramica (AiCC) e curata da Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, è nel vivo della sua tappa siciliana, dove sarà visitabile fino al prossimo 26 agosto

(6 agosto 2019)

L’Italia, si sa, è un paese dalle mille sfaccettature: dai mille difetti ma anche dalle mille qualità. Gli italiani sono un popolo non soltanto (per usare una famosa citazione) “di santi, poeti e navigatori”; sono un popolo dedito alle proprie passioni e alle proprie tradizioni. Combinare alcune di queste, come la cucina e l’artigianato, è stata l’idea di base della mostra “Grand Tour alla scoperta della Ceramica classica Italiana”. Nello specifico, il tema principale della mostra riguarda il servizio da mensa, il presentare e conservare il cibo e l’abbellimento stesso della tavola. Grand Tour, promossa dall’Associazione italiana Città della Ceramica (AiCC) e curata da Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, è nel vivo della sua tappa siciliana e, precisamente, a Burgio dove sarà visitabile fino al 26 agosto, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00. Il titolo della mostra è dichiaratamente ispirato ai viaggi che, soprattutto tra Seicento e Ottocento, i giovani rampolli aristocratici europei compivano alla scoperta non soltanto della cultura e delle bellezze architettoniche, paesaggistiche e artistiche della nostra bella penisola, ma anche delle eccellenze artigianali. Non a caso il termine “turismo” deriva da questi viaggi, definiti comunemente “Grand tour” ossia “Grande giro”. Inaugurata nel 2014 a Bruxelles presso il Comitato delle Regioni (sede istituzionale dell’AEuCC, Associazione Europea Città della Ceramica), la mostra nel corso degli ultimi anni ha viaggiato in lungo e in largo in quasi tutte le regioni d’Italia e in alcuni stati europei, quali la Francia, la Spagna, la Polonia, la Svizzera. La tappa conclusiva sarà la Croazia. Grand Tour offre al pubblico una raccolta di ceramiche che fanno parte della collezione di rappresentanza dell’AiCC. Si tratta sia di manufatti ispirati al gusto e alle tecniche tradizionali delle varie città che compongono l’associazione sia di veri e propri rifacimenti di pezzi storici.

Ad oggi sono 44 i centri ceramici che aderiscono all’AiCC e, tra questi, non potevano mancare i siciliani Caltagirone, Santo Stefano di Camastra, Sciacca e Burgio. In quest’ultimo, all’interno della seicentesca chiesa di San Luca è stata organizzata la tappa di Grand Tour che a partire dal 2 agosto sarà visitabile fino al 26 dello stesso mese. In un paese tra pochi che può vantare un museo della ceramica ci si chiede come mai la mostra non è stata localizzata all’interno del Muceb. A questa domanda ha dato riposta il direttore del museo, prof. Vito Ferrantelli, il quale durante la cerimonia di inaugurazione ha dichiarato: “Il Muceb è, sì, un contenitore della storia della nostra ceramica, ma è anche uno strumento dinamico che vuole promuovere la cultura a 360°; quindi non soltanto artigianato, ma anche – per esempio – letteratura e musica. In questa chiesa, nel 2002, è stata realizzata la prima mostra della ceramica di Burgio che ha dato avvio a una serie di eventi e progetti fino ad arrivare alla realizzazione del Museo della Ceramica di Burgio. Qui, inoltre, è presente una pavimentazione in ceramica costituita da pannelli di varie epoche”. In conclusione, le parole del sindaco Matinella, il quale ha espresso immenso orgoglio per il fatto che il proprio paese abbia avuto la possibilità di poter ospitare una mostra così importante a livello sia nazionale che internazionale e ha colto l’occasione per ringraziare l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro e padre Giuseppe Pontillo per aver permesso di utilizzare la chiesa per questo evento, il presidente dell’AiCC Massimo Isola, la dott.ssa Elena Agosti che si è occupata dell’allestimento della mostra in collaborazione con la dott.ssa Letizia Bilella.

Maria Concetta Bellavia

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