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Arrestato il pluripregiudicato vittoriese Elio Greco, per il tentato omicidio di Raffaele Giudice

La vittima è conosciuta negli ambienti mafiosi con il soprannome di Varecchina. I due, amici di vecchia data, avrebbero litigato per motivi economici e Greco dalle parole è passato ai fatti, tirando fuori una pistola e sparando

(24 aprile 2019)

La Polizia ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto il vittoriese Elio Greco, 59enne pluripregiudicato per numerosi reati e denunciato anche per associazione per delinquere di stampo mafioso. L’uomo è accusato di tentato omicidio aggravato e porto illegale d’armi da fuoco. Al termine di serrate indagini la Squadra Mobile di Ragusa ed il Commissariato di Vittoria hanno redatto una completa informativa di reato e la Procura della Repubblica di Ragusa ha tempestivamente emesso un decreto di fermo. Questa mattina il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato. La vittima è Raffaele Giudice, già condannato per mafia e conosciuto negli ambienti mafiosi con il soprannome di Varecchina. 

I FATTI

Nel primo pomeriggio del 18 aprile un uomo di Vittoria viene accompagnato in ospedale da un suo dipendente, e dice ai medici di essere caduto all’interno della sua azienda e di essersi ferito. I medici del pronto soccorso curano le ferite e mandano il paziente a fare una radiografia, attraverso la quale i tecnici notano la presenza di un proiettile. Il paziente giustifica il tutto raccontando di un incidente di caccia di quando era giovane, pertanto viene dimesso. I medici la sera avvisano la Polizia che, conoscendo la caratura criminale della vittima, vanno a prenderlo per condurlo in Commissariato a Vittoria. Anche davanti ai poliziotti la vittima continua a sostenere la tesi riferita ai medici. I poliziotti lo mandano via, ma informano la Squadra Mobile ed in poche ore gli investigatori attivano ogni fonte sapendo che qualcuno avrebbe parlato essendo che i fatti erano accaduti all’interno della ditta gestita dalla vittima.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato in poche ore dai fatti accaduti avevano già ben chiaro il quadro, poiché le persone che avevano assistito ai fatti erano numerose. Da quel momento i poliziotti sono andati a bussare alle porte di casa dei testimoni e della stessa vittima che è stata condotta in ospedale per scongiurare problemi di salute ben più gravi. Da lì a poco, infatti, l’uomo è stato operato ed è stato estratto il proiettile che, per sua fortuna, non aveva leso organi vitali, pur essendosi fermato a pochi centimetri. Fondamentale la presenza del medico legale che ha coadiuvato gli investigatori per una corretta ricostruzione del reato grazie ad un’analisi scientifica dei dati clinici. La vittima è stata costretta a quel punto a raccontare la verità. Greco e la vittima, amici da vecchia data, hanno prima discusso per motivi economici all’interno del piazzale della ditta della vittima, poi la situazione è degenerata e dagli insulti sono passati alle mani. Spintoni e schiaffi fin quando Greco non ha estratto una pistola. I presenti hanno tentato di fermarlo ma lui non curante ha esploso un colpo d’arma da fuoco all’indirizzo della vittima ferendolo. Alcuni presenti sono scappati, altri hanno soccorso la vittima ed un suo dipendente lo ha accompagnato in ospedale.

LA CATTURA

Il provvedimento di cattura è stato emesso anche perché la Polizia di Stato cercava Greco dalla sera del 19 ma era irreperibile, quindi vi era un concreto pericolo di fuga. Grazie anche alla collaborazione delle persone vicine all’indagato, lo stesso Greco ha telefonato ad ora di pranzo di giorno 20 per riferire di volersi costituire, così alcuni poliziotti sono andati a prenderlo per portarlo presso gli uffici della Squadra Mobile. L’uomo non ha opposto alcuna resistenza ammettendo le proprie responsabilità, riferendo di aver perso la testa e che la vittima era un suo caro amico, con il quale aveva avuto una lite dovuta a problemi economici. Greco ha anche indicato agli agenti dove aveva gettato l’arma, che è stata sequestrata. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato condotto in carcere a disposizione dell’Autorità giudiziaria che oggi ha convalidato il fermo disposto dalla Procura della Repubblica e mantenuto la custodia cautelare in carcere.

 

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